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Buon Natale e felice anno nuovo!

Fine anno piena di incognite: che ci aspetterà nel 2012? Intanto ci hanno tagliato la tredicesima e questo non è un bel segno… Non è che avevano ragione i Maya?...

E’ di nuovo Natale. Sembra ieri che ci facevamo gli auguri e invece è già passato un anno! Eravamo, un anno fa, molto scoraggiati: il cavaliere aveva driblato la sfiducia, comprandosi un pugno di parlamentari e noi eravamo stanchi e scoraggiati e ancora non sapevamo che sarebbe andata sempre peggio, fino a che sarebbe stata l’Europa e le borse a sfiduciare il premier.

Adesso abbiamo un governo nuovo. L’hanno chiamato “governo tecnico”, perché chi ne fa parte non viene dalle fila dei partiti (e meno male!!), ma in realtà è finalmente un governo che fa politica davvero e la fa con professionalità e competenza. Quello che lo ha preceduto a guida del cavaliere faceva solo affari. I suoi. Oggi c’è chi sceglie per tutti, forse anche delle soluzioni non condivisibili, ma sono scelte basate su un progetto politico ed economico e non sulla fatidica domanda “e io che ci guadagno?”, che sembra il motto più seguito dai nostri parlamentari.

E’ Natale. E dovremmo essere e sentirci più buoni. Invece continuiamo a sentirci più tristi, più soli e più incerti davanti a un futuro di sacrifici, di tasse, di precariato dei nostri figli. Un futuro che non è un futuro, senza entusiasmo, senza sogni, senza magia, ma con lo spauracchio di licenziamenti senza più tutele di nessun tipo. Non siamo abituati a vivere l’inferno dei lavoratori americani, che non hanno diritti e possono venir cacciati dal posto di lavoro dall’oggi al domani. Ma almeno loro riescono poi a trovare qualche altro lavoro, qui non c’è nemmeno questa possibilità. Da un giorno all’altro puoi finire nella strada, perdere la casa, ogni certezza, anche quella di sfamare i tuoi figli.

Quindi caro Babbo Natale, quest’anno non me la sento di scriverti niente. E d’altra parte anche tu non puoi andare in pensione come tanti lavoratori anziani e magari lo vorresti anche. Perché questi Natali senza magia non piacciano nemmeno a te, ne sono certa.

E’ brutto essere adulti di questi tempi, è terribile essere vecchi e misurarsi anche il cibo, privandosi anche di un piccolo conforto, ma è tristissimo e frustrante essere giovani e bimbi e non avere nulla davanti.

Eh sì, caro Babbo Natale, quest’anno non mi va di scherzare. Non quando penso a tutto questo e leggo della sentenza di Casale, il cui paesaggio innevato non è frutto del tempo natalizio, ma della polvere di amianto. Noi stiamo male, ma c’è chi sta decisamente peggio. Ho visto i soldati americani in Iraq richiamati a casa dopo anni di una guerra “preventiva” assurda, insensata, immotivata, che è costata all’America 4500 morti e 760 miliardi di dollari. Ma l’Iraq conta circa 126mila morti e il loro paese è un cumulo di macerie. E tutto perché? Perché gli amici guerrafondai, commercianti d’armi e petrolieri, di un presidente arrogante, potentissimo e imbecille volevano guadagnare soldi sulla tragedia di un popolo. C’è da restare basiti a pensarci. Eccoli lì, se ne vanno… ma che senso ha che ci siano andati? Cosa possono raccontare agli orfani di quei soldati? Che senso hanno quelle morti? Cosa è cambiato in quel paese disastrato? E che ne sarà dei reduci americani, che tornano in patria senza un posto di lavoro, in una america impoverita dalla crisi economica? Altro che reduci dal Vietnam…

E cosa ne abbiamo ricavato tutti ( a parte gli speculatori)?Anche noi italiani ci siamo andati e abbiamo lasciato anche noi dei morti, laggiù. Ragazzi che andavano a guadagnarsi la vita e hanno trovato la morte, trattati come carne da macello, ad ammalarsi con l’uranio impoverito, su macchine che saltavano in aria come scatole di sardine… e quelle industrie automobilistiche che fornivano aerei e blindati e che hanno preso dei bei soldi, ora andranno a costruire questi mezzi fuori d’Italia? Vorremmo saperlo. E buon Natale anche a loro e a quel ministro, così impegnato a proteggere la guerra. Tanto i suoi figli erano a casa al sicuro e con un bel posto di lavoro, costruito apposta…

Natale 2011 02

 

Già… Così andavano le cose qui. Tutto in scala ridotta, tutto raso terra, senza talenti, caricature dei potenti veri, ma con costi enormi anche per noi, in termini di vite umane e di soldi. E per favorire chi?

E’ Natale, facciamoci un regalo: per qualche giorno dimentichiamoci di questa gente opaca e spenta, di questi zombi della politica. Facciamo un bell’albero o un presepio, secondo la tradizione della nostra famiglia, decoriamo la casa – quelli che ancora ce l’hanno – e cerchiamo di pensare in modo positivo, di entrare nello spirito natalizio. Io ho fatto l’albero e ho decorato la casa, poi ho infilato un cd di musiche natalizie classiche: Bing Crosby, Frank Sinatra, Judy Garland, Nat King Cole… poi mi sono guardata intorno e mi sono accorta che era tutto così stucchevole e mieloso che mi si stava cariando anche la spina dorsale. E ho pensato che invece è il momento di ricaricare le batterie, ma non per cantare “Bianco Natale”.

Allora lasciate perdere le carole natalizie e regalatevi un tomahawk, quando scenderemo in piazza con i segni di guerra sul viso dipinti di rosso, potrà essere utile: nel futuro prossimo c’è il 2012 e se i Maya avevano ragione sarà un anno di grandi rivoluzioni. Hai visto mai…

Dunque: Hasta la victoria siempre, cari amici e compagni! Per tutti gli altri Buon Natale e buon anno nuovo, a ciascuno come desidera.

Natale 2011 03

Azioni sul documento

buone feste

Inviato da viola il 22/12/2011 14:14
Hasta la victoria siempre... ma non c'è nessuna discriminazione per tutti gli altri...?Quella renna masochista è un po' inquietante

buone feste

Inviato da bfois il 22/12/2011 19:30
Ah ah ah!!Nessun collegamento discriminatorio! L'unico collegamento della vignetta è con la frase "Buon Natale e buon anno nuovo, a ciascuno come desidera" e se uno ha desideri simili a quelli della renna, ebbene: tanti auguri lo stesso...
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