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Come la penso in proposito del ritorno dei cittadini a contare qualcosa in Italia…

Il vero cancro che ha colpito la politica italiana, è che la politica serve solo a chi fa politica; è diventata tutta autoreferenziale; è diventata una carriera, ben pagata, piena di privilegi, che come tale, attira tutti i peggiori figuri di una società; ce la vedi una persona seria a fare politica oggi?

Come la penso in proposito del ritorno dei cittadini a contare qualcosa in Italia, ne ho già parlato molte volte; il fatto che il Parlamento e financo i candidati vengano praticamente decisi da poche persone in camera caritatis è uno dei problemi, ma non è l’unico; è un tassello di un mosaico che si fa sempre più vergognoso e che anche quì a Zurigo mi fa sempre più vergognare di essere italiano.

Certo, se dovessimo immaginare un cambiamento, dovremmo pensare che gli Eletti tornino in qualche modo ad essere eletti dai cittadini e non nominati dai boss; però, non ci dimentichiamo che anche quando c’erano le preferenze si poteva organizzare un mercato delle stesse; le preferenze potevano essere comprate, scambiate in voti di scambio, anche modificate e manipolate sotto banco; leggendo le varie liste elettorali,  già sapevi ugualmente quasi tutti gli eletti già prima delle elezioni.

Il vero cancro che ha colpito la politica italiana, è che la politica serve solo a chi fa politica; è diventata tutta autoreferenziale; è diventata una carriera, ben pagata, piena di privilegi, che come tale, attira tutti i peggiori figuri di una società; ce la vedi una persona seria a fare politica oggi?... ce la vedi una persona onesta?... ce lo vedi un altruista, uno che vuole fare del bene agli altri e allora si mette in politica per fare del bene agli altri?... tutte queste categorie di persone potranno forse darsi al volontariato, potranno fare sottoscrizione in favore di Enti benefici, potranno fare elemosine, ma si terranno ben lontani dall’immondezzaio che è diventata la politica oggi.

 Il poche parole, il nocciolo della questione è che è saltata la rappresentanza; siamo una democrazia rappresentativa che non rappresenta più nessuno; è come una società di capitali senza capitale; è come una cooperativa di pescatori che ha sede sull’Everest; è come una compagnia di navigazione senza navi, o di trasporto aereo senza velivoli; è saltata la missione (quando si viene eletti in una qualunque delle assemblee elettive) di rappresentare chi ti ha eletto e di rispondere a lui e solo a lui; il cancro si è metastatizzato perché questo è vero ormai a tutti i livelli; dalle Circoscrizioni, ai Comuni, agli Enti derivati, a Regioni, Province e Parlamento; tutte queste povere Istituzioni sono popolate da persone che stanno lì solo a farsi i cazzi propri e ad intascare denaro, potere, privilegi.

Posso nuovamente farmi la stessa domanda che mi sono già fatto; io sono una persona che non vuole vivere di espedienti; non vuole truffare nessuno; non vuole fare imbrogli; non vuole corrompere nessuno, né essere corrotto; non voglio mangiarmi i pesci più piccoli di me; voglio invece vivere del mio lavoro, onestamente; ho trasmesso questi valori di autonomia, legalità,  cultura del lavoro ai miei figli. Chi mi rappresenta, a me?... Mi  indichi qual è il mio partito, tra quelli esistenti oggi in Italia?... Mi indichi la forza politica i cui rappresentanti, una volta eletti con il mio voto, vanno a tutelare questi interessi?...

Quindi, il primo cambiamento da fare è la nascita di una Forza politica che denunci queste cose, focalizzi il problema là dove lo sto focalizzando io, chieda appoggio, sostegno e voti ai cittadini per un cambiamento; questo cambiamento, per essere reale, deve partire dallo smantellamento dei privilegi, dalla eliminazione del 90% del denaro che circola intorno alla politica per alimentare sé stessa e quindi, da quelle cose che ipotizzavo come programma minimo per essere credibile, nella seconda parte del bollettino medico: abolizione delle Province, delle Comunità Montane, delle Circoscrizioni, accorpamento dei piccoli Comuni, dimezzamento di Consiglieri e Assessori alle Regioni, dimezzamento di tutte le indennità, da un certo livello in su, eliminazione delle indennità da un certo livello in giù.

