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La Riforma La Rai ai cittadini: discutiamo pubblicamente i 5 punti della Riforma

Teatro Valle il 25 Giugno ore 18

La Riforma La Rai ai cittadini: discutiamo pubblicamente i 5 punti della Riforma 

via del Teatro Valle 21

 

Dopo la scandalosa spartizione delle nomine AGCOM e Privacy e

dopo la fase comunque positiva dei 2 nomi per il Cda Rai da far indicare da alcune associazioni, 

rimane tutto da vedere però sul come i partiti non utilizzino la cosa pubblica come loro proprietà

 

ora concentriamoci nello spingere La Riforma La Rai ai cittadini da far approvare nel prossimo Parlamento

 

spingendo insieme ai cittadini, alle associazioni, i movimenti e i partiti la riforma MoveOn Italia anche nei primi 2 punti

dove il Governo ora è unico azionista e i Partiti tramite la Commissione di Vigilanza Rai praticamente controllano i giornalisti (dovrebbe avvenire il contrario):

1. Superare l'anomalia per la quale l'azionista del servizio pubblico è il Ministero dell'Economia.

2. Al posto della Commissione parlamentare di Vigilanza, chiediamo la costituzione di un Consiglio per le Comunicazioni audiovisive i cui membri dovrebbero essere in maggioranza nominati dalla società civile (11 su 20) e che ogni organismo di nomina e gestione abbia una composizione di genere paritaria (50/50).

 

Si discuterà anche del Codice Etico e del Contratto di Servizio Rai e in che modo si possa immaginare e realizzare 

il servizio pubblico nei fatti

 

ne discuteranno con noi anche

 

Tana de Zulueta, Loris Mazzetti, Giovanni Anversa, Carlo Degli Esposti

Udo Gumpel, Carlo Freccero, Giovanni Valentini 

 

Ci sarà la proiezione di un breve estratto di 

"Outfoxed"

La guerra mediatica di Rupert Murdoch

Un film di Rubert Greenwald

con un breve intervento su Murdoch di Andrea Valdambrini de Il Fatto Quotidiano

 

Durante l'incontro avremo un contatto con RIO+20 

Vertice di Rio+20: il silenzio della RAI 
http://www.youtube.com/watch?v=aULuLYJF3s0

 

25 Giugno Teatro Valle

 

"Questo è il metodo MoveOn, un movimento nato anche per unire le sparpagliate forze progressiste italiane, ma il principio che li attraversa tutti è uno solo: quello dei beni comuni. Un principio ormai acquisito per i 27 milioni di elettori che votarono contro la privatizzazione dell’acqua nel referendum dell'anno scorso."

 

 

La Riforma "La Rai ai Cittadini" 

- 5 punti per garantire un bene pubblico

 

"Gli utenti del servizio pubblico, in quanto veri proprietari di un'azienda che finanziano tramite il canone, eleggono direttamente alcuni componenti nel Consiglio per le Comunicazioni audiovisive"

 

Prendendo ad esempio i modelli di gestione più avanzati in Europa, ma anche le proposte di riforma della Rai tendenti a garantire qualità e autonomia proponiamo in 5 punti una riforma che assicuri non solo la necessaria efficienza aziendale, ma anche l'assoluta indipendenza editoriale del servizio pubblico.

 

1. Chiediamo il superamento dell'anomalia per la quale l'azionista del servizio pubblico è il Ministero dell'Economia.

 

2. Al posto della Commissione parlamentare di Vigilanza, chiediamo la costituzione di un Consiglio per le Comunicazioni audiovisive, i cui membri dovrebbero essere in maggioranza nominati dalla società civile (11 su 20) e che ogni organismo di nomina e gestione abbia una composizione di genere paritaria (50/50). Gli utenti del servizio pubblico, in quanto veri proprietari di un'azienda che finanziano tramite il canone, eleggono direttamente 6 componenti (*). Cinque sono nominati da rappresentanti di settore (sindacati, artisti, autori, accademici, fornitori di contenuti). Dei rimanenti 9 membri, 3 verrebbero eletti dagli enti locali (Regioni-conferenza permanente stati regioni, Province-l'Upi e Comuni-Anci) e 6 nominati dal Parlamento. 

 

3. Il Consiglio nomina i vertici della concessionaria del servizio pubblico (il CdA Rai), selezionati mediante concorsi pubblici in base a criteri di professionalità, competenza nel campo radiotelevisivo ed indipendenza. Ad esso sono attribuite competenze di indirizzo e vigilanza.

 

4. Il Consiglio nomina altresì i componenti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, assicurando, anche in questo caso, i criteri della selezione trasparente, dell'indipendenza e del massimo di qualificazione. 

 

5. Il Consiglio si pone al servizio degli utenti Rai, facilitando modalità interattive di controllo e di valutazione e garantendo ai cittadini un uso consapevole e attivo di tutti i media gestiti dal servizio pubblico. 

