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Foglio di via da paese e parlamento

La prima uscita dopo Perugia per inaugurare l’ultimo tour propagandistico del duo Berlusconi-Bossi all’insegna del governo “che va avanti” nonostante tradimenti, congiure dei poteri forti, magistrati e giornali fuori controllo si è rivelata un atroce boomerang, dal Veneto leghista all’Abruzzo di Chiodi.

Mentre un Berlusconi ostaggio di un Bossi che dal suo cespuglio detta le condizioni del galleggiamento fino a dicembre per portare a casa il federalismo rilasciava dichiarazioni entusiaste sulle capacità di reazione delle popolazioni venete a Padova e Vicenza una folla di manifestanti gli ha chiesto conto del ritardo, dell’inefficienza, della corresponsabilità nel disastro idrogeologico del paese. Il sindaco di Padova dopo il vertice con il presidente del Consiglio e Guido Bertolaso, pensionato onnipresente, ha dichiarato che si è trattato di “una kermesse, una passerella” una tiritera di promesse vaghe e inconsistenti, di parole vuote.

All’Aquila sono sembrati fuori dalla realtà e dalla memoria i giorni trionfanti della campagna elettorale con le macerie mimetizzate e i palchi improvvisati presidiati dalle forze dell’ordine e dagli uomini della protezione civile che tenevano accuratamente a distanza i terremotati. Berlusconi, dopo le imprese della cricca e la desolazione di un centro storico lasciato morire sotto le macerie e l’incuria totale, non ha ritrovato folle festanti o almeno fiduciose, ma i rappresentanti dei comitati e cittadini del popolo delle carriole, tenuti con difficoltà e non senza tensioni alla larga dalla caserma di Coppito dove il triumvirato Berlusconi- Letta- Bertolaso ha ripetuto per l’ennesima volta l’identico copione.

A Pompei quando con una arroganza pari solo all’incapacità, il ministro dei Beni Culturali, più impegnato ad Arcore che sul fronte della difesa dello straordinario patrimonio italiano, come ha sottolineato il ministro Urso, ha detto testualmente “se avessi delle responsabilità mi dimetterei.., anzi rivendico dei meriti” un gruppo di custodi e di visitatori allibiti l’ha puntualmente e civilmente contestato.

Nello stesso giorno dei fischi e delle contestazioni a Padova ed in Abruzzo alla camera il Governo va tre volte sotto su tre emendamenti, due dell’opposizione e uno di FL, sulla ratifica del trattato con la Libia in materia di cooperazione internazionale e di diritto d’asilo. E nello stesso pomeriggio il ministro degli interni chiamato a riferire in Senato sulla notte in questura di Ruby, ricostruisce puntualmente la correttezza dell’operato della polizia e riconferma in una sede istituzionale le due pressanti telefonate del premier per avere notizie della minorenne “nipote di Mubarak”.

Nel paese come finalmente in un Parlamento che mostra segni di un pur tardivo e parziale risveglio dall’incantesimo del padrone di TV, istituzioni e coscienze, appaiono ormai chiaramente il dissenso, la contestazione, la manifestazione di volontà e decisioni autonome.

I segnali che qualcosa sta realmente cambiando e che l’insofferenza sta montando persino nella base del più fedele alleato, auto-improvvisato mediatore tra il grande capo e lo sdoganato ingrato, sono più che evidenti nelle dichiarazioni fino a ieri impensabili di tanti militanti ed elettori leghisti che vorrebbero tagliare i ponti con Berlusconi, che non si fidano più, che non digeriscono più i molteplici lodi e legittimi impedimenti, che reclamano nuove alleanze e riversano la loro esasperazione sui centralini di radio padania letteralmente in tilt.

Certamente se si volesse avere il polso del paese da Porta a Porta o Matrix si rimarrebbe un po’ sconcertati o meglio si potrebbe avere la riprova che la situazione è parecchio incandescente e si avvicinano very hard times per la corte di Arcore: in una giornata da resa dei conti per Governo e presidente del Consiglio la notizia è ovviamente la visita in prigione della moglie a Michele Messeri, in pochi giorni derubricato da Orco con la O maiuscola a carcerato sedato con psicofarmaci.

Ma chissà se anche per merito di Minzolini, Vespa, e conduttori stile Matrix, quando irrompe miracolosamente un bello squarcio di TV civile, come le due ore di Vieni via con me, ci sono ascolti da record con 7,6 milioni di spettatori, si registra il 25, 48 % di share, viene battuto Il grande fratello e Rai 3 fa un record assoluto di ascolti?

Forse è anche questo un piccolo segnale della voglia di disintossicazione che circola nel paese.

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