Quando i Partiti (o almeno non ancora tutti), non avevano perso la loro funzione di rappresentanza di interessi, non era poi così importante chi andava ad occupare una poltrona piuttosto che un’altra; noi non siamo forse il Partito dei Lavoratori?... chiunque va ad occupare un posto, lo fa nell’interesse dei Lavoratori e confrontandosi continuamente con gli altri Compagni, impegnati a vario titolo nel Partito, a tutela anche loro degli stessi interessi; quindi, riunioni dei direttivi, dei gruppi consiliari, assemblee degli iscritti, incontri con la cittadinanza e così via; se non si prendono fior di stipendi a fare gli Eletti da qualche parte, diventa un lavoro supplementare a servizio degli altri, che non hai nemmeno voglia di fare troppo a lungo: essendo faticoso e senza guadagnarci niente; bisogna dividersi lo sforzo; quando hai fatto la tua parte: sotto ai freschi!...

Io ricordo ancora quando nei primi anni 80, dentro il Partito Comunista ci si divideva le cariche, anno per anno; significava dividersi il lavoro, mica il potere, i privilegi, i soldi; al Congresso di Sezione si diceva: allora, chi vuole fare il membro del Direttivo quest’anno?... chi vuole fare il candidato alle elezioni comunali?... chi vuole anche essere eletto oltre che fare il candidato, così concentriamo le preferenze su di lui?... chi vuole andare all’Assemblea della USL?... e così via; non era facile acquisire tutte le disponibilità che servivano; qualcuno la dava subito, ma poi rimanevano dei posti vuoti; allora si doveva fare opera di convincimento: ma dai su, fallo tu per questa volta, che ci serve anche per “coprire” una zona o un borgo; no, quest’anno proprio non posso, che ho problemi di studio o di lavoro, facciamo l’anno prossimo; poi, chiunque ci andava, non era gran chè diverso: tutti dovevano fare suppergiù la stessa cosa, confrontandosi con tutti gli altri; certo, a fare il Consigliere Comunale prendevi 5 mila lire a presenza, cioè 50-60 mila lire l’anno!...... oggi prendono mille euro al mese i Consiglieri di Circoscrizione; 3-4 mila euro al mese un Consigliere di Latina; cifre via via più alte, fino a mille euro al giorno i Manager e i Consiglieri Regionali e Parlamentari; più i proventi del malaffare; per cui la lotta è a chi ci va in quei posti, senza esclusione di colpi; ci si va per intascare il potere e il denaro, mica per spirito di servizio verso qualcuno.

Adesso basta, mi sto rovinando la digestione con questi discorsi; dico sempre che ora che sono quì in Svizzera voglio chiamarmi fuori, però, alla fine, hai visto come mi prende?

Azioni sul documento

Contraddittorio

Inviato da giovanni52 il 21/06/2009 17:48
Caro Giovanni, ho letto il tuo pezzo; non sò proprio se la soluzione al probema sia quella di fare una nuova forza politica, ho anzi forti dubbi: con chi?... oggi il ruolo dei Partiti è in crisi ovunque nel Mondo, come pure le forme tradizionali della rappresentanza e non solo di quella politica; tutti vogliono vivere nell'agio, alzando le spalle, guardando per non vedere lo spiaggiamento in cui siamo arenati; dove trovi poi i soldi, le risorse per comunicare, organizzare, in una realtà come quella odierna?...ricordi lo sforzo che facevamo con il Movimento Federativo Democratico - Tribunale per i Diritti del Malato?...hai ragione quando dici troppi soldi per la politica, già a partire dai Consigli di Circoscrizione; è diventato ormai più di un lavoro, facendolo come nell'80 con il PCI; d'altra parte, come fare con la crescente esigenza di competenza e disponibilità di tempo che richiede svolgere certi ruoli politici, soprattutto nelle Istituzioni Pubbliche?...chi ci mandi?...il nostro amico e compagno Pasquale lo scopino?...per contro, come evitare che alla fine, fare politica sia accessibile solo a coloro che, ricchi o quasi, ne hanno la possibilità?...non ho le risposte, perchè è certo che una sola non basta.