 

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Hanno aderito al percorso riformatore:
Tana de Zulueta, Moni Ovadia, Loris Mazzetti ("Vieni via con me" - Che tempo che fa"), Gianni Minà, Ugo Mattei ("Beni Comuni"), Giovanni Valentini, Alessandra Mancuso (portavoce "GIULIA" Giornaliste Unite Libere Autonome), , Flavio Lotti (Tavola della Pace), Corrado Guzzanti, Francesca Fornario, Carlo Freccero, Lidia Ravera, Corradino Mineo, Lorella Zanardo (autrice de "Il corpo delle donne"), Sabina Guzzanti, Giulia Innocenzi, Roberto Zaccaria, Udo Gumpel, Giovanni Anversa (RaiTre "Racconti di vita"), Paul Ginsborg, Michele Gambino, Roberto Natale, Massimo Marnetto, Arturo di Corinto, Rossana Casale, Santo Della Volpe, Silvia Bencivelli, Nicola D'Angelo, Guido Scorza, Maria Luisa Busi, Tiziana Ferrario, Luca Borgomeo, Maurizio Sciarra (100 autori), Wolfgang Achtner, Carmine Fotia, Marco Mele (Il Sole 24 Ore), Carlo Tecce (Il Fatto Quotidiano), Vittoria Iacovella, Giuseppe De Marzo (A sud), Fabrizio Federici (Ansa), Sergio Bellucci, Gianni Orlandi, Giulietto Chiesa, Simona Coppini, Federico Lunadei, Grazia Di Michele, Simona Sala (Tg1), Giuliana Sgrena, Antonella Martone, Giovanni Mangano, Lorenzo Marsili (European Alternatives), Carlo Verna, Giuseppe Giulietti, Antonio Turri (Libera)

Nichi Vendola, Antonio Di Pietro, Vincenzo Vita, Claudio Fava, Giuseppe Civati, Carlo Rognoni, Antonello Falomi, Fabio Granata, Sandro Gozi, Furio Colombo, Giorgio Merlo, Niccolò Rinaldi, Angelo Bonelli, Leoluca Orlando

Hanno aderito alla Riforma:
Articolo 21, Usigrai, Fnsi, Libera di Don Ciotti Roma, Libertà e Giustizia, A Sud, "100 autori", "GIULIA" Giornaliste Unite Libere Autonome, Rete Viola, Liberacittadinanza, IndigneRai, Il Popolo Viola, TILT, Alternativa, Il Teatro Valle Occupato, Errori di Stampa, Il Comitato del Sole, Libertà e partecipazione, European Alternatives

Sostiene l'iniziativa:
Stefano Rodotà

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Antitrus e Conflitto di Interessi

 

Congiuntamente e in continuità con il progetto “La RAI ai cittadini”, MoveOn Italia è inoltre impegnata alla definizione delle linee guida per iniziative che incidano sui due ulteriori temi di vitale importanza democratica quali l’antitrust e il conflitto di interessi.

La campagna "La Rai ai cittadini" propone la sua riforma per garantire un bene pubblico - Per garantire la libertà e il pluralismo dell'informazione questa riforma non può prescindere da una netta e chiara separazione, definita per legge, tra l'esercizio del potere politico e la proprietà o la capacità di influenzare i media. E' altresì necessario fissare limiti di concentrazione che un'unica società dei media sia autorizzata a controllare in uno o più mercati rilevanti.

 

Per garantire la libertà e il pluralismo dell'informazione 

è essenziale una netta e chiara separazione, stabilita per legge, tra l'esercizio del potere politico e la proprietà o la capacità di influenzare i media.

 

"Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone oppresse e amare quelle che opprimono” 

Malcom X"

 

Incredibilmente in Italia si andrà alle prossime elezioni politiche, ancora una volta, con un'informazione da paese semi democratico. L'unica condizione possibile per noi cittadini questa volta dovrà essere l'inderogabile impegno da prendere da parte della politica nel far approvare in tempi brevi, non appena sarà costituito il prossimo Parlamento, tre leggi basilari in un sistema democratico:

 

3 Leggi spinte dai cittadini nel prossimo Parlamento per rendere più libera l'Italia 

- Riforma La Rai ai Cittadini, Legge Conflitto di Interessi e Antitrust

Prima delle prossime elezioni moveon italia insieme ad altri movimenti spingerà anche:

- Voto chi scelgo (preferenze o primarie di collegio)-  Primarie di coalizione per scegliere il candidato Premier

 

I cittadini propongono, le istituzioni possono diventare aperte. Trasformiamo anche la Tv in un bene di e per tutti

 

Perché MoveOn Italia ha scelto come una delle sue missioni prioritarie la tv per i cittadini e una Tv libera di fare da cane da guardia ai poteri? Perché la Tv condiziona le priorità della politica e le scelte dei cittadini, quindi quasi tutto ciò che accade in politica, nel sapere ed in economia.

 

 

 

 

 

 

articolo di Sabato 2 Giugno 2012 su la Repubblica in cartaceo a Pagina 30

Articolo di Giovanni Valentini

Articolo dove si descrive anche la Proposta La Rai ai cittadini

 

Articolo del 1° Giugno 2012 di Marco Mele su Il Sole 24Ore 

Grazie a tutti 

e grazie ai partecipanti della Conferenza Stampa di giovedì 31 Maggio 2012 alla Camera

 

ci scusiamo tantissimo con chi non siamo riusciti a far intervenire

 

MoveOn Italia: I cittadini “entrano” in Parlamento e spingono le riforme
ECCO IL VIDEO DELLA CONFERENZA
http://webtv.camera.it/portal/portal/default/Conferenze%20stampa%20deputati/Dettaglio?IdEvento=5067

 

Sul Blog di Articolo 21

La Rai ai cittadini

di Giovanni Anversa

 

 

Incontro dell'Usigrai

 

brutta pagina della politica in Italia
intervento di Nichi Vendola alla conferenza
stampa IdV del 5 giugno a Montecitorio
http://www.youtube.com/watch?v=nvxZBjMi2z0

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giovedì 31 Maggio 2012 ore 10,45 - Via della Missione 4, Roma (Accanto alla Camera dei Deputati)

