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Europa addio

Il risultato del referendum in Inghilterra ha portato la GB fuori dall’Europa. Le prime reazioni sono molto preoccupanti, ma cosa dobbiamo aspettarci nel futuro prossimo?

Eravamo andati a letto che vinceva il referendum inglese la fazione pro-europa e ci siamo svegliati che invece aveva perso. Che caspita era successo durante la notte?? Il fatto è che lo spoglio dei voti è stato ineguale sul territorio: le grandi città come Londra sono tutte europeiste, mentre le periferie e le campagne hanno votato contro l’Europa.

Ormai l’Inghilterra ha smesso da tempo di essere un paese industriale: le fabbriche hanno chiuso, gli operai sono a spasso e la fonte delle entrate inglesi si basa  solo sulle operazioni finanziarie, sulle Borse, su contrattazioni economiche molto sofisticate, qualcosa cioè che la gente difficilmente capisce. Così contadini e disoccupati hanno votato per qualcosa che non esiste più: un’Inghilterra che non tornerà mai com’era e che per riavere non basterà certo uscire dall’Europa. Anzi, già da queste poche ore la gran parte degli inglesi si è resa conto delle implicazioni catastrofiche di questa scelta: la sterlina è crollata a livelli minimi sul dollaro - mai visti dal 1985 - e la stessa unità della Gran Bretagna è messa in dubbio sia dalla Scozia, che vuol restare europea, sia dall’Irlanda che l’uscita dall’Europa spaccherebbe nuovamente in due, alzando di nuovo barriere politiche e doganali fra Eire e Ulster. Quindi sia la Scozia che l’Irlanda pretendono di fare dei referendum la prima per staccarsi definitivamente dall’Inghilterra e la seconda per riunificarsi, finalmente, ed entrambe sotto la bandiera blu dell’UE.

Un altro colpo mortale lo ha sferrato lo stesso primo ministro Cameron, che si è dimesso, spiegando che lui – europeista convinto – non  può essere il primo ministro, cioè la guida, di questa nuova realtà politica. Le elezioni saranno in autunno. Ma la domanda è: chi guiderà poi l’Inghilterra? Un fascista xenofobo, come il leader dell'Ukip Nigel Farage?

Intanto tutti quelli come lui, tutti gli ottusi, ignoranti, beceri, guerrafondai che pullulano oggi in Europa e nel mondo inneggiano alla vittoria della Brexit e all’uscita in massa dall’UE . Già oggi la Le Pen e Salvini chiedono un referendum anche per la Francia e per l’Italia e l’uscita dalla UE. E così si congratula anche quel ridicolo, gigantesco “riporto” umano di Trump.

Ma dove hanno il cervello?? E’ vero, la UE ha mille cose che non funzionano, ma possono essere modificate e migliorate. Per usare un proverbio inglese: non dobbiamo buttare il bambino con l’acqua del bagno!

Gli inglesi dal canto loro sembrano essersi accorti di essere caduti in un tranello subdolo e stolto, tanto che  L’Indipendent pubblica oggi la richiesta di oltre centomila cittadini britannici ( il sito si è intasato per la quantità di firme che via via si aggiungono) che chiedono la revisione del referendum e l’indizione di un altro, sostenendo che la percentuale dei voti deve essere più alta, così come la percentuale dei partecipanti al voto: una minoranza non può insomma decidere per tutti. Ma conoscendo l’arroganza e l’orgoglio inglesi dubitiamo che la cosa si realizzi.

E così staremo a guardare una catena di effetti domino che distruggeranno sia l’Europa che la GB… Dovremo rifare i passaporti? Le nostre esportazioni saranno penalizzate da dazi doganali altissimi? I nostri ragazzi che studiano e lavorano in Inghilterra verranno rimandati a casa? Sembra un incubo, si sente puzza di guerra, voglia di scontri e di violenza e davvero non si riesce a capire cosa possa far felici gli idioti che festeggiano la fine di un bel sogno di pace e di unità.

