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Ora e sempre resistenza!

 Dai bilanci demografici mensili l’Istat rileva totale dei morti in Italia nei primi otto mesi del 2015 un aumento di 45 mila unità rispetto agli stessi primi otto mesi del 2014. Il 2015 si chiude con una proiezione di 68 mila morti in più rispetto al 2014. Il dato impressionante del tutto anomalo dice che analoga impennata della mortalità, con ordini di grandezza comparabili, si deve tornare indietro negli anni della prima e seconda guerra mondiale. In epoca come l’attuale, in condizioni di benessere che il “sistema” descrive, ampio e generalizzato, non si giustifica un rialzo della mortalità di queste dimensioni. Il dato anomalo non è naturale conseguenza del progressivo marcato invecchiamento della popolazione italiana ma verosimilmente conseguenza del fatto che la popolazione vive sotto una cappa di sostanze inquinanti miscelate con la nebbia. Alla popolazione viene imposto respirare un aerosol di anidride solforosa e anidride solforica che combinate con l'acqua atmosferica formano acidi solforosi e acidi solforici, nocivi alla salute, cancerogeno per l’essere umano e anche per le piante, per gli ecosistemi acquatici, capace per la sua acidità di corrodere lentamente edifici e monumenti.

Studi internazionali hanno dimostrato che l'esposizione allo smog è associata a una serie di conseguenze per la salute. L'Organizzazione Mondiale della Sanità detta dei limiti d’inquinamento recepiti con leggi degli Stati. La violazione sistemica dei limiti sono verosimilmente responsabili dell’incremento della mortalità. Il 2015 dice che la situazione dell’inquinamento atmosferico è fuori controllo con 32 capoluoghi che hanno registrato dall'inizio dell'anno a oggi, superamento della soglia massima giornaliera consentita di Pm10, registrando un superamento un giorno su due.

Tra questi, tutti i principali centri urbani e grandi città. I dati relativi al 2015 sull’inquinamento atmosferico derivante dalle polveri sottili, dall'ozono troposferico e dagli ossidi di azoto, verosimilmente sono la causa di una strage lenta e silenziosa. In Europa l'Italia vanta il triste primato delle morti premature dovute a inquinamento.

Secondo le ultime stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’inquinamento atmosferico in Europa ha causato oltre 400 mila morti premature con costi, per i vari sistemi sanitari, che oscillano tra i 330 e i 940 miliardi di euro all’anno. Gli effetti provocati da una lunga esposizione a basse concentrazioni di ozono comporterebbe una accelerazione nell'invecchiamento del tessuto polmonare a causa dell'ossidazione di alcuni composti nelle proteine. Gli effetti acuti sono più documentati rispetto a quelli cronici.

Il sistema socio-sanitario, sotto l’effetto della corruzione sistemica che caratterizza l’Italia, non è in grado di fornire prestazioni appropriate. I tagli alla sanità pubblica, l'aumento devastante delle disuguaglianze che si sono mangiate la Democrazia, accrescono il rischio di mortalità nelle popolazione non economicamente in grado di curarsi. Il parlamento colpevolmente non affronta i fatti nodali del nostro sistema di sviluppo. Il capo del governo dei nominati, si dimostra totalmente, assolutamente, inadeguato ad affrontare i problemi che assillano il sistema Paese.

Emerge in tutta la sua drammaticità che la rappresentanza del popolo affidata a comitati di affari che rappresentano interessi estranei all’interesse generale. Il delittuoso sistema ha imposto un’economia di mercato, gestita da mani corrotte, da partiti corruttori e da politicanti senza etica e senza dignità che negano il principio stesso di Democrazia.

Il governo, che non appartiene al popolo, rappresenta interessi di parte, opera contro il bene comune. La magistratura parte del sistema dominante, non esercita il proprio ruolo istituzionale. I dati sulla mortalità imporrebbero immediata analisi sulla cause partendo dall’assenza di adeguato trasporto pubblico ecocompatibile.

Da merci che viaggiano esclusivamente su gomma colpevolmente incentivato con agevolazioni fiscali dal governo. Dall’auto, elevato per esigenze erariali, ad unico mezzo di trasporto delle persone. Paghiamo le conseguenze di avere un apparato produttivo obsoleto che sopravvive solo se associato a sfruttamento di chi fatica.

Siamo alla certificazione che quell’apparato è costretto a farsi carico dei costi parassitari di uno Stato corrotto che nega sistematicamente lo Stato costituzionale di diritto. Queste scellerate scelte strategiche, sono i fattori della crisi che vive il sistema Paese. Emerge in tutta la sua drammaticità il fallimento istituzionale politico economico dell’Italia. Parte della responsabilità è attribuibile alle scelte della Corte costituzionale che ipocritamente banalizza la violazione della Carta costituzionale.

