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Sull’orlo dell’abisso

Il governo Berlusconi sta crollando. Siamo talmente stanchi del cavaliere che non vediamo l’ora che se ne vada. Ma non sarà la fine di tutti i nostri guai: dobbiamo preoccuparci di quello che succederà dopo e come potremo rimediare allo sfascio che ha provocato.

Riusciremo a quantificare i danni che il cavaliere ha prodotto nel paese, solo dopo che se ne sarà andato, come succede quando accade una terribile catastrofe naturale: un terremoto, uno tzunami, un incendio, una frana. Anche noi dopo conteremo i danni e i morti. E fra questi ultimi ci saranno di sicuro il decoro, l’etica, la misura, la correttezza, la verità e la giustizia.

Che la sua caduta sia prossima lo si vede chiaramente dai titoli dei suoi quotidiani: Libero e il Giornale e da quello che scrivono i loro giornalisti, che in diversi articoli prendono le distanze e dicono senza mezzi termini che sono stanchi di difendere il cavaliere, mentre lui non solo non si sogna di farlo, ma si infila in situazioni senza uscita. E questo è un chiaro segno che la nave sta affondando.

Tutti sanno che ha i minuti contati, solo lui sembra inconsapevole e urla, minaccia, straparla. “Se me ne andassi sarebbe un danno incalcolabile per il paese” ha avuto la faccia tosta di dire, con aria convinta. E a conferma minaccia le sue riforme: un giro di vite su tutte le libertà possibili, in modo da lasciare solo a sé stesso quella di fare il proprio comodo. E dopo, a chiusa di questi programmi appetitosi, visto che proprio non riesce nemmeno per un istante a sembrare una persona seria, ne ha sparato un’altra delle sue, cercando di minimizzare lo scandalo Ruby : “ meglio appassionato di belle ragazze che gay!” così ha detto, tanto per riuscire ad offendere più persone possibili in una volta sola: donne e gay insieme. Perfino la Carfagna ha sommessamente detto che forse era meglio che stesse zitto e non cancellasse con una battuta tutto quello che il suo ministero ha fatto contro l’omofobia.

E questo è un altro segno che è cominciata la corsa al si salvi chi può. Per il momento restano al palo Cicchitto, Capezzone, Bonaiuti, Gasparri e La Russa: si sono esposti troppo con continui eccessi di zelo, ma noi siamo certi che troveranno il modo di fare il ribaltone per salvarsi: aspettiamo solo di vedere chi salterà per primo dalla barca che affonda.

In ogni caso è certo che la legislatura finirà presto. Nel frattempo quello comunque che non è più sopportabile non sono solo le sue puttanate ( e scusate la crudezza del termine, ma è proprio quello giusto e appropriato), ma che noi non si faccia altro che parlarne, così che sia lui comunque e sempre, nel male e nel peggio, al centro dell’attenzione di un intero paese, invece che i problemi reali di tutti. Davvero è incredibile che stiamo a parlare delle sue feste, delle escort, dei bunga bunga, delle sue battute volgari e miserabili, mentre tutto il paese è allo sfascio. E’ una forma di immaturità civile che non ha né scuse né giustificazioni. Una forma di involontaria complicità stupida e controproducente.

Impoverito, senza lavoro, senza futuro e senza più valori e dignità il paese affonda nel fango, quello morale e quello vero, trascinato dalla esondazione di fiumi di cui nessuno ha pensato di ripulire l’alveo, o rinforzare gli argini.

L’acqua ha rubato il fango alla terra abbandonata alle costruzioni selvagge, al disboscamento irresponsabile, al saccheggio del territorio, alla fuga dall’agricoltura. Insomma, l’Italia è un paese distrutto moralmente, ma anche fisicamente, un paese che con tutto lo strombazzamento dell’efficienza della protezione civile, è dissestato idrogeologicamente e fortemente inquinato e non ci sembra che ci siano piani per prevenire i disastri, ma solo una risposta più o meno adeguata davanti alla calamità di volta in volta conclamata.

Un paese che non riesce nemmeno a smaltire la spazzatura, a far rispettare le più elementari regole del vivere civile, perché i primi a infrangerle platealmente e vergognosamente sono coloro che dovrebbero farle rispettare.

