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SE L'ITALIA DIVENTASSE FINALMENTE UN PAESE NORMALE

Di guitti al potere, in Italia, basta ed avanza: Berlusconi. Che a lui vada ad aggiungersi Beppe Grillo, alla testa di un neonato movimento di “liberazione nazionale”, mi sembra un po’ troppo e culturalmente insopportabile, nonché pericoloso per le sorti democratiche del Paese.

Di guitti al potere, in Italia, basta ed avanza: Berlusconi. Così come riconosciuto anche dalla stampa internazionale, che carica il premier di molti altri record negativi. Che a lui vada ad aggiungersi Beppe Grillo, alla testa di un neonato movimento di “liberazione nazionale”, mi sembra un po’ troppo e culturalmente insopportabile, nonché pericoloso per le sorti democratiche del Paese.

Tra le varie forze di opposizione è l’IdV il partito, che sembra salutare con gioia tale evento, anche se non pochi suoi esponenti e militanti si pongono interrogativi sull’opportunità o meno di tale evenienza. Se Di Pietro esulta alla notizia, pronto a cavalcare l’eventuale onda lunga della discesa in campo del comico, è cosa da ascrivere alla sua assoluta ignoranza politica. E dico questo non con intento denigratorio, ma con massimo rispetto. La realtà comunque è questa e sempre più spesso le esternazioni di Di Pietro vanno nel senso dell’antipolitica, piuttosto che in quello della politica. La quale, con sincero sforzo democratico di tutti, potrebbe ritornare a rifulgere nella sua essenza più genuina. Senza sotterfugi e senza il doversi accontentare giocoforza di un surrogato non risolutivo.

Anche nelle scorse elezioni amministrative, Grillo è sceso in campo con proprie liste e dappertutto ha solo danneggiato il centro – sinistra. Nella città di Prato, per l’elezione del sindaco, al ballottaggio, addirittura la “Lista Grillo” ha dato indicazioni a favore del candidato della destra, che è risultato vincitore. Poi la provocazione senza senso, da parte del comico genovese di volersi candidare alla segreteria del Partito Democratico.

Se trattasi di dissacrazione, per tornare in seguito ad una pratica politica alta e nobile, non ci siamo. Distruggere tutto, per poi ricostruire, dati i tempi, appare velleitario e pieno di insidie. Infatti, a me pare che il problema o l’incubo di Grillo sia esclusivamente la sinistra nel suo insieme, preservandosi egli qua e là, in questo ambito, “qualche utile idiota”.

A parte un solo termine, “psiconano”, usato da Grillo nei confronti di Berlusconi, non sono riscontrabili negli ultimi anni sue dichiarazioni ed azioni, atte a contrastare il capo della destra. Eppure ad un comico di razza (penso a Petrolini, Totò ecc.) sarebbe riuscito bene di ridicolizzare il premier, molto di più dei nostri ineffabili politici. Ma anche nel campo dell’arte egli ci ha abituato a logorroici monologhi, senza passione e lungimiranza.

Se dovessi usare un’espressione a caldo su Grillo, lo definirei all’istante il migliore alleato di Berlusconi. Mentre oggi il più grande problema per l’Italia, in ambito, politico, culturale ed etico, è rappresentato proprio dal cavaliere di Arcore e dal movimento da lui creato, che ormai tende ad occupare ogni ganglio della vita nazionale. Non tralasciando l’alleanza tra “berlusconismo & leghismo), binomio che sta soffocando l’Italia, dando il colpo di grazia al Meridione e sancendo di fatto la “disunità d’Italia”.

Senza la sconfitta di Berlusconi, nessun  progetto di società alternativa, potrà essere attuato. Questo pensano la stragrande maggioranza dei cittadini progressisti, siano essi elettori del PD, dell’IdV e delle varie formazioni della cosiddetta sinistra radicale.

