Tu sei qui: Portale » Articoli » Umberto Veronesi. Il medico della vergogna

Umberto Veronesi. Il medico della vergogna

Lo ammetto, a me Umberto Veronesi sta sulle palle. Vi chiederete il perchè, visto che è considerato il miglor oncologo del Paese, senatore del PD, fondatore di una fondazione per la ricerca sui tumori, ecc. Semplice. È un personaggio che ha un conflitto di interessi immenso e che lo porta addirittura a sostenere che, dai termovalorizzatori, le probabilità di contrarre un cancro per la popolazione circostanze è “zero!”, quando invece da studi REALI, spiegati dalla dott.ssa Patrizia Gentilini – oncologa – in un intervista, è emerso che, sul sesso femminile, “l‘aumento di morte per tutti i tumori fino al 54% statisticamente significativo”.

Il motivo di queste affermazioni fatte dal dottorone sono basilari. La sua Fondazione è sponsorizzata da chi gli inceneritori li costruisce, Veolià, da chi li gestisce, Acea, da chi fa e distribuisce energia tramite anche centrali a carbone come Enel e da chi produzce, trasporta, trasforma e commercializza petrolio e gas naturale, nella petrolchimica e ingegneria e costruzioni, come l’Eni. Ma se un comune mortale, come io stesso ad esempio, sente questo discorso da questo personaggio così importante che ha a che fare con la vita di pazienti tutti i giorni, come fa a non credergli? Come può sapere che dice bugie per il conflitto di interessi? Non lo sa, e quindi diventa favorevole agli inceneritori.

A proposito di questo, mi chiedo, sarà un caso del tutto fortuito che sia stato scelto come candidato per la guida della nuova Agenzia per il nucleare? Perchè scegliere un medico di 85 anni? Perchè non un chimico o un fisico del Cnr ad esempio?
A Repubblica, il dott. Veronesi ha rilasciato un intervista in cui afferma che, se Bersani ha detto che nel caso in cui accetti la nomina deve dimettersi, lui si dimetterà da senatore. Non solo. Per sostenere la sua convinzione pro-nucleare, dice che “il nucleare può affrancarci dalla dipendenza dal petrolio, un giogo che ha scatenato sanguinosi conflitti. Una fonte dannosa alla salute dell’uomo e a rischio di immensi disastri ambientali come dimostra la recente catastrofe alla Bp“. No ma dico… ci prendiamo tutti per il culo? Ma lo sà il dottorissimo che se il petrolio è dannoso per l’ambiente, i residui prodotti dalle centrali nucleari ci mettono anche milioni di anni per smaltirsi e che, fino ad allora, devono restare sotto terra nascosti e protetti? Lo sà che siamo in Italia e che la malavita organizzata fa i miliardi con lo smaltimento illegale di rifiuti tossici piazzandoli anche in fondo al mare o sotto il culo degli abitanti?

Per ora dice che non vi sono alternative – come disse per gli inceneritori forse scordandosi della cosiddetta raccolta differenziata -  e anzi, “per il solare ritengo sia necessaria una politica di grandi investimenti nella ricerca oggi non attuabile. Le potenzialità del solare sono molto elevate, ma la tecnologia è in ritardo e i soldi per accelerarla non ci sono” e che “il pericolo di un incidente, l’unico per la salute connesso al nucleare, è ormai vicino allo zero.” Certo, ha ragione, ma siamo realisti; è proprio vero che costruire una centrale nucleare costa di meno di un impianto a energia solare?

Il costo dell’EPR da 1600 MW elettrico (il reattore europeo di III Generazione - come quelli che vogliono costruire in Italia - fornito dalla franco-tedesca Areva) viene valutato attualmente, nei paesi occidentali, da 4 a 4,5 miliardi di euro. Certo, il nucleare, con questi costi, dà una efficenza nettamente superiore e maggiore del fotovoltaico, ma perchè non spendere quei soldi, anzi 4 volte tanto, visto che questo è il numero di centrali che vogliono costruire, per favorire la ricerca o dare dei vantaggiosi investimenti per l’acquisto di pannelli solari ad uso domestico? Siamo il paese che ha studiato il solare termodinamico grazie al nostro premio Nobel Carlo Rubbia e che, allo stesso tempo, l’ha fatto scappare in Spagna a portare il progetto per un totale disinteressamento della politica nostrana.

Il professorone almeno è stato onesto: Tre lavori insieme non li reggo. Senatore, medico e guida per l’Agenzia per il nucleare. Eppure poche righe sopra dice che “non mi sento di dare un contributo importante alle decisioni politiche. La mia passione è occuparmi della salute e dei problemi etici e sociali connessi alla scienza”. Ma allora cosa prende lo stipendio da Senatore a fare?

Altro piccolo punto. Il caro doc, qualche tempo fà si è espresso anche sulla norma per le intercettazioni in questo modo: “Chissene frega della Santa Rita – la clinica degli orrori – meglio la macelleria” che intercettare. E per lui “la mafia si risolve liberalizzando le droghe“. Ed è forse anche questo un caso, visto l’interessamento dell’area Berlusconiana al Senatore Veronesi che, di per sè, è nelle file del Pd. Ancora per poco.

Azioni sul documento

Veronesi

Inviato da eullucci il 27/07/2010 13:00
A me sembra che l'unica cosa sensata di questo sproloquio sia il riferimento all'età del prof. Veronesi. Per il resto si tratta della solita riproposizione di tesi a- o antiscientifiche care alla sinistra romantica, come, per fare un altro esempio, quelle relative agli OGM. Con il modo di ragionare di queste persone saremmo ancora in attesa del fuoco e della ruota.

Veronesi

Inviato da girandola il 28/07/2010 17:22
Rispondo a eullucci, non sono una di sinistra romantica ma rivoluzionaria ed approvo il testo di Gianpaolo Rossi integralmente, ha fatto una fotografia di Veronesi, anzi una risonanza magnetica, eccellente, che rispecchia la realta' di questo personaggio, che stimo come medico ma, che dovrebbe fare solo il medico, anzi lo specialista oncologo di tutti, non solo dei ricchi, doveva rimanere al centro tumori. La sponsorizzazione della Fondazione da parte della Veolia e' uno scandalo. Tre stipendi per un ottantacinquenne ricco non si possono commentare. Complimenti al PD per averlo candidato, e' forse meglio di un Nando dalla Chiesa? Vergognatevi! ( PD )
Il franco CFA

Il patto sporco, Le verità che molti volevano nascondere"

PERCHÉ NON TI FANNO RIPAGARE IL DEBITO - Marco Bersani"