Forse sono troppi nel governo del paese ad essere distratti e sottratti ai loro doveri, dal tornaconto e dai piaceri personali. Forse c’è troppa gente che prende e a man bassa, ma non sa dare nulla, nemmeno quel minimo che la decenza dovrebbe imporre a chi guadagna così smodatamente dai beni e dalle risorse comuni.

Se si aprono i giornali stranieri si vede la differenza di civiltà che ormai ci separa da tutti e che ci ha relegato fra gli ultimi paesi non solo d’Europa, ma del mondo. Negli altri paesi si fanno progetti sul futuro e se ne parla sui giornali e si discute di cose concrete. I governi chiedono ai cittadini di esprimersi, di esporre le loro idee su come vogliono che sia e diventi il loro paese e non sono ammesse bugie o truffe, o i governanti vengono rimandati a casa. E guardiamo invece la nostra stampa: pagine e pagine a parlare delle feste dissennate di un ometto che disonora il ruolo che ricopre e nemmeno una riga dedicata ai progetti per il futuro, ai giovani, all’economia, alla cultura. Il cavaliere sarà pure inadeguato, ma nemmeno quelli che lo hanno votato e che, nonostante tutto, sarebbero disposti a farlo ancora, sono meglio.

E questo è il dato sconfortante. Perché noi adesso siamo talmente avvelenati dai suoi comportamenti disgustosi che ci siamo convinti che cacciandolo via tutto si rimetterà a posto. Ma non è così, cari amici e compagni. E il dopo-berlusconi sarà durissimo, difficile per tutti, perché il paese è pieno di cloni. E se la sinistra non tira fuori qualche idea vincente e un piano di riassetto credibile e realizzabile in tempi brevi, ricadremo nelle grinfie della destra più becera e incattivita, ottusa, xenofoba e fascista e sarà una caduta senza più speranza di resurrezione, sarà una disperazione, un lento marcire nel buio della corruzione, delle mafie, della prostituzione di ogni tipo e ad ogni livello. Sarà la fine della cultura e il regno della barbarie. Sarà l’esodo dei nostri giovani migliori, delle menti illuminate e della ricerca scientifica. E senza più un capro espiatorio che faccia sperare nel domani senza di lui. Bisogna avere consapevolezza di questo.

Molte cose sono in gioco, dunque, non solo questo governo scoppiato, che è durato anche troppo. Ma è durato così tanto, pur essendo chiarissimo che non era all’altezza di affrontare e risolvere i problemi del paese, perché non c’era una alternativa, perché la sinistra si è persa per strada. Ed è successo perché non c’è stato un ricambio dei suoi quadri dirigenti, perché si è chiusa la porta ai giovani e perché si sono svuotate le sezioni dagli iscritti e zittiti i dibattiti e il dissenso. E perché le classi dirigenti si sono blindate con questa legge elettorale che fa comodo a tutti, a destra e a sinistra, ed esautora i cittadini elettori, costretti a portare il dibattito e la protesta fuori dai partiti, nel movimentismo. Ormai i partiti sono solo delle scatole vuote, dei club privati per funzionari, in cui si entra solo per cooptazione. Così come si viene eletti al Parlamento soltanto in questo identico modo: non votati dagli elettori, ma cooptati dalle direzioni dei partiti.

Prima di ogni cosa è dunque necessario fare una legge elettorale diversa da questa “porcata” e per far questo, in tempi ristretti, basterebbe abrogarla e subentrerebbe ipso facto quella proporzionale che c’era prima. Forse non era perfetta, ma ci consentirebbe comunque di eleggere un parlamento nuovo. E dopo con calma se ne potrebbe fare un’altra, più moderna e migliore.

Su questo dobbiamo essere inflessibili, noi cittadini. Dobbiamo lottare tutti insieme, anche scendendo in piazza, per avere una legge che ci restituisca un potere che ci è stato scippato e che la nostra Costituzione ci assegna, come è detto all’articolo 1: “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”. Della Costituzione, non dei partiti.

 

Berlusconi Nerone

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