Brexit 02

 

Azioni sul documento

Aggiornamento

Inviato da bfois il 25/06/2016 18:10
La richiesta di un nuovo referendum è salita a oltre 1.640.000 (un milione e seicentoquarantamila) firme. Questo numero vale più di mille commenti su come si sentono gli inglesi. C'è anche un'altra petizione: quella dei Londinesi che vogliono staccarsi dall'UK e restare in Europa. Un'altra spaccatura è quella dei giovani sotto i 40 anni e i maturi over 50, i primi che hanno votato per restare e i secondi che hanno deciso di andarsene.
E l'Europa? Invece di aspettare e di riflettere mi pare che abbia un po' troppa fretta di sbattere fuori dalla porta il popolo inglese. E sarà il caso di capire perchè.

Questa Europa non va, urge una rifondazione su altre basi.

Inviato da penzones il 26/06/2016 00:40
Nei fatti gli effetti dell'euro e delle politiche fiscali hanno prodotto e producono un forte e crescente indebitamento dei paesi periferici verso la Germania, la quale, sotto la spinta del FMI, impone, come fa con la Grecia, misure recessive con il pretesto di risanare i bilanci. La gabbia monetaria in cui l’Euro ci ha costretto non permette ai paesi più deboli aggiustamenti competitivi costringendoli ad operare sulla riduzione del costo del lavoro, sulla precarizzazione e sui tagli alle pensioni e alla spesa pubblica. E’ questa la ricetta del FMI per rendere competitivi paesi come il nostro. E’ una ricetta però che non funziona perché finisce per produrre una spirale recessiva da cui non se ne esce come dimostra il caso Grecia, favorendo, invece, i grandi Fondi di Investimento e le multinazionali perché in un paese impoverito possono fare grandi affari comprando a prezzi stracciati la grande industria pubblica e privata, i servizi, le partecipate degli Enti Locali e i Beni Comuni.
La finanza speculativa entra a gamba tesa nei paesi europei come ha fatto da noi con le Poste Italiane, con l’ENI e tantissime delle nostre realtà produttive, tanto che di italiano non è rimasto più nulla. Ora aspettano, come avvoltoi, di fare lo stesso con la Sanità Pubblica. Se Europa deve essere, allora che sia quella dei popoli non certo delle Banche e delle Lobby che regnano su Bruxelles calpestando letteralmente il parlamento e le istanze popolari, vedi TTIP. Inoltre questa Unione è servita a sostenere la NATO e le sue politiche aggressive e guerrafondaie, il suo scioglimento sarà un bene per tutti specialmente ora che l’America con l’aiuto della UE sta ammassando truppe ai confini con la Russia la quale, nonostante tutto, continua a proporci un rapporto di collaborazione e di buon vicinato. Le economie emergenti lavorano in un quadro multipolare di collaborazione, la gabbia dell'Euro, invece, ci condanna al sottosviluppo. Putin ancora invita l'Europa a farsi partecipe della costruzione di una entità economica euroasiatica, l'unica che promette il rispetto degli interessi di tutte le parti in causa. Un mondo multipolare è l'unico modo perché tutti possano poter contare. L'economia liberista di matrice atlantica, con uno solo al comando, schiaccia i più deboli e rende l'economia terreno di scontro tra lupi famelici.
L’europeismo, buonista e di maniera, fa bene solo alla grande finanza internazionale non certo ai popoli perché è a quest'ultima che cediamo la nostra sovranità, non la cediamo certo per favorire i comuni interessi dei popoli europei. Come si fa a essere così ciechi, la sorte del povero popolo greco non ha aperto gli occhi? E i suicidi dei tanti piccoli imprenditori del nostro disastrato paese? Anche l'autrice dell'articolo ammette che alla base del voto inglese c'è la ribellione di una classe lavoratrice impoverita che ha visto la distruzione di un’economia industriale a favore di un'economia finanziaria e della speculazione, che destruttura il tessuto sociale e aumenta in modo esponenziale la forbice tra ricchi e poveri. Per lei contadini e disoccupati dovevano arrendersi a questa realtà, ormai, secondo lei, non più reversibile. Ma chi l'ha detto che ci dobbiamo arrendere? Io non mi arrenderò, anche se una certa sinistra si è arresa, quella che ha abbracciato il liberismo e la cultura del consumismo, oltre che l'atlantismo guerrafondaio. Una sinistra che nasconde il disinteresse per il destino delle persone dietro la facciata di un buonismo di maniera.

