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Un 25 aprile molto amaro

La dura verità di Barbara Spinelli e Maurizio Viroli. Ricordando Teresa Mattei e Oscar Luigi Scalfaro.

Per qualche settimana ho visto l’Italia da lontano. Mi auguravo di ritrovarla, al rientro, paese migliore di prima.
Non è così.

E’ doloroso dirlo in questo 25 aprile, che trova la Repubblica lontana come non mai dalla Costituzione, unico frutto veramente buono della Liberazione.
Ho appena ascoltato Giovanni De Luna. Ha detto che gli anni della Liberazione e della Costituzione sono stati miracolosi.
Il fatto è che i miracoli non hanno gambe storiche e, nel nostro caso, quel tempo si è perduto.

La Costituzione, troppo poco applicata, negli ultimi venti anni è stata vista come ostacolo da rimuovere.

Quanto accaduto la settimana scorsa è, di fatto, un epilogo e una rimozione.

Teresa Mattei volle aggiungere all’art. 3 le parole “di fatto”, per essere certa che la Costituzione andasse a fondo nel promuovere l’uguaglianza, per rimuovere gli ostacoli che “di fatto” la limitano. Mai avrebbe pensato che “di fatto” la Costituzione, che sentiva cosa sua, come Oscar Luigi Scalfaro, sarebbe stata colpita “di fatto” e forse irrimediabilmente anche da chi si dichiara  erede delle e dei Costituenti.

La morte le ha risparmiato questo dolore.

Ho trovato conforto - temevo di essere troppo pessimista -  in due voci autorevoli, che ci hanno accompagnano  in questi anni tristi con le loro analisi profonde ma sempre trasparenti.

Nello stesso giorno, ieri, in attesa della festa del 25 aprile, Barbara Spinelli e Maurizio Viroli analizzano il nostro oggi - giustamente senza pietà - e chiamano le cose con il loro nome. Verità dolorose, ma vanno pur dette.

Li ringrazio.

Segue :

l’articolo di Maurizio Viroli

l’articolo di Barbara Spinelli

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