Se Grillo afferma che non c’è in Italia differenza tra destra e sinistra, ponendosi egli come futuro demiurgo di civiltà, progresso e libertà, provvedendo a distruggere il passato e la conseguente memoria storica di ciascuno di noi, veramente non ci sarà alcun tipo di futuro. Se a qualcuno possono sembrare iperboliche le mie riflessioni su Grillo, continuando a guardare alle sue gesta con una sorta di considerazione affettuosa e complice, o peggio di considerarlo dotato di poteri taumaturgici nell’attuale scenario italico, non è in grado di avvertire il pericolo mortale in agguato. E quindi, anche il senso di un’eventuale soluzione avventuristica, con l’entrata in scena di un qualche personaggio con le stellette, evenienza pubblicamente evocata dallo stesso Grillo.

Sarà pure il nostro un istrione geniale, al quale non si deve precludere l’avventura politica (o antipolitica), ma è evidente quanto sia estesa in lui l’attitudine propria dell’imbonitore, del piazzista, del predicatore televisivo e telematico. Allo stesso modo di Berlusconi, come dire : due facce della stessa medaglia.

E se il potere di incantatore e di ipnotizzatore nel Primo Ministro sembra che venga gradualmente ad indebolirsi, perché dovremmo subire un’identica proposizione attraverso Grillo e considerare quest’ultimo un ulteriore nuovo o la panacea per il virus, che attacca la politica italiana?

Ho orrore e pena per questo popolo italiano, di cui anch’io faccio parte, che ripudia ogni sua storia, negativa o positiva che sia e che ha necessità, come l’aria che si respira, per ogni passo da compiere, dell’uomo della Provvidenza o del santone di turno. Sia egli il grande proprietario di media, che giorno dopo giorno provvede a plasmare la coscienza degli italiani. O che sia il guitto, il quale sciorina il suo canovaccio e appare come colui che fustiga i potenti ed eccita le masse. Nascondendo il vuoto assoluto di proposta ed un nulla eterno di idee, verso un futuro informe e pieno di pericoli.

Basta dunque, con piazzisti, imbonitori, unti, santoni e demiurghi!

Corsi e ricorsi storici, i risibili risultati del governo, gli scandali vergognosi, ci dicono che, nel breve termine, forse scadrà il tempo politico di Berlusconi.

Allora, più che mai, il Paese avrà bisogno della politica, quella vera, senza più scorie berlusconiane, patteggiamenti, compromessi e piccoli interessi di bottega.

Credo che ogni Italiano di buona volontà e di sincero sentire democratico debba sentirsi impegnato in tal senso. E che finalmente l’Italia possa divenire un paese normale.

Azioni sul documento

Chi ti manda?

Inviato da daniele il 05/08/2009 17:04
Molto dalemiano come articolo, potrebbe figurare benissimo sulla Repubblica, facciamo anche gli applausi ai bombardamenti del Max in Yugoslavia? parliamo anche noi di "missioni di pace"? E' un articolo che apre la strada ad un posto di sottosegretario in un possibile nuovo governo?Tanto noi i denigratori prezzolati di Grillo li conosciamo: una risata vi seppellirà

Complimenti.......

Inviato da sandokan il 06/08/2009 12:13
Da questo ragionamento si deduce che dopo berlusconi vanno bene i vari D'Alema, Fassino,Violante, Rutelli e compagnia ...... Tutti quelli che da 20 anni hanno contribuito al successo di Berlusconi.
Se per voi questa sarà un'Italia normale...... allora si salvi chi può!