La stupidità.

Inviato da palinuro il 26/06/2016 08:39
Sull'esito e sugli effetti del referendum Brexit abbiamo letto ed ascoltato di tutto - dal crollo della sterlina a quello delle borse (come se non fosse nella natura delle valute e delle borse l'andare su e giù, anche repentinamente), dal tradimento dello spirito costitutivo di Spinelli, Rossi, Schumann, etc., all'abdicazione della politica agli interessi economico-finanziari (come se la Brexit avesse svelato un arcano e non piuttosto come se questa fosse stata la regola aurea da trenta-quaranta'anni a questa parte).

Ma non ho letto nulla sulla profonda stupidità di questa operazione.
 
Molti anni fa ormai un intelligente e raffinatissimo studioso di Storia delle Dottrine Economiche, Carlo M. Cipolla, scrisse un brillante piccolo saggio sulla stupidità umana e lo stampò a sue spese per una ristretta cerchia di amici. Diversi anni dopo il Mulino lo ripubblicò con l'ironico titolo di "Allegro ma non troppo". La tesi della terza legge è che una persona stupida è una persona che causa un danno ad un'altra persona, o gruppo di persone, senza nel frattempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.

Ecco, Cameron rientra in questa ben definita categoria - come peraltro, pour cause e a buon diritto, Renzi, la cui definitiva incoronazione nel regno dei narcisisti stupidi è attesa in autunno....

Nel cercare di risolvere problemi interni ai Tories (quel buffone di Johnson che sempre più somiglia, non solo fisicamente, a Trump) e quello dell’estremista Farage, Cameron ha indetto un referendum non soggetto a ratifica parlamentare - tradendo quindi la prima prassi, secolare, del parlamentarismo inglese - ed è riuscito nella impossible mission di arrecare un danno incalcolabile a se stesso, al suo partito, all'intero suo Paese, forse anche a quel che resta dell'Unione Europea (ma non è detto). Il suo incredibile capolavoro di politica interna è l'ormai inarrestabile dissoluzione del Regno Unito. E non credo che basteranno simboli identitari pur fortemente sentiti dall'Ulster alla Cornovaglia, come (banalmente) la Regina e suoi adorabili cappellini e "Land of Hope and Glory" a tenere insieme un Paese sempre più diviso in un'élite egemone, ricca, colta, intellettuale, concentrata su Londra, Edimburgo e le Home Counties da un lato e dall'altro da quella che una volta era una classe operaia, in parte trasformatasi in piccola borghesia (più che altro perché l’isola è stata deindustrializzata!), di livello d’istruzione veramente basso, che vive di sentimenti nostalgico-patriottici, che sogna ancora un passato imperial-coloniale.

Come dire? è la differenza che passa tra i veri Uomini di Stato e i piccoli politicanti - pericolosissimi perché stupidi.

La stupidità

Inviato da bfois il 26/06/2016 10:26
Già. La stupidità non è mai sola: come compagne ha l'ignoranza, l'arroganza, il pressapochismo e la convinzione che siano tutti gli altri ad essere stupidi e che basti qualche slogan e un pizzico di populismo per imbrogliare le carte, come dicevo nella precedente risposta.Come i bambini che chiudono gli occhi e pensano di essere diventati invisibili.

Questa Europa non va, urge una rifondazione su altre basi.

