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A che prezzo?

Lettera inviata alla nostra redazione da Lisa

Amiche, amici,


voto Lega da tanto… e proprio per questo mi pongo ora una domanda; Federalismo, tanto cercato, tanto voluto (da me per prima) … ma ora quanto ci verrà a costare? In termini di amor proprio, di dignità umana, di disponibilità a chinare la testa e chiudere gli occhi di fronte a uno…uno schifo del genere? (come altrimenti chiamarlo?)


Come donna provo orrore a dirmi “alleata”… “amica”… con Berlusconi. Si, le intercettazioni dimostrano un accanimento particolare; si, non sarà simpatico alla magistratura; si, tutto quello che volete: ma le cose sono chiare ormai. Ai nostri figli, assieme al federalismo, cosa rischieremmo di passare, quali valori?


Sentire che Lega e Pdl si uniscono in un reciproco ricatto o voto di scambio, su Federalismo in cambio di altre leggi vergogna ad personam, mi fa stare male. La mia dignità di persona, di donna, di mamma, valgono di più di un federalismo macchiato dal disonore… Bunga bunga… diciamocelo, non è un invenzione dei giornali, o della magistratura…. (idea e ideazione di Gheddafi…aiuto! L’ha insegnato lui a Berlusconi)


Escort, maggiorenni o non, faccendieri, persone “strane” e/o inquisite, starlette, veline… gente che viene “piazzata” in ambiti posti politici, perché l’hanno…data… Sono questi i valori che la Lega vuole portare avanti? Meno meritocrazia e più… gnocca?


La storia, ho paura che ci giudicherà: “…nel 2011, alleati di Berlusconi, barattarono il federalismo con… leggi vergogna, impunità, squallore di corte, …


Chiedo solo: vogliamo questo? Parliamone, discutiamo, diamoci un minimo da fare; prendiamoci le nostre responsabilità. Tra 10 anni i vecchi non ci saranno più, cosa ci avranno lasciato?


Prendiamoci le nostre responsabilità, salviamo il nostro futuro. Bossi ce lo ha promesso: Federalismo o morte; Diciamoglielo: Federalismo anche tra un anno… ma non a queste ( disonorevoli) condizioni


Con affetto a chi mi legge Lisa

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Federalismo?

Inviato da palinuro il 12/02/2011 14:00
Gentile Signora,

devo onestamente ammettere che quando sento parlare di federalismo, come nel caso italiano, mi viene il prurito. Per ragioni semantiche e per ragioni di analisi politica.

Da un punto di vista semantico, il federalismo è un movimento politico che propugna l'unione, la federazione appunto, di più unità statuali esistenti. Poiché l'Italia è uno Stato unitario, non si capisce bene che cosa si debba federare e con che cosa o con chi.

Da un punto di vista di analisi politica, quindi, il problema è quello di affrontare - e risolvere con equità e principi di equiparazione - la questione del decentramento amministrativo e fiscale, proprio ciò che il governo berlusconi-bossi ha boicottato sottraendo ai Comuni le entrate derivanti dall'ICI sulle prime case.

Tutto ciò mostra sostanzialmente che ci dibattiamo in una palude di malafede e ignoranza tout-court - a cui non è assolutamente estranea questa italica sedicente opposizione - e che sono funzionali alla conservazione, al mantenimento dello status quo.

Ma crede davvero che Paesi che, per le ovvie ragioni di cui sopra, non solo stati federali - come la Francia, il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, la Svezia, la Danimarca e la Norvegia - siano per ciò stesso Paesi incivili e illiberali?

E poi vorrei che Lei, gentile Signora, mi chiarisse in virtù di quale meccanismo (etico? estetico? politico? amministrativo? o piuttosto, nominalistico?) questo Paese dovrebbe funzionare come una moderna democrazia liberale, di cui tutti si dichiarano fautori.

Si metta l'animo in pace, gentile Signora. Finché si parlerà di fantomatici ed impossibili federalismi nulla realmente cambierà, se non nella rinnovata e confermata volontà di procedere sulla strada pre-rivoluzione francese dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo, della prevaricazione e della ragione del più forte.
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