Il mio sogno, era di fare del Movimento che fu, magari assieme ad altri soggetti seri, un forte Movimento organizzato e molto indipendente dai Partiti, per costringere il Sistema a recuperare la centralità dei cittadini comuni e dei grandi beni comuni (siamo ancora tra i pochi che credono nella politica come servizio agli altri), attraverso delle grandi battaglie in grado di andare pacificamente fino in fondo per promuovere e tutelare certi diritti fondamentali; in realtà, poi abbiamo preso coscienza dei limiti e delle contraddizioni che c'erano pure al nostro interno (ricordi la vignetta consegnata al Congresso a Giovanni Moro, della papera al centro con i coccodrilli intorno?...), dove purtroppo prevaleva soltanto l'ossessione della visibilità e tante altre cose che noi non condividavamo e per questo, ce ne siamo andati sbattendo la porta.

La nostra Società vive però una profonda crisi etica e di principi e la cosa non riguarda solo l'Italia; bisognerebbe ripartire da quì, da persone disponibili ad accontentarsi e non a non volere sempre di più (siamo "troppi" nel Mondo perchè ci possa essere una crescita illimitata per tutti), disponibili a prendere sul serio "il principio della sobrietà"; ci sono nel Mondo più di un miliardo di persone (dati FAO di 3gg. fa) che patiscono la fame; lascia stare, lo sappiamo già di chi è la colpa, è inutile recriminare; quindici milioni, vivono nel Nord ricco del Mondo, cioè accanto a noi, nelle nostre strade; viviamo con un modello di sviluppo assurdo, che produce alla fin fine la sofferenza e la disperazione di un numero crescente di persone; è questo modello che bisogna cambiare e l'attuale politica dominata dalla comunicazione e dalle ossessioni di realizzare se stessi a tutti i costi, non è che un'espressione di tutto ciò; naturalmente, per fare questo, poi occorre cambiare anche le regole della Politica, certo riducendo i costi e gli stipendi della rappresentanza, ma anche introducendo le primarie per scegliere i candidati (come dicevamo noi già vent'anni fa); introdurre il limite di due mandati, l'obbligo della formazione preventiva e l'obbligo di rendere conto almeno una volta all'anno e a fine mandato, del proprio mandato agli elettori e alla cittadinanza.

Serve però "e soprattutto" una crescita complessiva dei cittadini, dell'opinione pubblica, dominata dai messaggi fortemente diseducativi che provengono in particolare dai media (veline, quiz, reality, sfruttamento e violenze vari, pubblicità incontrastata, etc...) e dai cattivi esempi di chi comanda ed ha più responsabilità ("il pesce puzza sempre dalla testa").

La domanda che mi faccio spesso è, avendo capito certe cose, come fare a fare qualcosa per cambiare la situazione, considerando che il chi siamo e il come siamo messi, ed a questo punto della vita dove le energie sono di meno; alla mia età, avrei dovuto cominciare a raccogliere il frutto dei sacrifici fatti, invece mi trovo esule in un Paese straniero, campando alla giornata, con l'incognita della vecchiaia; la passione politica, nonostantettutto prevale; non finirò mai di ringraziarti per il contributo che stai dando per tenermi aperto il cervello, oltre alle mie miserie quotidiane; quindi, continua per favore, anche perchè, come t'ho detto, dalle tue e-mail prendo spunti per dare il tormentone a Ferrero, Diliberto e i loro Compagni di merende; ci vado giù pesante, forse troppo, però ci vuole pure qualcuno che certi "rinfacci" ce li faccia crudelmente!...

Affettuosamente: Giovanni.

Caro Giovanni, l'impellenza che sorga un nuovo Partito della Sinistra non è una speranza ma una dura necessità!...

Inviato da giovanni52 il 22/06/2009 20:01
Caro Giovanni, ho letto la tua e-mail, di cui ti ringrazio.

L'impellenza che sorga un nuovo Partito della Sinistra non è una speranza ma una dura necessità; personalmente ne farei volentieri a meno; come te, preferirei lavorare nei Movimenti dal basso, nei Gruppi civici, oppure, come dicevamo, nel Movimento Federativo Democratico, nel Sesto Potere; ma come abbiamo visto, gli avversari da battere oggi sono tanti, organizzatissimi, ricchissimi, pieni di poteri, di privilegi, di denaro, di mezzi di comunicazione e anche di agganci con la malavita organizzata, a sua volta potente e ricca; è impensabile fronteggiare questo esercito senza un altro esercito; un nuovo Partito della Sinistra non sarebbe un punto d'arrivo, ma un punto di partenza verso un ritorno "alla politica della cittadinanza attiva", che oggi si è ritirata nell'astensionismo per mancanza assoluta di rappresentatività; i problemi che poni nella tua e-mail, sono risolvibili solo se si parte da un nuovo Partito, e non è neanche sicuro che siano più risolvibili, ormai; ma senza un nuovo Partito, non c'è più soluzione e non c'è più speranza!...

