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Grazie ai “professoroni, gufi e rosiconi”

Ahi, ahi, questi “professoroni, gufi e rosiconi” che cosa ti vanno a combinare! Ma chi avrebbe mai pensato, tra i tantissimi sostenitori del Si’ - politici, ex-politici, iscritti al PD, imprenditori, intellettuali, artisti, giornalistoni di carta stampata e di tv nazionali, comuni cittadini, che “responsabilmente (?) e consapevolmente (?)” sostenevano il Verbum del Capo: “cambiate, cambiate, poi…lasciate fare a me!”- che quei quattro “professoroni, gufi e rosiconi”, non avendo nient’altro da fare, si sarebbero messi di traverso e avrebbero avviato uno “smottamento” che è diventato una “valanga”? E chi avrebbe mai pensato, tra costoro, che ci si può anche “ubriacare”- anche in buona fede- di “renzi-e-renzismo”, come ci si è ubriacati di “berlusconi-e-berlusconismo”, ma che, nel momento in cui la posta in gioco si fa decisiva per la convivenza nella democrazia e nella libertà, la sbornia, con l’aiuto di qualcuno che ti mette la testa sotto la doccia fredda, può anche essere smaltita e puoi vedere con mente, cuore e occhi lucidi qual è la scelta consapevole e responsabile da fare?

Allora, tirandoci fuori dall’orgia verbale dei vari politici e “politichesi” che rivendicano la paternità e la maternità di questo risultato, vogliamo fare “memoria” per ricordare e ringraziare chi per primo, senza alcun tornaconto o interesse, ha lanciato il segnale di allarme, chiamando alla difesa della Costituzione tutti cittadini, indipendentemente dal loro credo politico? Nel mese di Marzo 2014, sul sito di Libertà e Giustizia, viene pubblicato, come ricorda Marco Travaglio, un drammatico appello firmato dai proff. Rodotà (sì, proprio quello che ha “rischiato” di essere eletto Presidente della Repubblica), Zagrebelsky, Lorenza Carlassare, Settis etc…etc…, contro la “svolta autoritaria” delle due “riforme” appena partorite da Renzi & B. in pieno patto del Nazareno: l’Italicum e la Costituzione Boschi-Verdini.

A seguire, la costituzione del Comitato Nazionale per la difesa della Costituzione, dei Comitati locali, la mobilitazione, in particolare, de “il fatto quotidiano”, di tante associazioni e di tanti singoli cittadini, insieme a magistrati, Partigiani, Fiom e Cgil ; da lì, il costituirsi di un più ampio fronte “politico” del NO, che ha concorso a far sì che la Costituzione “grazie a una provvidenza laica che si serve anche di alleati insospettabili e persino impresentabili, si è salvata un’altra volta. E ha salvato tutti noi.”(Marco Travaglio). Rimanga, pertanto, anche in tantissimi di noi che abbiamo dato il nostro modesto contributo personale, un fortissimo senso di gratitudine e di riconoscenza nei confronti soprattutto, di quelle autorevoli personalità che la loro cultura e le loro competenze hanno messo a servizio di tutti noi cittadini, con il massimo senso di responsabilità etica e Politica, come purtroppo raramente è accaduto, a difesa dei valori di democrazia, di libertà, di giustizia sociale, fondamento e patrimonio della nostra Carta comune.

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