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Replica di Nicola Dall'Olio all'appelo sul Frutteto Stuard

Il frutteto "Stuard" e la nuova sede dell’ITAS Bocchialini - Un po' di chiarezza
 
Gira in rete un appello per “salvare” il frutteto “Stuard” dalla costruzione della nuova sede dell’Istituto Tecnico Agrario Bocchialini. Purtroppo in rete le semplificazioni, ancor più se mal fondate e usate strumentalmente, vengono prese immediatamente come verità, soprattutto se si è in campagna elettorale. Ma la verità, se mai esiste, è sempre un po’ più complessa e articolata di quello che si vuole fare credere. Come Presidente dell’Azienda Stuard vorrei fare un po’ di chiarezza, per quanto non abbia diretta competenza sulle politiche scolastiche della Provincia e sull’area del frutteto, che dipende dall’Istituto Tecnico Agrario Bocchialini. Riporto, con diversi aggiornamenti, quanto avevo già scritto su Polis Quotidiano e Facebook nel marzo scorso.

Da diversi anni (e più precisamente dal 2007) la Provincia sta cercando una nuova sede per l'Istituto Tecnico Agrario Statale Bocchialini. Sono state considerate varie opzioni localizzative, infine è stato deciso di progettare la realizzazione della nuova sede sul fondo dove opera l’Azienda Stuard, un podere in dotazione della Provincia di Parma derivante da un lascito di Maria Luigia che lo destina e vincola ad usi di sperimentazione e scuola agraria (1). L'idea è quella di realizzare un unico polo di sperimentazione, formazione e didattica in campo agrario che sia di riferimento per la città e il territorio provinciale. Il trasferimento del Bocchialini nel nuovo polo libererebbe l’edificio attualmente occupato che verrebbe utilizzato da altri istituti superiori con carenza di aule.
 Per motivi di accessibilità, logistica e integrazione con le funzioni dell'Azienda Stuard (Azienda speciale della Provincia che svolge attività di sperimentazione agraria sul fondo in questione), la sede della nuova scuola è stata individuata su una parte del frutteto esistente, gestito dallo stesso Istituto Tecnico Agrario Bocchialini. Il frutteto, composto da 700 piante di circa 500 diverse varietà, rappresenta certamente un patrimonio di biodiversità da salvaguardare, ma presenta anche diversi problemi: molte piante sono ormai vecchie, ammalate di gommosi e in alcuni casi già morte o improduttive. La collezione è stata realizzata per incrementi successivi nell’arco di quasi un trentennio senza un impianto e una disposizione razionale: meli e peri sono mischiati a drupacee, varietà locali sono insieme a varietà commerciali. Questo ne limita l'uso per scopi scientifici e rende alquanto difficoltosa ed onerosa la gestione con conseguenze sulla salute e la produttività delle piante.