Non sono d'accordo con te, l'analisi è giusta le conclusioni NO

Inviato da delorenzo il 08/08/2009 18:58
Utilizzi delle parole stereotipate, figlie del perverso sistema Berlusconiano, che sembra tu voglia combattere ma, che invece ti tiene schiavo di questo contorto sistema politico italiano. Erroneamente accusi Di Pietro di antipolitica,perché critica sia il PD che il PDL? Io non sono per l'IdV ma approvo un uomo che ha il coraggio di dire ciò che pensa apertamente al contrario della banda FranceBerluVeltruBonDaleFinFassiCicchiBossVeliniana,tutti collusi, invischiati in affari torbidi e puttane! Inoltre Beppe Grillo non è la causa ma è un sintomo,di una democrazia minata e incrinata. Non è un comico che ha dato la spallata alla sinistra ma si sono avviluppati su se stessi da soli. Essere stati al potere per troppo tempo li ha resi uguali quelli che volevano combattere, ricori i maiali della fattoria di Orwel? Spero anch'io che Beppe Grillo non si presenti alle prossime elezioni e continui a fare solo il pungolatore! Di guitti ne basa uno, ma allo stesso tempo non vedo per quale motivo le liste a cinque stelle avrebbero dovuto appoggiare il PD e non il PDL, quando nei modi, nei contenuti e nei fatti sono uguali. Entrambi nemici da combattere. Hasta la victoria Siempre

REPLICA

Inviato da linus il 14/08/2009 15:21
Mi duole di non essere stato capace di trasmettere in modo chiaro il senso del mio intervento “Se l’Italia diventasse un paese normale”, che, partendo da un’analisi articolata, giungeva all’approdo “della vera politica”. Come unica e sola soluzione per l’incancrenirsi della situazione italiana.
Che Massimo D’Alema, anni addietro, abbia scritto un libro, dal titolo “Un paese normale”, non significa implicitamente che io ne debba condividere analisi ed obiettivi. L’accostamento tra noi due è dovuto ad un metro di giudizio formale e non sostanziale, da parte di coloro che sono intervenuti nel dibattito.
Sembra, proprio dagli interventi seguiti al mio, che io abbia suscitato una qualche risposta irata, nel momento in cui esprimevo la condanna sui campioni dell’antipolitica.
Rimango fermo nella mia convinzione: basta con gli imbonitori, guitti e santoni!
Vorrei, tra l’altro, rassicurare Daniele, che vede me alla ricerca di visibilità e prebende. Rimango quel che sono: un ex siderurgico della gloriosa Ilva di Bagnoli, un uomo libero senza vincoli partitici, che ha trascorso gran parte della sua vita, insieme ad altri, nella difesa della democrazia e per il progresso civile dei lavoratori. Naturalmente e culturalmente di sinistra.
Tengo a dire a De Lorenzo, che se egli, oltre il cicaleccio propagandistico, è a conoscenza di reati come quelli, che hanno visto come protagonista Berlusconi e che riguardano esponenti del Partito Democratico, poiché non ve ne è traccia vistosa sulla stampa, deve rivolgersi immantinentemente alle autorità competenti e denunciare il tutto. Mi riferisco a reati quali la corruzione di magistrati e guardia di finanza, falsi in bilancio, la frequentazione sospetta di minorenni, escort e compiacenti cocainomani e quanto altro.
Non condivido per niente l’equazione “destra uguale sinistra e viceversa”. Almeno per quei milioni di cittadini elettori di sinistra, portatori di valori imprescindibili, contro l’egoismo, la miopia ed il manifesto razzismo e spregio delle regole, che animano l’opinione pubblica di destra. Chissà perché alla fine Grillo scelga sempre questi ultimi. Si dà il caso che io la presunta superiorità morale della sinistra la rivendico in pieno e non si ferma certo essa ai D’Alema o ai Fassino, o ai Veltroni.
“Destra uguale sinistra”, invece è lo slogan che rende impossibile l’esplicarsi della politica in senso tradizionale giusto. A questo punto non rimarrebbe che l’antipolitica e l’avventura. Come il triste slogan degli anni di piombo: “Né con lo Stato né con le BR”. Una forte sinistra e il movimento dei lavoratori allora furono l’argine contro la deriva reazionaria. Per cui personalmente auspico una guida forte ed autorevole per il Partito Democratico e che si riuniscano in un solo soggetto i mille rivoli della cosiddetta sinistra radicale. Forse ci scopriremmo maggioritari nel Paese.
Cordiali saluti
Lino D’Antonio Napoli
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