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Una voce sull'Iran

Vorrei pubblicare, per gentile concesssione dell’Autore, queste lettere inviatemi da Esmail Mohades, Portavoce dell’Associazione dei Laureati Iraniani in Italia, perché esprimono sulla situazione in Iran un punto di vista particolare, oltre che privilegiato. E perchè non conosco altro modo di essere solidale.

Roma, 18 giugno 2009

“Cara Gabriella,  
spero che tu non ti sia bevuta  il vecchio gioco che il problema in Iran  siano i  brogli elettorali. 
 
Per farti capire cosa penso, ti racconto un frammento di storia di ciò che è il regime dei mullà con tutti i suoi colori: un brano, a cui do anche un  titolo: 
 
"Ladro dei bambini 
 
Se Ahmadinejad non ha bisogno di presentazione, mentre il suo rivale Mussavi sì, è solo perché il nostro tempo è di memoria corta. 
 
Mir Hossein Mussavi, che oggi si definisce un basiji, era il primo ministro del regime dei mullà negli anni di insediamento, 1980-89. Anni in cui 
400 mila scolari con la chiave del paradiso al collo e una benda verde sulla fronte venivamo spediti al fronte durante la guerra; il loro compito 
era  quello di pulire i campi minati. 
 
Dopo la grande manifestazione pacifista del 20 giugno 1981 a Teheran, il  regime fucilava ogni notte centinaia di persone; molti, moltissimi di 
soli quattordici-quindici anni. Piccoli eroi che non davano neanche i loro nomi agli assassini. Morivano con pugni chiusi. 
 
Allora Rafsanjani, era presidente del parlamento islamico, Khatami ministro dell’Ammaestramento islamico, Mussavi primo ministro e un certo 
Ali Khamenei presidente della Repubblica islamica. 
 
Gli uomini del regime sono sempre quelli, e noi iraniani siamo noi stessi. Daremo ancora la vita, con pugni chiusi, per la libertà, ma mai i 
nostri nomi al nemico

 
In Italia si stanno facendo manifestazioni per la questione dei brogli  elettorali: ogni cosa contro il regime va bene. Ma è davvero contro il regime? 
 
Noi sospettiamo che all'Occidente vada bene un regime con la faccia accettabile, il regime con cui fare affari, cosa fa all'interno non gli importa e non lo vuole sapere. 
 
Ecco perchè fa il tifo per Mussavi, che è un uomo che  non ha molta differenza con l'animale Ahmadinejad. 
 
Questo comportamento  è un guaio per chi lotta contro il regime e contro tutti gli uomini del regime. 
 
 
Sabato la Resistenza Iraniana ha una importante manifestazione a Parigi, contiamo di essere 100 mila, ma vedi la stampa italiana quanto da conto di una manifestazione degli esuli iraniani, in questa situazione calda? 
 
Poi mi racconterai... 

Ciao, Esmail”



Roma, 22 giugno 2009

Cara Gabriella,

Noi abbiamo avuto la manifestazione a Parigi, sono or ora di ritorno. 

In questi momenti ci sono molti che vorrebbero salire sull'onda del sacrificio del mio popolo. Ecco perchè desidero che il mondo s'informi con correttezza: il desiderio del mio popolo è la libertà e la dmocrazia per l'Iran.

C'è bisogno di chiarezza. Mi piacerrebbe incontrare i vostri amici,  parlare ed analizzare la reale situazione in Iran.

Avremo manifestazioni a Roma, parlatene e datene notizia.

A presto, Esmail

 




 


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