Referendum costituzionale ultimi sondaggi: la strepitosa rimonta del NO

di Redazione newspedia - 26/09/2016
ULTIMI SONDAGGI REFERENDUM COSTITUZIONALE – IL NO CRESCE INARRESTABILE, RENZI KO

Dopo le intenzioni di voto sulla riforma costituzionale di EMG-Tg La7, oggi i sondaggi politici di Piazza pulita sull’imminente voto confermativo.  La particolarità della tabella mostrata nella trasmissione di Corrado Formigli? Vengono messi a confronto i dati da febbraio 2016 al corrente mese di settembre. Ed è impressionante la rimonta del No sul Sì.

Da un 61.6% (Sì) contro un 38.4% (No) si arriva nello spazio di pochi mesi a un clamoroso sorpasso del fronte del No: due punti percentuali in più rispetto al Sì, margine che sembra destinato ad aumentare. Sì, perché nel sondaggi politici sono le tendenze che contano e quella individuata dai sondaggi di Index è la stessa di EMG, sebbene secondo quest’ultima “ditta” il No sarebbe già molto più avanti.

 Statistica NO 09

 

Referendum costituzionale, gli ultimi sondaggi di Piazza Pulita (26 settembre 2016): partito da Cenerentola, il No arriva al sorpasso sul Sì

La tendenza è che più calano gli indecisi, più gli italiani si informano sulla riforma costituzionale, più si decidono a votare No. Da notare un’altra grande differenza rispetto alle rilevazioni del Tg La7: secondo Piazza pulita gli indecisi sarebbero ormai appena al 27%, con un’affluenza piuttosto alta, del 67%.

La legge di Bilancio (o di Stabilità, se preferite) sarà il vero punto di svolta o, per meglio dire, l’ultima spiaggia per Renzi, l’ultima occasione per tentare gli italiani a votare No, distribuendo i soliti bonus a questa o quella categoria di lavoratori\pensionati.

Insomma, la filosofia degli 80 euro in busta paga, con cui Renzi stravinse le Europee 2014. Due punti però sono diversi da allora: dopo due anni e mezzo di governo, i consensi verso Matteo Renzi si sono parecchio logorati, cosa che, a onor del vero, accade a chiunque governi (ma soprattutto a chi governa male come l’ex sindaco di Firenze). Primo punto.

Secondo punto: i soldi per i regalini elettorali scarseggiano. L’Ue ha messo all’angolino Renzi, escluso dall’ultimo vertice fra Merkel, Hollande e Juncker, quindi ci sono poche speranze che da Bruxelles parta l’ok per fare altro deficit (per chi non lo sapesse, la famosa flessibilità di cui parla Renzi altro non è che la possibilità di fare ulteriori debiti, che prima o poi noi e i nostri figli dovremo ripagare). Se poi ci si aggiunge il Pil azzerato, di molto inferiore alle previsioni, per Renzi sono scenari amari: la vittoria del No, oggi come oggi, è altamente probabile.

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