Sala Stampa della Camera dei Deputati

Conferenza Stampa La Rai ai Cittadini

"I cittadini "entrano" in Parlamento e spingono le riforme" 

 

 

LIBERIAMO LA RAI DAL TOTALE CONTROLLO DEI PARTITI CON UNA LEGGE DI STAMPO EUROPEO PROPOSTA

DAI CITTADINI

 

PRENDIAMO CORAGGIO E ORGANIZZIAMOCI PER CAMBIARE VERAMENTE PROPONENDO ANCHE DAL BASSO LE RIFORME.
Prendiamoci la politica facendo rete con chi vuole creare grande unità di intenti

 

Hanno confermato la loro presenza il 31 Maggio:

- Loris Mazzetti, Giovanni Valentini, Gianni Minà, Giovanni Anversa (RaiTre) , Lorella Zanardo, Antonio Turri (Libera), Viviana Giranni, Giseppe De Marzo (A Sud), Andrea Gropplero (Teatro Valle), Maurizio Sciarra (100 Autori), Linda Brunetta (Anart), Mele Marco (Sole 24 Ore) Guido Scorza, Riccardo Laganà (indigneRAI) Nicola D'Angelo, Wolfgang Achtner, Giovanni Mangano (Comitato Del Sole), 

Vincenzo Vita, Antonello Falomi, Sandro Gozi

Articolo 21, Fnsi, Liberacittadinanza, magazine women in the city, Gruppo Nazionale della Rete per la rivoluzione Gentile

 

Non siamo contro i partiti, siamo contro ciò che non fanno per tutti.

Oltre a molti cittadini, Vendola ci ha fatto sapere che dopo la conferenza stampa dichiarerà di appoggiare questa legge dei cittadini, stiamo aspettando risposte anche da Di Pietro (che ha già aderito), Bersani e altri leader.

Appoggia la Riforma anche Angelo Bonelli dei Verdi Europei

Saranno presenti anche alcuni 5 Stelle come osservatori della nostra iniziativa riformatrice.

 

anche in vista della scadenza del Cda Rai del 9 giugno e per le nomine Agcom e Rai

(sempre domani 31 maggio in via della Missione, ma alle 13,30, ci sarà una conferenza stampa sulla trasparenza delle nomine)

 

 

Perché i cittadini scelgono come una delle missioni prioritarie la Tv libera di fare da cane da guardia ai poteri? 

Perché la Tv condiziona le priorità della politica e le scelte dei cittadini, quindi quasi tutto ciò che accade in politica, nel sapere ed in economia.

 

La proposta di cambiamento per Monti c'è:

La Riforma "La Rai ai Cittadini" da spingere in Parlamento 

- 5 punti per garantire un bene pubblico

Le proposte dei cittadini possono diventare proposte approvate in Parlamento

 

Alle Istituzioni,

tutte le autorità dello Stato manifestano grande preoccupazione per il distacco che i cittadini stanno mostrando

verso le Istituzioni anche per il gran numero di astenuti nell'ultimo voto delle Comunali.

Dialoghiamo e costruiamo con i cittadini e i movimenti.

Noi cittadini vogliamo partecipare e fare proposte per sentirci parte dello Stato.

Vorremmo essere ascoltati e avere risposte dalle Istituzioni, anche dai partiti, dal Parlamento e dal Governo.

Tutti a parole parlano di grandi cambiamenti e di dare voce ai cittadini.

Ecco la nostra proposta condivisa da tanti.

 

La proposta per il Governo Monti e per il Parlamento

Stiamo invitando cittadini, movimenti, mondo della cultura, giornalisti e leader politici

MoveOn Italia - La Rai ai Cittadini

 

Chiediamo anche ai Partiti di valutare se appoggiare questa Riforma La Rai ai Cittadini impegnandosi a discuterla proprio con i cittadini stessi.

 

 

Inoltre in questa mail

- Riforma Rai dei cittadini e adesioni 

- Lettera MoveOn Italia consegnata a Monti il 18 Aprile 

- Articoli di Travaglio e de Zulueta

- Interviste di MoveOn Italia


Il MoveOn americano spinse e fece approvare in parlamento la Riforma Sanitaria Pubblica, noi spingiamo la Riforma della Tv Pubblica

 

Cambiamo tutti il modo di pensare, proponiamo dal basso con grande entusiasmo e senza interessi personali.
Stiamo invitando i cittadini, i movimenti, le associazioni, i giornalisti e i Parlamentari a confrontarsi e a partecipare.

Ci rivolgiamo anche a Monti e al suo Governo provando inoltre a fare una proposta agli organismi europei sul coinvolgimento degli utenti nel servizio pubblico.

 

COSTRUIRE uniti un assetto democratico del nostro paese da far approvare nel prossimo Parlamento per non subire mai più questa illegalità Istituzionale.
La tv condiziona e manipola il mondo, la pubblicità muove le volontà della maggioranza dei cittadini e la loro apparente soddisfazione

Nonostante internet da una ricerca Istituzionale risulta che il tg1 e il tg5 condizionano il voto del 60% della popolazione italiana.

 

Davanti alla discussione sulla Rai di queste ore da parte dei partiti noi cittadini non possiamo più stare solo fermi a guardare.

