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Come possono dirsi cristiani

Riflessioni di una nostra lettrice sulla Lega e la Chiesa

Ultimamente mi son balzati alle orecchie due incisi, quello della canzone "Attimo" di Gianna Nannini "Letti freddi, pugni schiaffi, / muri appesi ai crocefissi" e quello di " Se non ami" di Nek "l'amore attende e non è invadente e non grida mai / se parli ti ascolta, tutto sopporta, crede in quel che fai". Per chi conosce le lettere di Paolo questi ultimi versi sembrano il plagio di I Corinzi 13, ma chissà quante giovani orecchie avranno esultato di tenerezza nell'ascoltare per la prima volta queste parole. 

Un po' come quando papa Wojtyla si paragonò all'atleta di Cristo e queste parole risuonavano da un tg come "originali" e pregne di simpatico estro! Nek pare non sia nuovo ai plagi, e noi anche alle troppe mistificazioni intenzionali e non, e il caso vuole che sia stato almeno per un po' il cantante preferito del Vaticano quando a Sanremo nel 1993 esordì con la canzone antiabortista "In te".
Sono passati anni e ne è passata di acqua sotto i ponti, ma purtroppo pure su interi paesi mista a fango e detriti, e il papa per bocca dei suoi invita a non votare chi è a favore dell'aborto e i neoeletti, increduli per cotanta grazia, sparlano ora pure contro la RU486 dimentichi della 194 del 1978, per loro forse un modello di auto d'epoca.

Nulla di nuovo da chi brucia platealmente le leggi, seppur non più vigenti, in nome della semplificazione che a furia di falò rievoca ben altri tipi di pulizia, parla di famiglia e ne ha almeno due da mantenere, grazie a uno stipendio mensile che per noi è il totale annuale, si fa paladino dei valori cristiani e celebra il dio Po, si sposa con rito celtico e propone di apporre sulla bandiera italiana il crocifisso, sebbene con quella bandiera vorrebbe farne altro uso, così come del crocifisso il cui messaggio d'amore diventa l'espulsione degli extracomunitari nel periodo natalizio.

 Restando il fatto che ritengo ci siano casi in cui l'aborto è il male minore e che ci devono essere condizioni che rispettano la dignità umana, all'irritazione per l'uso sfacciato di certi temi per fare politica, che ricadono nel privato delle donne, aggiungo l'indignazione per il viscerale sincretismo nel quale vivono i politici, e chi come loro, nel quale pure vorrebbero vivessimo noi come fosse la cosa più normale al mondo. 

Come posso dirmi persona cristiana se non amo il mio prossimo, per esempio, ridistribuendo le ricchezze, anche le mie?
Come posso ispirarmi al ministero di pace accoglienza solidarietà di Cristo, predicando una cosa e facendone un'altra o appoggiando chi la fa?
Come posso essere per la vita se lascio morire di fame e sete ogni giorno bambini/e già nati/?
Come posso parlare di libertà e agli/le altri/e non consento di poter fare libere scelte consapevoli?
Come posso ancorarmi al crocifisso e volerlo appeso su qualsiasi muro e non accorgermi che quel muro, per di più statale italiano e pubblico, sta per crollare letteralmente sotto il peso dell'incuria e della speculazione? 

E così, dall'affissione del crocifisso ai muri, che osteggio ma che ultimamente in classe sfrutto per invitare calorosamente i miei alunni/e a riflettere sulle domande di cui sopra e su loro stessi/e, muri di incomprensione e di indifferenza, di violenze e di soprusi, di menzogne e di raggiri, vengono eretti ogni giorno. E su questi con fierezza si mantiene in piedi la nostra società di plastica e la nostra identità dissociata, sincretismo e sincretinismo. 

Che il Signore mi perdoni: non ho intenzione di sopportare!

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