Ho letto pochi giorni fa un'intervista a Fausto Bertinotti, che diceva esattamente questo; chiedeva che nascesse un nuovo Partito della Sinistra, che superasse slogan, nomenclature e punti di vista del secolo scorso e di quello ancora precedente e prendesse atto del fatto che siamo in un nuovo secolo, in un nuovo millennio, che l'avversario di classe è cambiato, diventando molto più forte, subdolo e insidioso e che non c'è più nessuno che tuteli e propugni la cultura del lavoro; naturalmente, dice sempre Bertinotti, il primo passo da compiere per arrivare in tempi brevi a questo nuovo soggetto politico della Sinistra e del Lavoro, è quello di sciogliere tutti i Partiti e i Movimenti di Sinistra oggi esistenti; Bertinotti non lo ha detto chiaramente, ma è ovvio che dietro a queste proposte c'è un'analisi molto simile alla nostra; i Partitini oggi esistenti vanno sciolti, perchè bisogna unire le forze di tutti; perchè devono fornire i generali del nuovo esercito, i dirigenti nazionali, altrimenti che facciamo, come giustamente dici tu, mandiamo Pasquale lo scopino in Parlamento e a Bruxelles?...; perchè devono fornire le risorse economiche del progetto, le sedi, le strutture giornalistiche, riciclando in un circolo virtuoso, almeno una parte di quanto hanno accumulato in questi anni di circoli viziosi della politica carrieristica a pagamento; poi la base esiste già: sono quei milioni di persone che non vanno più a votare; poi i dirigenti intermedi esistono già: gente come noi può ancora dare un contributo da dirigente locale, segretario di sezione, addetto-stampa locale, consigliere comunale; basta che non ci chiedono di fare i generali o i dirigenti nazionali o i deputati; addirittura anche gli elettori esistono già: anche alle ultime elezioni europee, la somma dei vari Italia dei Valori, Sinistra Democratica, Comunisti Italiani e Rifondazione, si avvicina al 15%; più che sufficiente ad iniziare e a cominciare a sparigliare le carte della casta, ma, ti ripeto, questi voti sarebbero molto incrementabili, se un progetto credibile facesse tornare alle urne i cittadini onesti come noi, oggi senza rappresentanza.

Bertinotti, ha fatto un sacco di cazzate negli ultimi anni; nemmeno lui ha denunciato l'imbroglio delle elezioni del 2006 e tutto quello che vi ha ruotato intorno; in premio ha avuto la presidenza della Camera, dove si è accoccolato e appagato; tuttavia bisogna riconoscergli la lucidità e l'alto profilo della sua analisi politica, non per niente è di scuola Lombardiana; Riccardo Lombardi lo considerava "un politico geniale" e un suo allievo prediletto; come vedi i tasselli esistono già tutti, basterebbe accostarli tra loro, per ottenere il mosaico intero e partire; i vecchi Partiti, sciogliendosi, fornirebbero i generali, mezzi economici, strutture; dal basso sono già disponibili ufficiali intermedi, soldati semplici, voti; allora, perchè non si fa?... perchè i possibili generali intendono rimanere avvinchiati alle loro siglette, alle loro gallinelle dalle uova d'oro (per loro); perchè se si rendessero immediatamente disponibili a tale progetto, dovrebbero lasciare la greppia, la mangiatoia, il trogolo, e stringere la cinghia per chissà quanto tempo; dovrebbero lasciare il tavolo dove si dividono e si consumano "i chicchi", come dicevi tu una volta, e mettersi alla testa di coloro ai quali in questi anni è stato lasciato solo "il torsolo"!... adesso ti lascio che ho fame; da stamattina ho mangiato solo una sfogliatella e un cappuccino; affettuosamente: Giovanni.
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