 

Incredibilmente in Italia si andrà alle prossime elezioni politiche, ancora una volta, con un'informazione da paese semi democratico. L'unica condizione possibile per noi cittadini questa volta dovrà essere l'inderogabile impegno da prendere da parte della politica nel far approvare in tempi brevi, non appena sarà costituito il prossimo Parlamento, tre leggi basilari in un sistema democratico:

 


Ora l'impegno è di coinvolgere sempre di più i cittadini, i movimenti, le associazioni, il mondo della cultura e i giornalisti per 
confrontarsi e partecipare. 

Inviteremo a seguire e ad impegnarsi in questo percorso riformatore dei cittadini anche alcuni leader politici.

 

"Questo è il metodo MoveOn, un movimento nato anche per unire le sparpagliate forze progressiste italiane, ma il principio che li attraversa tutti è uno solo: quello dei beni comuni. Un principio ormai acquisito per i 27 milioni di elettori che votarono contro la privatizzazione dell’acqua nel referendum dell'anno scorso."

Unire la coalizione progressista innovatrice per le prossime elezioni attraverso proposte e programmi dei cittadini che diano senso alla politica del bene comune

anche per non trovarsi di nuovo nella follia dei progressisti divisi in Parlamento e nelle proposte. 

Manca solo l'adesione di Bersani alla proposta di riforma La Rai ai Cittadini in 5 punti, Vendola e Di Pietro si sono dichiarati favorevoli.

-Far partecipare i cittadini al bene pubblico per avvicinare lo Stato e le Istituzioni alla vita sociale
-Impegnare finalmente la politica a rispondere con i fatti alle proposte dei cittadini
-Rinnovare le idee e la politica


QUI LE INFORMAZIONI

 

 

Pagina fb

 

La Riforma "La Rai ai Cittadini" da spingere nel prossimo Parlamento 
23 Marzo 2012

http://www.facebook.com/events/410098389007354/

"La Rai secondo Valentini e de Zulueta"

Giovanni Valentini e Tana de Zulueta si pronunciano per una Rai intesa come “bene comune” e si organizzano assieme all’associazione MoveOn Italia.

http://www.millecanali.it/la-rai-secondo-valentini-e-de-zulueta/0,1254,57_ART_9811,00.html

 

-No ad una Rai che rinuncia a "Vieni via con me", al sapere e alla crescita culturale di tutti.

Lo Stato deve garantire il progresso a tutti.

-No ad una tv che incoraggia e pubblicizza il gioco d'azzardo.

-Si ad una tv che sia capace di parlare a tutti, informare liberamente e che non rinunci mai al pluralismo.

-No alla decadenza in Rai come il giovedì sera con la trasmissione"l'Isola dei Famosi" trasmessa al posto dell'approfondimento di Annozero.

 

- Rai servizio pubblico per la crescita culturale e del sapere - Luca de Biase

 

 

 

 

 

 

video MoveOn Italia che Articolo 21 pubblica nel suo Sito

Alla memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

 

MoveOn Italia - Borsellino e Mangano

 

 

 

video

MoveOn Italia - Le stragi d'Italia e l'informazione

 

 

 

MoveOn Italia su Blob - RaiTre

al 5° e al 17° minuto noi MoveOn Italia

 

da Blob

 

 

Poco prima del'11° minuto Marco Travaglio, durante la trasmissione Servizio Pubblico di giovedì 3 Maggio, ha citato la proposta MoveOn - Italia La Rai ai Cittadini

leggendo i  5 punti per garantire un bene pubblico

ECCO IL VIDEO

 

 

 

 

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Il 18 Aprile 2012 

alla portineria di Palazzo Chigi abbiamo consegnato ufficialmente la lettera al Presidente del Consiglio Mario Monti, per sollecitare l'intervento del governo nell'attuazione degli attesi provvedimenti di riforma del sistema di governance del servizio pubblico televisivo in Italia.

http://www.facebook.com/events/248488825250002/

MoveOn video consegna lettera a Monti del 18 aprile - Editto Bulgaro

 

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Metodo per candidature in Rai tramite Curriculum

La Rai ai Cittadini come principio appoggia anche la candidatura di Santoro a Direttore Generale Rai
http://www.facebook.com/events/334777653255175/335198949879712/?notif_t=plan_mall_activity

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La Rai ai Cittadini Venerdì 4 Maggio ore 10-13

intervista davanti alla Rai

 

Continua il percorso riformatore MoveOn Italia spinto da cittadini, i movimenti, le associazioni, i giornalisti, 

i lavoratori Rai, diversi Parlamentari e da alcuni leader politici.

Indignerai - Articolo 21 - MoveOn Italia, La Rai ai Cittadini
http://www.articolo21.org/2012/05/per-una-rai-servizio-pubblico-domani-presidio-viale-mazzini/

 

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SUL SITO DI ARTICOLO 21

http://www.articolo21.org/2012/04/editto-bulgaro-moveon-italia-mercoledi-18-aprile-in-piazza/

 

 

Questo il testo: 

I cittadini propongono, le istituzioni possono diventare aperte. Trasformiamo anche la Tv in un bene di e per tutti

 

Lettera aperta di MoveOn Italia - La Rai ai cittadini al Presidente del Consiglio Mario Monti 

 

"Gli utenti del servizio pubblico, in quanto veri proprietari di un'azienda che finanziano tramite il canone eleggono direttamente 

alcuni componenti nel Consiglio per le Comunicazioni audiovisive."


Egregio Presidente,

Il 25 Aprile è la Festa della Liberazione. Oggi 18 Aprile, ad una settimana da quella importante ricorrenza, ricordiamo tristemente il cosiddetto Editto Bulgaro, frutto inequivocabile della condizione patologica in cui versava e versa tuttora il servizio pubblico televisivo in Italia.