Inviato da bfois il 26/06/2016 10:05
Il voto del Brexit sarebbe la ragionata ribellione di una classe lavoratrice impoverita? Ma se non sapevano nemmeno a cosa andavano incontro! Sono stati manipolati, è stato fatto credere loro che bastasse uscire dall’Europa per riprendersi la vita. Davvero lei crede che se la riprenderanno ora che escono dalla UE? Veramente è così semplice, è così facile secondo lei combattere il sistema finanziario e bancario internazionale? Basta uscire dalla UE? E i popoli di cui lei parla con tanta enfasi e che dovrebbero lottare contro la grande finanza internazionale e non arrendersi mai, da chi sarebbero guidati in questa crociata: dalla Le Pen, da Salvini, da Farge? Ma per favore! Con gli slogan populisti di bassa lega non si combatte un bel niente, peggio: si disinforma e si confonde la gente e la si lascia in mano di personaggi inattendibili, ignoranti e pericolosi. E’ ben altro il lavoro che va fatto e trovando ben altre soluzioni.

Risposta a "Questa Europa...."

Inviato da palinuro il 26/06/2016 10:35
Non mi è chiaro se la Professoressa Fois si rivolgesse a me. In caso affermativo, evidentemente non mi sono espresso in modo sufficientemente chiaro, e me ne scuso.

Chiarisco che il mio intervento era interamente concentrato sulla stupidità del referendum come mezzo di lotta politica interna al Regno Unito e che sono del tutto d'accordo con le osservazioni di Barbara Fois nel suo ultimo intervento.

Faccio mio l'ultima frase dell'ultimo intervento della Fois e aggiungo che la gravità della situazione in cui la UE è stata cacciata da dissennate politiche trenta-quarantennali è paragonabile a quella di una guerra. E come disse Clemenceau, la guerra è cosa troppo seria per lasciarla ai generali.

risposta a questa europa

Inviato da bfois il 26/06/2016 12:50
Assolutamente no, caro Palinuro! Mi riferivo alla lettera di Penzones!Riguardo alla quale non mi trovo d'accordo su nulla. Del resto non è la prima volta: ricordo un suo intervento sul family day, vetero cattolico...
Il fatto è che mentre gli rispondevo lei ha postato il suo intervento e tutto si è un po' mischiato, ma se legge l'oggetto di riferimento vedrà che non ci sono dubbi.Condivido le sue riflessioni su Cameron. Un giornalista inglese ha scritto "Ma che furbo Cameron! Ha fatto un referendum per sapere se può cavarsi un occhio con una penna!" Molto inglese e molto azzeccato.
Sono molto addolorata di quanto è successo: fra le prime cose che ho letto da bambina c'erano i libri di Wodehouse e di Jerome. Libri che avevo trovato nella libreria del nonno, antifascista e anglofilo. Ho molti cari amici inglesi e dei colleghi straordinari e sono davvero amareggiata e preoccupata.

