Tu sei qui: Portale » Articoli » Sussurri e grida

Sussurri e grida

Prima il fallimento della trasmissione di Ferrara, adesso il flop di Sgarbi e intanto noi abbonati paghiamo gli errori di una destra con la bava alla bocca, capace solo di urlare ma non di fare programmi decenti, né di usare toni civili sia in TV che in campagna elettorale

La cultura non si mangia? La cultura non paga? Beh, non ditelo alla Rai! Altrochè se qualcuno ci mangia e ci guadagna! Eccome! Basta leggere sui giornali quanto prendono Ferrara e Sgarbi, per due trasmissioni squallide, inutili, vuote, due sfogatoi di oscenità, due vomitori di insulti gratuiti, che avrebbero la pretesa di essere pseudoculturali, ma che nessuno guarda! E dire che le alte sfere Rai, obbedienti al cavaliere, le hanno volute con tutte le forze, per contrastare le trasmissioni “di sinistra” come Report, Ballarò, Annozero o Vieni via con me! Erano convinti di poter fare di meglio e di più, con la solita spocchia priva di ogni autocritica. Il risultato è stato un doppio e clamoroso flop, pagato con i nostri soldi.

Il fatto è che non basta urlare stolidamente, ripetitivamente e a tutti polmoni “CAPRA!!” agli avversari perché la gente si convinca che chi grida ha ragione e dice cose giuste e intelligenti. E infatti è anche per questo che la trasmissione di Sgarbi è stata cancellata dopo la prima noiosa puntata disertata dai telespettatori, mentre il conduttore - ignaro del risultato fallimentare del suo exploit - brindava col cavaliere. Questo a ribadire ancora una volta come lor signori non abbiano capito che la festa è finita, che il vento è cambiato e che non sono più in grado di comprendere nè il pubblico, nè l’elettorato.

La cosa divertente è che chi fa questa TV urlata e piena di insulti – costruita proprio solo per esibizionismo personale oltre che per contrastare quella fatta dalla sinistra – è destinato a non essere guardato da nessuno. Già: infatti il pubblico di sinistra che segue i programmi alternativi, di informazione e di politica, è un pubblico colto, avveduto, informato, ma anche schierato e per tanto non seguirebbe mai i programmi di Ferrara e di Sgarbi. D’altra parte il target di destra altrettanto colto, moderato, informato, non ama la TV volgare e gridata di questi due signori. Il pubblico che resta loro è dunque quello che invece guarda solo gli special sui delitti, o i reality, o le trasmissioni di Maria DeFilippi e che non seguirebbe mai un programma che avesse anche il minimo sentore di essere di cultura o di approfondimento politico, né di destra né di sinistra. Ehhhh, ma guarda tu che combinazione....

E non sembra nemmeno che, non solo questi due signori ignari e strapagati, ma neanche il cavaliere, che ha inaugurato per primo questo tipo di stile di comunicazione gridata, proterva e volgare, abbiano capito che la gente non li vuole più sentire.

La lezione di Milano non è bastata e dopo aver detto, a botta calda e sotto shock, che la Moratti ha perso a Milano perché ha sbagliato i toni, Berlusconi e Bossi, smentendosi come sempre, son tornati ieri all’attacco contro Pisapia, hanno ricominciato a calunniarlo e stanno impostando la campagna del ballottaggio sulla calunnia e sull’insulto, esattamente come prima.

Ora si sono inventati che Pisapia voglia fare di Milano una “zingaropoli” piena di Rom, di Musulmani e di immigrati clandestini. Urlano tutto il loro livore, la loro pochezza, il loro razzismo miserabile, la loro paura di ogni cambiamento e novità, espongono quasi con orgoglio le loro poche cognizioni, le loro idee ristrette e asfittiche, come i miserabili picari seicenteschi esponevano le loro piaghe purulente nelle sagre paesane, per sollecitare pietà e oboli. Nascondono dietro grida e insulti la loro mancanza di idee e di progetti, di programmi e di iniziative.

Berlusconi sta già dilagando e occupando ogni spazio di TG delle sue reti o della Rai ( e dunque comunque almeno parzialmente suo) per cercare di fare il lavaggio del cervello ai telespettatori, con false interviste preparate e senza un contraddittorio: insomma la solita truffa patetica, in cui parla di sé, ancora di sé e sempre di sé. Amen..

Nella sua infinita boria narcisista non si è nemmeno accorto che la gente ha smesso di votarlo e sta dicendo basta a questo modo di fare campagna elettorale, fra sussurri calunniosi e grida scomposte, e che trova ormai superati e ridicoli gli spauracchi dei comunisti, delle bandiere rosse e dei centri sociali.

Non ha compreso che l’ elettorato si è stufato di sentire queste stupidaggini e che ha capito che deve temere lui e la sua avida corte più di qualsiasi estremista di sinistra, se mai ce ne fosse ancora uno. Che non ci si può fidare delle loro bugiarde promesse, e che è molto più pericoloso il loro modo di arraffare e di fare affari, di spartirsi posti e appalti, di tutti gli extracomunitari, cinesi e musulmani messi insieme, che girino per Milano.

E che questa incultura del trash, questo trionfo della volgarità e della sopraffazione è ormai arrivata a saturare la pazienza dei cittadini, che pure sembrava infinita.

Credono di parlare con dei deficienti, dei boccaloni che si bevono ancora tutte le loro panzane. E’ così che Calderoli promette grandi sorprese per la prossima settimana: si vocifera di detassazioni, trasferinmento di ministeri, ricchi premi e cotillons per i milanesi, ritiro dell’ecopass e via lusingando: insomma si vogliono comprare i cittadini di Milano, come si sono comprati i deputati al parlamento.

Pensano davvero che tutto e tutti abbiano un prezzo e pure abbordabile, e che sia possibile tacitare aspirazioni e sogni buttando loro promesse di prebende e sanatorie, non diversamente da come si lancia un osso al cane. Non si rendono conto che ci sono cose fondamentali che non si comprano con qualche temporaneo condono o estemporanea detassazione ( poi del resto recuperata subito in altro modo) e che quella più importante è la qualità dignitosa della vita quotidiana, che è data dal livello dei servizi, dall’offrire un lavoro e un futuro ai giovani, una scuola pubblica formativa, una assistenza medica efficiente e preparata, una possibilità per le piccole e medie aziende di vivere e di crescere, etc. etc.

Ma loro sono talmente ripetitivi e prevedibili, che l’unica cosa che ci potrebbe davvero stupire ormai sarebbe che diventassero improvvisamente educati, seri, attendibili, civili e consapevoli.

 

Mano urlante 2

Azioni sul documento