Per liberare il paese si organizzò la Resistenza, ad opera dei Partigiani: uomini, donne, giovani, anziani, preti, militari, persone di diversi ceti sociali, di diverse idee politiche e religiose, che avevano in comune la volontà di lottare personalmente, ognuno con i propri mezzi, per ottenere in patria la democrazia, il rispetto della libertà individuale e l'uguaglianza.

Per liberare la RAI stiamo organizzando una nuova resistenza ad opera dei Cittadini: cittadini comuni, professionisti del mondo dell’informazione, dello spettacolo e della cultura, uomini e donne uniti dalla volontà di lottare personalmente, politici di ogni estrazione, ognuno con i propri mezzi, per garantire al proprio paese, ancora una volta, la democrazia, il rispetto della libertà individuale e l'uguaglianza.

Combatteremo con le armi del buon senso e della ragione, signor Presidente, per fermarci solo al raggiunto obiettivo di attuazione della proposta di legge che caldeggiamo con il sostegno e l'approvazionedi moltissimi nostri concittadini.

Il Cda della Rai è scaduto dal 28 Marzo. Lei Presidente l’8 gennaio, intervistato da Fabio Fazio a ‘Che Tempo che Fa’, aveva detto che la questione della TV pubblica era un'urgenza.
Dopo la sua chiara intenzione non è accaduto nulla. Noi cittadini e utenti vogliamo mostrarle una via d'uscita immediata con la nostra proposta.

Prendendo ad esempio i modelli di gestione più avanzati in Europa, ma anche le proposte di riforma della Rai tendenti a garantire qualità e autonomia, le proponiamo in 5 punti una riforma che assicuri non solo la necessaria efficienza aziendale, ma anche l'assoluta indipendenza editoriale del servizio pubblico, come richiesto dalla Raccomandazione C/M(2012)1, del Consiglio d'Europa approvata dal Comitato dei ministri il 15 febbraio.

Qui di seguito la nostra proposta, già attuabile da subito:

1. Chiediamo il superamento dell'anomalia per la quale l'azionista del servizio pubblico è il Ministero dell'Economia, con il trasferimento delle azioni Rai ad una fondazione di diritto pubblico, come avviene in Germania.

2. Al posto della Commissione parlamentare di Vigilanza, ma con le stesse competenze di indirizzo e vigilanza, chiediamo la costituzione di un Consiglio Nazionale per le Comunicazioni audiovisive, i cui membri dovrebbero essere in maggioranza nominati dalla società civile (11 su 20). Gli utenti del servizio pubblico, in quanto veri proprietari di un'azienda che finanziano tramite il canone, ne eleggono direttamente 6 componenti (*). Cinque sono nominati da rappresentanti di settore (sindacati, artisti, autori, accademici, fornitori di contenuti). Dei rimanenti 9 membri, 3 verrebbero eletti dagli enti locali (Regioni-conferenza permanente stati regioni, Province-l'Upi e Comuni-Anci) e 6 nominati dal Parlamento (**).

3. Il Consiglio nomina i vertici della concessionaria del servizio pubblico (il CdA Rai), selezionati mediante concorsi pubblici in base a criteri di professionalità, competenza nel campo radiotelevisivo ed indipendenza. .

4. Il Consiglio nomina altresì i componenti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, assicurando, anche in questo caso, i criteri della selezione trasparente, dell'indipendenza e del massimo di qualificazione.

5. Il Consiglio si pone al servizio degli utenti Rai, facilitando modalità interattive di controllo e di valutazione e garantendo ai cittadini un uso consapevole e attivo di tutti i media gestiti dal servizio pubblico

Se in questa legislatura non cambierà nulla per la complicata situazione politico-parlamentare della maggioranza che la sostiene, il nostro obiettivo sarà tutto proiettato al futuro, con la conseguenza grave, però, che si andrà a votare alle prossime elezioni politiche, ancora una volta, con un sistema di informazione da paese semi democratico.

L'unica condizione possibile per noi – questo è il nostro appello - è l'inderogabile impegno da prendere da parte della politica nel far approvare in tempi brevi, non appena sarà costituito il prossimo Parlamento, tre leggi basilari in un sistema democratico:

- Riforma “La Rai ai Cittadini”

- Legge sul Conflitto di Interessi e

- Antitrust

Fiduciosi nella considerazione che vorrà riservarci, ringraziamo dell’attenzione, formulando i migliori auguri di buon lavoro insieme a quanti, in veste personale o in rappresentanza di enti e associazioni, hanno aderito, contribuito ad elaborare e sostenuto sin qui la nostra proposta.