Ciò non intacca il valore della biodiversità del frutteto che deve essere comunque preservata e se possibile riprodotta. Per tale motivo è stato stipulato un accordo tra Azienda Stuard, Istituto Bocchialini e Provincia che mette a disposizione le risorse per riprodurre, in via preventiva, tutte le varietà del frutteto, anche quelle (più della metà) non interessate dal progetto della scuola. Nel febbraio 2011 sono stati così acquistati e messi a dimora in un barbatellaio 3.800 porta innesti. Tra gennaio e marzo 2012 si è provveduto a prelevare gemme e marze e ad effettuare tutti gli innesti. Alla fine dell’operazione si sono ottenute almeno 7 nuove piante per ciascuna varietà del frutteto. Una parte di queste piante verrà utilizzata per costituire su terreni limitrofi un nuovo e più grande frutteto, sulla base di un impianto razionale che ne ottimizzerà la gestione e la fruizione, sia per scopi didattici che scientifici, con un deciso miglioramento rispetto alla situazione attuale. La restante parte potrà essere distribuita all’Associazione degli agricoltori custodi, i quali potranno garantirne l’ulteriore diffusione e conservazione.
Due parole infine sul progetto della scuola: allo stato attuale, di ufficiale, esiste solo un progetto preliminare approvato nel 2010. Nel 2011 è stata indetta dalla Provincia una gara per il supporto alla progettazione definitiva. Aggiudicata la gara, il Servizio competente della Provincia ha proceduto all’elaborazione del progetto definitivo con il diretto coinvolgimento del comitato tecnico scientifico della scuola. A fine maggio vi sarà la conferenza dei servizi nella quale interverranno tutti i soggetti competenti. Se la conferenza darà esito positivo si potrà procedere all’approvazione del progetto definitivo e quindi al successivo appalto delle opere.
Lasciare intendere, come fa l’appello, che si è portato avanti la cosa di nascosto è semplicemente falso. Tutto è stato fatto alla luce del sole, con procedure ad evidenza pubblica, passaggi formali negli organi di controllo democratici e con il coinvolgimento dei soggetti a vario titolo interessati. Tra il 2010 e il 2011 sono stati fatti diversi incontri con gli insegnanti della scuola e l’associazione degli agricoltori custodi e sono anche stati pubblicati alcuni articoli sulla Gazzetta e l’Informazione. Se ancora non è stata fatta una presentazione pubblica è perché il progetto definitivo non c’è. Difficile poter parlare di planimetrie ed ubicazioni che in fase di progettazione sono variate più volte in funzione delle richieste della scuola, dell’Azienda e degli enti competenti con l’obiettivo di costruire una scuola moderna e funzionale, integrata con la realtà aziendale e cercando di minimizzare gli impatti sul podere e sul frutteto.
La nuova sede scolastica è stata ubicata e pensata per sfruttare al meglio le sinergie con le strutture esistenti (il rustico del podere che ospiterebbe l’aula magna) e di progetto (la palestra comunale prevista nei campi sportivi Stuard al confine con il podere). Questo significa riuso di strutture, risparmio economico e risparmio di spazi e quindi di occupazione di suolo. Il progetto della scuola prevede una costruzione di 3 piani, di cui uno seminterrato, realizzata a secco con strutture in legno (e non in cemento) ed un tetto verde inerbito. Non è previsto alcun consumo di combustibili fossili: il fabbisogno energetico estremamente contenuto (Classe A) verrà coperto da geotermico, fotovoltaico e dall’esistente caldaia a cippato di legna (autoprodotto dall’Azienda).
Tutte queste informazioni, in forma ancor più dettagliata ed articolata, sono state fornite in un incontro con alcuni membri dell’Intergas tenutosi presso l’Azienda Stuard poco più di un mese fa. In quella sede è stato rinnovato l’invito a visitare il barbatellaio con gli innesti per toccare con mano il meticoloso lavoro di recupero del germoplasma condotto dagli stessi tecnici che hanno contribuito in passato alla costituzione del frutteto esistente. A giudicare dal successivo comunicato del portavoce dell’Intergas, pieno di “verità” inesatte quando non infondate, spiegazioni ed invito sono rimasti del tutto vani. Evidentemente altre logiche hanno prevalso. Le 3.800 nuove piante restano comunque lì da vedere per capire che il frutteto non solo è già stato salvato, ma è stato anzi moltiplicato. E questo prima ancora di avere certezza che la scuola venga realizzata davvero.

(1) Storia e vincoli d’uso del podere Stuard

L’Azienda Agraria Sperimentale Stuard è un Azienda speciale di proprietà della Provincia di Parma istituita nel 1993. L’Azienda opera su un podere del demanio dello stato concesso in uso gratuito e perpetuo alla Provincia. Tale diritto d’uso deriva da un lascito di Maria Luigia del 1847 che destinava all’istituto agrario il Podere Salnitrara (ubicato nell’attuale Via Bizzozero) a scopi di sperimentazione e scuola agraria. Con l’annessione del ducato il podere passò al demanio dello stato e venne anche utilizzato dal noto agronomo Bizzozero per attività sperimentali e di cattedra agraria. Nel 1929 lo Stato concesse il podere (divenuto Podere Bizzozero) in uso gratuito e perpetuo alla Provincia (in virtù della sua competenza sugli istituti superiori) mantenendo il vincolo d’uso. Nel 1976 il Comune, la Provincia e il Demanio stipulano una permuta: il Podere Bizzozero, ormai interno alla città, viene ceduto al Comune di Parma, interessato a costruirvi una scuola. La Provincia riceve in cambio dal Comune l’attuale Podere Stuard sito in San Pancrazio con il vincolo di destinazione agli usi di sperimentazione e di scuola agraria e, più in particolare, per gli usi dell’Istituto Tecnico Rondani che allora inglobava l’agrario. Il podere resta di fatto abbandonato fino al 1983. Ai fini della sua gestione viene istituito un comitato provinciale che opera per due anni e si trasforma in azienda a partire dal 1985 per poi prendere le forme di Azienda Speciale nel 1993. Nel frattempo viene stipulata una convenzione tra Azienda e Istituto Rondani (poi Bocchialini) per la gestione di una parte del podere a scopi didattici. Si tratta della porzione attualmente gestita dall’Istituto Bocchialini su cui nell’arco di quasi 30 anni è stato realizzato, per successive aggiunte, il frutteto in questione (che non è dell’Azienda Stuard, ma della scuola!)

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