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Il salvataggio di Salvini

Ieri, alle ore 21.30, si è consumata una svolta storica che coinvolge non solo ilmovimento che, nato nel 2007, aveva fatto della diversità, del suo essere “altro” l’essenza della sua ragione politica, ma lo stato e le aspettative dell’intera democrazia italiana.

Al di là delle acrobazie lessicali, delle giravolte da azzeccagarbugli e dei riferimenti fuori luogo alla Costituzione, la sostanza è una e una sola: in nome della sopravvivenza del “governo del cambiamento” (già un insaponato nodo scorsoio al collo del M5S) si è svenduta, snaturata,dispersa  la natura del Movimento, che ha perso definitivamente il suo DNA, rappresentato dall’egualitarismo. E  tutto per salvare “dal” processo l’arrogante e pericoloso  alleato di governo, scaricandone pilatescamente la responsabilità sugli “attivisti” peraltro disinformati, confusi e raggirati dalla formulazione di un quesito on-line che ricorda la peggiore ipocrisia democristiana o, per andare ad esempi più recenti, il quesito sul referendum costituzionale formulato truffaldinamente dall’ineffabile governo Renzi.

Proprio quella vittoriosa esperienza referendaria rappresentò (e parlo anche per esperienza diretta) il punto di maggior vicinanza tra i militanti M5S e i cittadini democratici, insieme con i movimenti e (persino) i partiti che avevano intravisto nel progetto renziano di riforma costituzionale il pericolodi una distorsione in senso autoritario della nostra Carta. La Costituzione, ricordate, amici pentastellati? Quella in difesa della quale saliste sui tetti della Camera per difenderne il fondamentale art.138, quella Carta invocata giustamente durante le sbrigative e spesso coercitive procedure parlamentari dei governi precedenti?

Quella stessa Carta di cui il vostro alleato ha fatto strame proprio nel caso Diciotti violandone  gli art.3 e 10,  tra i princìpi fondativi, intoccabili, della prima parte, ricordate? Chi mi conosce sa che ho tenuto sempre un atteggiamento di simpatia, di paziente (e dall’alleanza con la Lega, preoccupata) attesa riguardo alla parabola del Movimento, riconoscendogli, almeno all’inizio, parecchi punti in comune con i movimenti dei primi anni ‘2000, sorti spontaneamente per contrastare l’incipiente peronismo berlusconiano.

Ma adesso, cari amici, il vento dell’incoerenza e del tornacontismo politico vi porta, non solo ai miei occhi ma anche a quelli di moltissimi cittadini attivi che avevano riposto in voi simpatia e speranze, dall’altra parte dello steccato. Sì, apparite indistintamente confusi in quella mischia da cui, da sempre, noi (e voi) abbiamo dovuto e voluto difenderci, per preservare le libertà e i valori costituzionali!

C’è solo da sperare che il contraente fascio leghista si tolga la maschera al più presto e che un salutare bagno di opposizione possa rigenerare in futuro  il movimento, facendo prevalere la componente più fedele ai vostri ideali d’un tempo. Aspettando magari un De Falco che possa gridarvi “Tornate a bordo, cazzo !”.
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