Tana de Zulueta, Moni Ovadia, Loris Mazzetti ("Vieni via con me" - Che tempo che fa"), Sabina Guzzanti, Ugo Mattei ("Beni Comuni"), Corrado Guzzanti, Francesca Fornario, Carlo Freccero, Lidia Ravera, Corradino Mineo, Lorella Zanardo (autrice de "Il corpo delle donne"), Giulia Innocenzi, Roberto Zaccaria, Udo Gumpel, Giovanni Anversa (RaiTre "Racconti di vita"), Michele Gambino, Roberto Natale, Massimo Marnetto, Arturo di Corinto, Santo Della Volpe, Silvia Bencivelli, Nicola D'Angelo, Guido Scorza, Maria Luisa Busi, Tiziana Ferrario, Maurizio Sciarra (100 autori), Wolfgang Achtner, Carmine Fotia, Vittoria Iacovella, Giuseppe De Marzo (A sud), Fabrizio Federici (Ansa), Sergio Bellucci, Gianni Orlandi, Giulietto Chiesa, Simona Coppini, Federico Lunadei, Grazia Di Michele, Simona Sala (Tg1), Giuliana Sgrena, Antonella Martone, Giovanni Mangano, Lorenzo Marsili (European Alternatives), Carlo Verna, Giuseppe Giulietti, Vincenzo Vita, Claudio Fava, Giuseppe Civati, Nichi Vendola, Antonio Di Pietro, Carlo Rognoni, Antonello Falomi, Fabio Granata, Giorgio Merlo, Niccolò Rinaldi, Angelo Bonelli, Stefano Rodotà, Articolo 21, Usigrai, Fnsi, Libertà e Giustizia, A Sud, "100 autori", Rete Viola, Liberacittadinanza, IndigneRai, Il Popolo Viola, TILT, Alternativa, Il Teatro Valle Occupato, Errori di Stampa, Il Comitato del Sole, Libertà e partecipazione, European Alternatives

MoveOn Italia

18 aprile 2012

 

 

 

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Editoriale di Marco Travaglio su La Rai ai Cittadini di giovedì 12 aprile su Il Fatto Quotidiano

"Ah già, la Rai"

di Marco Travaglio

 http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/12/ah-gi-la-rai/203839/

Il 28 marzo, esattamente due settimane fa, è scaduto il Cda della Rai. Interessa a qualcuno? Dovrebbe interessare al governo Monti, visto che la Rai è un’azienda con 11 mila dipendenti di proprietà del governo, anzi del ministero dell’Economia, retto da Monti, che ne detiene il 99,56% (il resto è della Siae). L’8 gennaio infatti, intervistato da Fabio Fazio a Che tempo che fa, Monti disse che ci pensava lui: “Mi dia qualche settimana e vedrà”. Ne sono passate 13 e nessuno ha visto nulla: a parte il vertice a Palazzo Chigi fra Monti e Confalonieri, presidente di Mediaset, ricevuto in pompa magna non si sa bene a che titolo e per parlare di che. Incontro preceduto e seguito da vari avvertimenti del Pdl al premier perché si guardi dall’occuparsi di Rai. Infatti lui, che si sappia, non se n’è minimamente occupato. Eppure, come azionista, ministro dell’Economia e premier, Monti ha il dovere istituzionale di occuparsene: per nominare uno dei 9 consiglieri e per concorrere a indicare il presidente e il direttore generale. Ma, se e quando lo farà, cosa farà? Pare che le alternative allo studio siano tre: commissariare l’azienda con un amministratore unico di stretta obbedienza montiana; prorogare il Cda scaduto e il dg Lorenza Lei (ma uno dei 9 consiglieri, Rizzo Nervo, s’è dimesso a gennaio); lasciar fare alla Vigilanza, cioè ai partiti, e indicare – nelle caselle di pertinenza governativa – qualche tecnico concordato con la maggioranza, cioè coi partiti. Di cambiare la legge Gasparri, che consegna ai partiti un servizio pubblico come la Rai, manco a parlarne. E forse è meglio così, visto che in Parlamento la maggioranza ce l’hanno i partiti che nel 2003 la Gasparri la votarono. E che, dovendola cambiare, sarebbero capaci persino di peggiorarla. Meglio che se ne occupi il prossimo Parlamento, sperando che sia meno peggio di questo. L’altro giorno, in un convegno dell’Idv, Antonello Falomi ha rilanciato la legge d’iniziativa popolare per strappare dalla Rai le zampe dei partiti, promossa nel 2006 da Tana de Zulueta, Sabina Guzzanti, Giovanni Valentini e altri, che raccolse 50 mila firme e che ovviamente il centrosinistra ignorò. Lo stesso ha fatto il MoveOn Italia (ne parla la De Zulueta sul sito di Articolo 21), nato sul modello del MoveOn America che promosse la riforma sanitaria di Obama: nei giorni scorsi, riprendendo la proposta del 2006, MoveOn ha proposto “cinque punti per tutelare un bene comune”. Eccoli: 1) Come in Germania, la tv pubblica italiana non dev’essere di proprietà del governo, ma di una fondazione di diritto pubblico. 2) Nasce un “Consiglio nazionale delle comunicazioni” indipendente dalla politica (i membri li eleggono gli utenti, le associazioni di artisti, autori, fornitori di contenuti e solo in minima parte il Parlamento e gli enti locali). 3) Questo Consiglio, dunque non più governo e Parlamento, nomina i 5 (non più 9) membri del Cda Rai, in base a curricula pubblici, garanzia di competenza e indipendenza. 4) Il Consiglio nomina i componenti dell’Agcom secondo gli stessi criteri. 5) I cittadini potranno controllare le scelte degli organismi suddetti con strumenti interattivi sul web. Oltre a quella sul finanziamento pubblico, è una partita decisiva per imporre ai partiti una dieta ferrea. Chi, oltre all’Idv, è d’accordo lo dica subito. Il Pd, con Bersani, giura che non parteciperà a nuove spartizioni in base alla Gasparri: speriamo, anche se sarebbe la prima volta. Resta da vedere il da farsi nell’immediato, in attesa di trovare un Parlamento in grado di riformare davvero la Gasparri. L’unica strada è il commissariamento della Rai fino alle prossime elezioni, con un presidente e un dg scelti in base alle loro provate capacità. Chi si sente in grado può candidarsi con il suo curriculum. È quel che faranno presto Santoro e Freccero: vedremo se il governo e i partiti troveranno qualcuno più bravo di loro. In caso contrario, se sceglieranno qualcun altro, sapremo che anche sulla Rai il governo Monti è come tutti gli altri.

