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ATTACCO ALLA COSTITUZIONE

Gli attacchi alla Costituzione, ripetuti e subdoli negli anni passati, sono divenuti espliciti nella presente legislatura.

Ad iniziativa del Governo (n.b. Governo di emergenza, nato per le urgenze del paese, sostenuto da una maggioranza anomala) viene proposto il disegno di legge costituzionale n. 813 che, già approvato in fretta dal Senato, si avvia al voto della Camera.

Detto disegno manifesta – a detta dei più qualificati costituzionalisti – pesanti difetti di legittimità, già rilevati da alcune forze politiche contrarie ad esso e dalle numerose associazioni di difesa della Costituzione presenti nel paese. Tali difetti sono così succintamente evidenziati:

  1. Il d.d.l. 813 si propone la revisione dei titoli I – II – III – V della Costituzione e cioè le norme relative al Parlamento, al Presidente della Repubblica, al Governo, agli Enti locali, nonché tutte le altre norme che dovessero risentire le conseguenze delle modifiche stesse. Ciò significa rifare un pezzo rilevante della Costituzione.

  2. Per questa operazione il d.d.l. 813 crea un apposito Comitato di 42 membri con il compito di preparare le modifiche e darle in esame al Parlamento appena pronte e comunque entro un termine fisso, in tal modo evitando la procedura dell’art. 138 della Costituzione per le leggi di revisione, che devono invece essere predisposte dal Parlamento ed essere approvate da Camera e Senato con due successive deliberazioni a distanza non inferiore a tre mesi;

  3. Saltato l’ art. 138, il d.d.l. 813 fissa tempi di esame e deliberazione molto stretti e taglia anche il termine di tre mesi, riducendolo a uno, tra una delibera e l’altra, evidentemente riducendo anche il tempo di studio e riflessione sui problemi;

  4. Il processo di revisione è condotto dal Governo, che si riserva termini preferenziali di intervento sugli emendamenti presentabili ai testi proposti. Così anche il Comitato dei 42, a danno dei singoli parlamentari, cui sono riservati termini minori;

  5. Il Governo si fa assistere da esperti da esso stesso scelti e nominati;

  6. Nessuna informazione sul Comitato dei 42 e sui suoi compiti è stata data ai cittadini, nessuna informazione sulle ipotesi enunciate dai “saggi”;

  7. Appare evidente che le diverse leggi di revisione, che nasceranno dalle proposte del comitato dei 42, costituiscono una completa alterazione della Carta vigente e sono ben lontane dal costituire quelle singole modifiche, separate e specifiche, che potrebbero essere apportate al testo costituzionale nel rispetto dell’art. 138 ( ad es. riduzione del numero dei parlamentari, diversificazione dei compiti del Senato).

I Comitati Dossetti, che per primi hanno segnalato le gravi anomalie della procedura, hanno denominato il d.d.l. 813 la legge “ grimaldello” per trasformare la Costituzione da “rigida” a “flessibile” e consentire quell’ampio rifacimento, che essa esclude. Nessun evento economico o politico oggi consente ad un Governo di proporre e ad un Parlamento di decidere il rifacimento della Costituzione, creata appositamente per durare nel tempo.

L’associazione reggiana per la Costituzione, nata dal Comitato per il NO nel referendum vittorioso del 2006, invita tutti, cittadini, associazioni, parlamentari a riflettere sul grave rischio di una revisione generale della Costituzione, specie in ordine ai diritti civili e sociali in essa previsti. Chiede a tutti i parlamentari di non approvare il d.d.l. 813 e comunque consentire – con una maggioranza inferiore ai 2/3 – che si svolga il referendum costituzionale, indispensabile per dare la parola ai cittadini, del tutto esclusi da questa iniziativa. Rileva la violazione della sovranità popolare che si deve esercitare invece secondo le norme costituzionali ( come prescrive l’art. 1).

Non si deve dimenticare infatti che sono i cittadini i diretti fruitori delle norme costituzionali per cui, se con esse si muta la struttura dello Stato, essi dovrebbero essere completamente informati delle intenzioni dei proponenti, intenzioni oggi del tutto confuse, se non incomprensibili.

 

Reggio Emilia luglio 2013

 

Associazione Reggiana per la Costituzione

costituzionereggioemilia.wordpress.com – associazionecostre@libero.it


La Costituzione è dei cittadini.

 

L’avv. Piero Calamandrei nel 1955 affermava:

In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. Sono tutti sfociati qui in questi articoli, e – a sapere intendere – dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane…..” “ La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta: la lascio cadere enon si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile, bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica.”

 

Anche Giuseppe Dossetti, nell’aprile 1995 affermava:

Alla fine vorrei dire soprattutto ai giovani: non abbiate prevenzione rispetto alla Costituzione del ’48, solo perché opera di una generazione ormai trascorsa.

La Costituzione americana è in vigore da 200 anni, e in questi due secoli nessuna generazione l’ha rifiutata o ha proposto di riscriverla integralmente, ha soltanto operato singoli emendamenti puntuali al testo originario dei padri di Filadelfia, nonostante che nel frattempo la società americana sia passata da uno Stato di pionieri a uno Stato oggi leader nel mondo.

Non lasciatevi influenzare da seduttori fin troppo palesemente interessati, non a cambiare la Costituzione, ma a rifiutare ogni regola. …… Perché se mai, è proprio nei momenti di confusione o di transizione indistinta che le costituzioni adempiono la più vera loro funzione: cioè quella di essere per tutti punto di riferimento e di chiarimento.

Cercate quindi di conoscerla, di comprendere in profondità i suoi principi fondanti, e quindi di farvela amica e compagna di strada.

Essa, con le revisioni possibili ed opportune, può garantirvi effettivamente tutti i diritti e tutte le libertà a cui potete ragionevolmente aspirare; vi sarà presidio sicuro, nel vostro futuro, contro ogni inganno e contro ogni asservimento, per qualunque cammino vogliate procedere e per qualunque meta vi prefissiate.” Giuseppe Dossetti, Parma 26 aprile 1995

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