@ Professoressa Fois

Inviato da penzones il 26/06/2016 17:49
Cosa c’è di populista in una semplice descrizione degli elementi che hanno portato alla contrazione della spesa pubblica, alla precarizzazione diffusa, all’aumento del debito pubblico e alle conseguenti ricette recessive che aprono le porte alle varie privatizzazioni, e alle liberalizzazioni che accompagnano trattati come il TTIP. Mi sembra che per lei non sia un problema che gli ultimi tre governi sono stati decisi non dal popolo sovrano ma dal FMI e dall’amministrazione americana, altrimenti non difenderebbe a spada tratta una Europa che ci ha defraudato della sovranità.
Qua bisogna prima avere il coraggio di riconoscere per chi veramente parteggiamo e stabilire da quale parte della barricata ci troveranno le persone che in Grecia, per colpa della recessione, non possono più avere una pensione e l’assistenza sanitaria. Se non si fa il tifo per l’élite egemone, ricca, colta e intellettuale, allora perché abbandonare la speranza di un cambiamento, la speranza di un’Europa che rimetta al centro gli interessi dei popoli, senza per questo evocare ogni volta il fantasma del populismo. Vede io non sono cattolico, non lo sono mai stato, e non mi piacciono le etichette, ho maturato una certa età il che mi permette di farne a meno. Oggi mi attrae di più l’intelligenza, la libertà di pensiero e ho simpatia per le persone sveglie, quelle che non si fanno prendere per i fondelli a ogni piè sospinto solo perché diventa necessario aderire alla parola d’ordine del momento… perché, alla fine, è “l’appartenenza ideologica” quella che conta. Ho militato e sono sempre stato di sinistra ma questo non toglie nulla al fatto che sono stato testimone, come tutti noi d’altronde, della trasformazione che ha subito la sinistra. Una trasformazione mostruosa, un processo d’ingegneria genetica che ha sostituito il gene dei diritti politici e sociali come quello al lavoro, all'istruzione, alla salute ecc. con il diritto ad un libertarismo generico e una democrazia formale; che ha sostituito l'internazionalismo dei popoli con quello del mercato e del capitale; l'impegno alla pace con un pacifismo di facciata che mimetizza un imperialismo tout court e nasconde il sostegno a regimi neonazisti (vedi l’Ucraina).
La sinistra ha abbracciato la globalizzazione liberista, aderendo alla causa della guerra infinita e sostenendo politicamente e militarmente tutti gli interventi armati d’impronta neocoloniale in Libia e in Medioriente.
Ma poi di che abbiamo paura, veramente è tanto difficile cambiare il mondo. Noi siamo il Mondo, tutti insieme, e per cambiarlo dobbiamo solo cambiare noi stessi. A niente vale aspettare che siano gli altri a farlo per prima o che si creino le élite che ci dovranno guidare, perché, così facendo, possiamo solo ritardare il cambiamento. Certo avere come solo riferimento il buonsenso richiede il coraggio di navigare a vista senza nessuna bussola; il coraggio di disfarsi dei luoghi comuni del pensiero preconfezionato; il coraggio di camminare sulle proprie gambe senza reggersi sui bastoni che ci vengono offerti ad ogni piè sospinto dalla cultura di massa; il coraggio di liberarsi da ogni forma di appartenenza e aderire solo alla propria coscienza. E' un lavoro che ognuno, alla fine, deve fare per conquistarsi uno sguardo libero, finalmente adulto. Vede, non avere punti di riferimento non rende incerti come si potrebbe supporre perché permette alla coscienza di essere attenta alla sostanza e di guardare oltre le apparenze. E' questa la vera libertà ed 'è una condizione che dà piacere perché fa sentire, finalmente, padroni di se stessi e del proprio futuro.

professoressa Fois

Inviato da bfois il 26/06/2016 23:43
Sinceramente sono sorpresa dal cambio di tono e dove voglia andare a parare. Sì, perché le cose che dice in questo secondo intervento possono essere anche condivisibili, in quanto abbastanza generiche e sufficientemente logiche, ma questo cosa c’entra con la necessità di un’uscita dalla UE da cui era partito nel primo intervento? Voglio dire quale è l’obiettivo che vuol raggiungere e per fare cosa? O magari ho frainteso quello che ha scritto...
Certo, anche io sono consapevole che l’Europa è ben lungi da essere quella organizzazione che ciascuno di noi si augurava che potesse diventare. Per non dire della confusione fra istituzioni UE e organizzazioni autonome dallo stesso nome…( mi riferisco al Consiglio della comunità europea e al Consiglio d’Europa, tanto per fare un esempio. Il primo è una istituzione della UE, il secondo una organizzazione autonoma che raccoglie ben 47 paesi e non fa parte dell'Unione europea, ma è un'organizzazione internazionale con sede a Strasburgo. Altro esempio è il tribunale dei diritti dell’Uomo di Strasburgo che non è una istituzione europea, come invece lo è la Corte di giustizia dell’Unione europea, etc etc.)
 Insomma, come dicevamo, c’è davvero un bel po’ di confusione fra istituzioni UE e altre organizzazioni, e la Comunità europea non è certo la migliore delle organizzazioni possibili, ma non ha senso andarsene! Soprattutto per chi come noi non ha più una moneta a cui tornare! Chi vuole la diaspora è solo un irresponsabile guerrafondaio, spesso un mestatore che usa la paura come un grimaldello per spaccare tutto. Questo non vuol dire che ci si debba stringere nelle spalle e arrendersi al destino “cinico e baro”. Intanto io comincerei a fare un po’ di pulizie proprio qui nel nostro paese, mandando a casa una classe politica autoreferenziale, corrotta e incapace. E spero che il nostro referendum d’autunno veda una larga vittoria del no, rimandando a casa Renzi e la sua insopportabile corte, che nessuno di noi ha eletto. E poi invece di mandare gli scoppiati, i "trombati" e le scartine di serie zeta al Parlamento europeo, dovremmo eleggere persone di qualità, in grado di essere propositivi e di cambiare gli orientamenti politici ed economici della comunità. E anche per raggiungere questo obiettivo è necessario liberarsi di questa classe politica : tutto dipende da questo e per farlo è necessario l’impegno di tutti, anche per informare i cittadini sul nostro referendum costituzionale, di modo che non arrivino disinformati come gli inglesi al proprio.