 

 Articolo di Tana de Zulueta pubblicato sul Sito di Articolo 21 l'11 Aprile 2012

"La mossa dei cittadini: MoveOn Italia spinge per una Rai al servizio degli utenti"

 Il Cda della Rai è scaduto dal 28 marzo, ma chi glielo ricorda? Non il governo, con il presidente Monti impegnato in altre faccende, anche se oggettivamente interessato al destino di una società con oltre 11.000 dipendenti e con un bilancio tutt’altro che roseo, controllata quasi al 100% dal ministero dell’Economia  – cioè da lui stesso. Infatti, l’8 gennaio, intervistato da Fabio Fazio su ‘Che Tempo che Fa’, un qualche interesse per la questione della TV pubblica Monti lo aveva manifestato. Alla domanda se intendeva privatizzare la Rai, Monti si schernì, dicendo chela Rai non era certo “la prima delle priorità del governo”, ma riconoscendo una sua importanza: ”E’ una forza del panorama civile e culturale italiano.” Aggiungendo, però: “E’ una forza che ha bisogno di passi in avanti.” Poi, con aria più decisa: “Mi dia qualche settimana e lei vedrà”. Da quel giorno tutto tace.

   E’ vero che Monti è stato redarguito dallo stato maggiore del Pdl, e in particolare da Gasparri, diventato, nel suo piccolo, celebre nel mondo proprio per la pessima legge che porta il suo nome. Il PdL ha ripetutamente messo in guardia il governo contro qualsiasi tentativo di alterare gli equilibri politici che reggono il governo della Rai. In un incontro ufficiale con Monti il 7 marzo a Palazzo Chigi, Fedele Confalonieri, presidente Mediaset, deve avere approfondito il concetto. Una Rai riformata — pubblica o privata che sia — costituirebbe un vero concorrente, e dunque un pericolo per Mediaset, colpita dalla crisi e con i ricavi in calo.

Da quel giorno non si muove foglia. Più che una tregua, sembra uno stallo, ora che Bersani e Di Pietro hanno ribadito che non parteciparono all’elezione di un nuovo Cda Rai con le attuali regole spartitorie della Gasparri. Per esperienza sappiamo che in sede politica l’uscita rischia di essere cercata al ribasso. Questo, dunque, è il momento per chi crede nella tutela di un vero servizio pubblico di farsi sentire, chiedendo alto e forte una riforma che restituisca la Raiai cittadini. Ed è infatti l’ambizioso obiettivo del MoveOn Italia.

   Il MoveOn denuncia da tempo le degenerazioni di una TV pubblica occupata dai partiti ed umiliata per anni da un conflitto di interessi senza uguali al mondo. Ma l’intento è sempre stato propositivo: come riconquistare un bene pubblico, qual è l’informazione. Il percorso è avviato, il MoveOn ha aperto una discussione, raccogliendo le idee e maturando una proposta alternativa e credibile. Come dice Marco Quaranta, il primo animatore del MoveOn di Roma: “I cittadini propongono, le istituzioni possono diventare aperte. Trasformiamo anche la Tv in un bene di e per tutti!” Marco ricorda che “il MoveOn americano spinse e fece approvare al Parlamento USA la riforma sanitaria, noi in Italia spingiamo la riforma della TV pubblica”.

La proposta per la riforma della Rai, “5 punti per tutelare un bene pubblico”, è stata presentata il 23 marzo alla Città dell’Altra Economia di Roma. Le fonti sono varie, perché questo è il metodo MoveOn, un movimento nato per unire le sparpagliate forze progressiste italiane, ma il principio che li attraversa tutti è uno solo: quello dei beni comuni. Un principio ormai acquisito per i 27 milioni di elettori che votarono contro la privatizzazione dell’acqua nel referendum di luglio scorso.

Al primo punto, per risolvere l’anomalia che vede la quasi – totalità delle azioni Rai in mano al Tesoro, si è scelto il modello tedesco, dove la proprietà delle società della TV pubblica è conferita ad una fondazione di diritto pubblico.

Il secondo punto affronta un problema storico della Rai, che la legge Gasparri ha solo portato alle estreme conseguenze: la mano lunga della politica sul servizio pubblico, il prevalere delle clientele sulle capacità professionali. Bisogna dunque trovare una fonte di nomina per gli organi direttivi della Rai che ne garantisca indipendenza ed autorevolezza. Il MoveOn propone la costituzione di un corpo intermedio, un ‘Consiglio nazionale per le comunicazioni audiovisive’, i cui membri sono nominati in maggioranza dalla società civile – in primis dagli utenti del servizio pubblico, in quanto veri proprietari di un’azienda che finanziano tramite il canone, che eleggono direttamente una parte dei componenti. Gli altri sono nominati dai rappresentati del settore, come sindacati, artisti, autori e fornitori di contenuti. I rimanenti membri verrebbero nominati dal Parlamento e dagli enti locali.

Questa proposta riprende, in parte, quella che avevo lanciato insieme a Sabina Guzzanti, con il sostegno di Marco Travaglio e moltissime personalità del mondo del giornalismo, della cultura e dello spettacolo; la proposta è stata ripresentata in Parlamento da Beppe Giulietti in questa legislatura. L’idea del coinvolgimento degli utenti è di Roberto Zaccaria, costituzionalista, ex-presidente della Rai ed oggi deputato del PD, che l’ha formulata in un disegno di legge depositato l’anno scorso. Il richiamo – molto suggestivo – è all’articolo 43 della Costituzione, che prevede la possibilità di dare in gestione agli utenti beni pubblici essenziali. L ‘obiettivo è sempre lo stesso: liberare il servizio pubblico dal controllo strumentale della politica.