Ricordo che fra gli autorevoli membri della Corte costituzionale vi era l’attuale capo dello Stato. A questi autorevoli costituzionalisti ricordo che lo Stato è la Costituzione, in quella Italiana, l’art 1 sancisce: “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. La sovranità oltre che collettivamente come corpo elettorale, si esercita individualmente perché a ciascuno appartiene, il diritto di libertà, al lavoro, di pensiero e di critica politica, di riunione, di associazione.

Neutrali statistiche certificano che in questo martoriato Paese vive un milione 130mila famiglie senza reddito da lavoro. Il diritto al lavoro è condizione primaria per esercitare la sovranità che appartiene al popolo. Lo Stato che nega il diritto al lavoro, commette crimine contro l’umanità. Il criminale tacito patto consentito da: corruzione stimata in 60 mld; affidamento al crimine organizzato di parte non secondaria del territorio; evasione fiscale stimata in 150 mld; sistema giurisdizionale volutamente incapace di garantire la certezza del diritto, ideato per fornire privilegi ai magistrati, companatico a operatori tecnici che garantiscono con la prescrizione l’impunità alla classe dominante.

Siamo alla prova provata che lo Stato borbonico-fascista figlio della guerra fredda, non ha mai fatto i conti con la propria storia. Il crimine organizzato nello Stato, determina disoccupazione del 43% dei giovani a cui è negato il diritto di esistere. L’informazione manipolata dal controllo delinquenziale della Tv, predica modifiche ad esecutivi deboli nei confronti del parlamento.

La repubblica parlamentare disegnata dai costituenti, sovvertita con violenza dalla corte dei miracoli che da sempre gestisce illegittimamente il sistema di potere italico. Il “sistema” persegue strategicamente l’emergenza occupazionale con cui decretare l’asservimento del popolo alla classe dominante.

L’impunibilità dei sovvertitori, ha messo il parlamento al servizio del sistema di potere. La delittuosa organizzazione impiega otto anni a riconoscere l’incostituzionalità della legge elettorale con cui il sistema di potere impone al popolo, il parlamento dei nominati.

L’incostituzionalità dei rappresentanti del popolo, avrebbe imposto varare legge elettorale rispettosa della Costituzione e andare al voto.

Il parlamento dei nominati, modifica la Carta costituzionale senza legittimità. La sovranità del popolo costituisce imperativo inderogabile. La continuità dello Stato, non legittima gli artifici con cui si capovolgono gli equilibri posti dai costituenti a tutela della democrazia. L'architettura costituzionale che sorregge lo Stato costituzionale di diritto, sancisce l’autonomia dei poteri: Legislativo, Esecutivo, Giudiziario.

La Corte costituzionale tutela il principio sul quale si fonda lo Stato di diritto. La Costituzione, nei suoi principi articola ogni effetto. Consentire a maggioranze artificiose, di modificare la Costituzione, costituisce violento sovvertimento degli ordinamenti dello Stato costituzionale di diritto.

Il sistema giudiziario, anomalia planetaria assolutamente incapace di garantire certezza del diritto per centinaia di sentenze internazionali, svolge ruolo di “sgherro” del sistema. La sua scarsa autonomia dal potere, degrada economicamente e socialmente il sistema Paese. Il governo dei nominati invece di procedere a sancire la punibilità dei magistrati negligenti, alletta gli speculatori con la licenziabilità senza giusta causa per chi fatica.

La decretazione delittuosamente indebolisce le tutele sulla salubrità dei posti di lavoro con conseguente aumento dei morti sul lavoro nei prossimi anni. Quando le statistiche certificheranno il crimine, la classe dominante sfuggirà ogni propria responsabilità. Siamo alla prova provata che il regime persegue l’emergenza istituzionale politica economica sociale con cui giustificare nefandezze in difesa di feudale rendita di potere incompatibile con lo Stato costituzionale di diritto.

Questi impuniti infedeli manipolatori, mettono a carico della povera gente il debito pubblico accumulato per le loro ruberie. Questa canaglia impunitamente avvelena l’aria che respiriamo, decreta l’impunibilità per gli assassini nei luoghi di lavoro.

La prova provata di regime criminale, vede il Paese della corruzione, languire nelle luridi carceri: rom, extracomunitari, morti di fame. L’ingegneristica criminalità dovrebbe vedere l’incriminazione del capo dello Stato dal tribunale internazionale dell’Aja.

La Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo del 1789 riconosce tra i diritti imprescindibili, quello di “resistenza all’oppressione”. Se un potere costituito, anche legittimo, opera in contrasto con la Costituzione, sarebbe diritto dovere di ciascuno cittadino rovesciarlo.

Io Carmine Cocorocchio, nel rispetto della Costituzione della Repubblica Italiana, in onore dei martiri che l’hanno conquistata sacrificando la vita: Ora e sempre resistenza!

Sant’Elia Fiumerapido 03/01/2015

Carmine Cocorocchio

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