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Rifiuto gli auguri di Maroni

Di seguito pubblichiamo una lettera inviataci da Marco Soave da Bussolengo.

Succede che guardando nella cassetta della posta trovo una busta, immagino siano degli auguri di Natale, apro e vedo il contenuto.... è l'ex ministro Roberto Maroni, ora numero uno della Lega che mi manda gli auguri... caro leader della Lega, non me la sento di accettare i suoi auguri di Natale, non me la sento perché lei è uno di quelli che ha fatto in modo che l'amministrazione comunale leghista di Bussolengo cadesse per mano di altri “fratelli” padani senza un motivo degno di chiamarsi così; non accetto i suoi auguri perché lei è stato al governo prendendo in giro gli italiani, ma sopratutto i suoi amati PADANI raccontando storielle e rimpallando le colpe ad altri; non me la sento di accettare i suoi auguri perché lei non mi conosce, ma sono stato oltre vent'anni in questo movimento e lei a Bussolengo non ci ha mai messo piede, quindi non conosce il lavoro svolto da noi vecchi leghisti, nel rispetto di canoni e principi dettati dall'etica leghista nata in quegli anni.

Capisco che lei sia sempre stato troppo occupato a promuovere il federalismo sapendo bene che sarebbe stata una chimera... ma lasciamo perdere, queste sono solo sottigliezze; non mi va di accettare i suoi auguri perché ora dando vita ad un movimento nuovo chiamato “Prima il nord” tornerà a prendere in giro gli italiani, ma sopratutto ancora una volta gli amati PADANI.

Non voglio accettare i suoi auguri perché ho capito che a Roma Ladrona quelli che si son trovati meglio sono stati i leghisti.

Non accetto i suoi auguri perché lei aveva promesso di tagliare le province, invece ora che le province ospitano molti leghisti non vengono più tagliate; non accetto i suoi auguri perché gli stipendi dei parlamentari e dei consiglieri regionali sono un'offesa a tutti gli italiani e a tutti i padani che hanno difficoltà enormi ad arrivare a fine mese.

Le ricordo che Lega agli inizi, era contro queste ricchezze esagerate, ma non ha fatto niente per mettere rimedio e capisco benissimo che in sede di riduzione degli stipendi tutto l'arco costituzionale si allea per mantenersi questo privilegio, ma io guardo il partito nel quale ho militato fidandomi dei condottieri.

Condottieri che pensano più ai propri feudi, con le loro torri dalle quali buttare di sotto chi, secondo i fidi sudditi, viene giudicato sgradito ospite. Condottieri che passano più tempo in programmi televisivi, prime pagine di giornali, trasmissioni radio e soap opera ad imbonire italiani e padani. Non accetto i suoi auguri perché non mi è piaciuto tutto quello che lei ha fatto in tutti questi anni in nome del popolo Padano.

Non se ne abbia a male caro leader della Lega, ma ora dopo tutti questi anni passati da padano voglio tornare ad essere italiano.

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