Qual è l’obbiettivo del No alle riforme costituzionali?

Inviato da penzones il 27/06/2016 18:20
Non so dove lei abbia visto un cambio di tono. Semplicemente ho allargato la prospettiva della discussione. Rimestare nella paura è di chi vuole che le cose restino come sono, il cambiamento appartiene per definizione a quelli che sono in possesso del coraggio necessario per fare il passo nel vuoto che comporta, anche se questo passo è mosso da speranza e lungimiranza. Poi che centra il tribunale dei diritti dell’Uomo di Strasburgo e la Corte di giustizia dell’Unione europea, il nostro problema sono la Banca Centrale Europea e la Commissione Europea, sono loro che dirigono la UE, e sono queste le istituzioni che hanno esautorato il Parlamento Europeo e impongono accordi come il TTIP e il CETA, accordi patteggiati in tutta segretezza con le lobby della finanza e della grande industria d’oltre oceano. Poi, certo abbiamo smesso di fare la guerra tra di noi ma ci siamo messi insieme per fare la guerra a qualcun altro, e questo qualcun altro è il resto del mondo: Libia, Iraq, Siria, Afghanistan, ora ammassiamo le truppe a ridosso dei confini con la Russia e nel mirino abbiamo Iran e Cina. Che la NATO sia guerrafondaia è un ‘evidenza che non vale neppure discutere.
Ma poi ci siamo chiesti perché nei sondaggi i NO alle riforme costituzionali, subito dopo la Brexit, siano volati al 54%? Semplicemente perché le riforme servono a cancellare la sovranità mentre la Brexit va a rafforzare chi non la vuole perdere. Non sono contro l’Europa dei popoli, sono contro questa Europa! Sono per il rispetto degli interessi di ogni paese, della identità e della cultura. Sono perché non ci siano ingerenze ma collaborazione e aiuto reciproco. In quest’ottica va molto meglio la formulazione dell’entità economica euroasiatica, l'unica che, in un “quadro multipolare”, promette il rispetto degli interessi di tutte le parti in causa. Come ho già scritto, l'economia liberista di matrice atlantica, con uno solo al comando, schiaccia i più deboli e rende l'economia terreno di scontro tra squali e lupi famelici. L’Europa si è strutturata in questa forma per fare gli interessi di questa tipologia di soggetti. Punto

qual è l'obbiettivo del no

Inviato da bfois il 28/06/2016 02:42
Sinceramente mi sembra un dialogo fra sordi.Il tribunale di Strasburgo e le altre istituzioni che citavo erano solo esempi di un diffuso stato di confusione.
Lei da parte sua mischia grandi proclami di principio a frasi senza senso come "le riforme servono a cancellare la sovranità mentre la Brexit va a rafforzare chi non la vuole perdere". Quindi quale sarebbe la morale? usciamo tutti dall'Europa e vivremo felici e contenti, senza squali e senza lupi? Come faremo, come vivremo e di cosa è un dettaglio insignificante. Ma per favore!
Ero già caduta una volta con lei (giusto parlando del citato family day) in una trappola di deliranti nonsense e non voglio rifare un replay.Mi scuserà dunque se per me questo monologo (perchè certamente non è un dialogo) finisce qui. La ringrazio di avermi scritto.
"Più assurda del TAV è la rissa sui calcoli"

Il patto sporco, Le verità che molti volevano nascondere"

PERCHÉ NON TI FANNO RIPAGARE IL DEBITO - Marco Bersani"

 
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