Come previsto dai due disegni di legge, al punto tre il MoveOn propone che sia questo ‘Consiglio’ intermedio, e non più, direttamente, Parlamento e governo, a nominare i 5 (non più 9) membri del CdA Rai, i quali sarebbero selezionati sulla base dei loro curricula, secondo criteri di professionalità, competenza nel campo radiotelevisivo ed indipendenza. Il Consiglio nomina altresì i componenti dell’AGCOM, assicurando, anche in questo caso, i criteri della selezione trasparente, dell’indipendenza e del massimo di qualificazione (punto 4). Il punto 5 guarda ai media del servizio pubblico del futuro, facilitando modalità interattive di controllo e di valutazione e garantendo ai cittadini un uso consapevole e attivo di tutti i media gestiti dal servizio pubblico. Rispondendo così ad un esigenza di trasparenza e di partecipazione fin qui ignorata.

E’ una proposta pronta da sottoporre al futuro Parlamento, ma utile anche per oggi. In primo luogo per stanare i rappresentanti dei partiti (ormai quasi tutti) che dichiarano di volere liberare la Rai dal controllo della politica, ma che rimangono un po’ sul vago su come meglio raggiungere questo obiettivo. Meglio ancora, il punto 3 della nostra proposta — dico nostra, perché sono stata coinvolta dal MoveOn anch’io — sta per essere sperimentata, per così dire, con l’annunciata auto candidatura di Michele Santoro a direttore generale della Rai, con Carlo Freccero candidato presidente. La sfida alla commissione parlamentare di Vigilanza Rai avverrà con la presentazione dei propri curricula, insieme ad un progetto programmatico perla Rai.Comedice Santoro: “Lo dovrebbero fare tutti, le nomine dovrebbero essere volontarie e trasparenti.”

Trasparenza e partecipazione sono due esigenze che il governo e i partiti che si dichiarano progressisti non possono più ignorare. Lo ricorda Nicola D’Angelo, consigliere uscente delll’AGCOM, in un post sul suo blog dopo avere partecipato alla discussione sulla riforma della Rai promossa da MoveOn il 23 marzo: “Questa iniziativa da il segno di come sia ormai inconcepibile che alcune scelte di fondo della nostra democrazia, come quelle in materia di informazione, possano continuare ad essere assunte senza considerare ciò che pensano i cittadini. Oggi esistono gli strumenti tecnologici per rendere effettivo un esercizio più orizzontale del potere, soprattutto quando si esercita su beni comuni. Di questo la politica e le istituzioni devono prendere atto, pena uno scollamento sempre più forte tra chi decide e il mondo che gli sta intorno.”

   La spinta del MoveOn è solo iniziata.

Tana de Zulueta

 

10 aprile 2012

 

 

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Video youtube dove nella trasmissione di Sabina Guzzanti si parla della nostra riforma

Marco Travaglio, Sabina Guzzanti e Ugo Mattei

"La Rai ai cittadini a "Un, due, tre stella" di Sabina Guzzanti"

 

 

 

(sotto ci sono tutte le interviste di MoveOn Italia)

 

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LE INTERVISTE DI MOVEON ITALIA (e video) - Muoviti Italia - "La RAI ai cittadini"

Carissima/o,
cresce l'archivio delle testimonianze per il rilancio del bene comune rappresentato dal servizio pubblico televisivo italiano, insieme al nostro entusiasmo per l'affermazione della proposta di riforma "La RAI ai cittadini" 

 

Carlo Rognoni

 

Nomine Agcom: una vergognosa pagina della politica italiana

 

La Rai ai Cittadini - Ringraziamento 

 

 

 

Intervista a Paul Ginsborg
http://www.youtube.com/watch?v=qWzi8zrN1IE

Intervista a Furio Colombo

 

Marco Moretti & Nanni Quaranta

 

Intervista a Ugo Mattei
http://www.youtube.com/watch?v=zAOTJ3NTVSI

 

Intervista a Marco Mele (Il Sole 24 Ore)

 

Democrazia del Benessere.

 

Intervista a Paolo Gentiloni

http://www.youtube.com/watch?v=WETyF-7Qdcg

 

Intervista a Marco Pierani

http://www.youtube.com/watch?v=NoivsvxY2xw

 

Manifestazione IndigneRAI del 4 maggio 2012

http://www.youtube.com/watch?v=DJZcdzONs78

 

Conferenza stampa Open Media Coalition

 “Vogliamo trasparenza” – 2 maggio 2012, Camera dei Deputati

http://www.youtube.com/watch?v=CSzjz631Qfg

 

 

Intervista a Carlo Tecce de Il Fatto Quotidiano

 

Intervista a Giovanni Valentini de La Repubblica

 

 

Intervista a Lorella Zanardo

 

Intervista a Vincenzo Vita (Senatore Pd)
http://www.youtube.com/watch?v=3MC-LftrDkw

 

MoveOn consegna lettera a Monti del 18 aprile - Editto Bulgaro

 

Intervista a Giovanni Anversa (RAI)

 

Intervista a Maurizio Sciarra (100 Autori)

 

MoveOn Italia - Lavori in corso La Rai ai Cittadini
http://www.youtube.com/watch?v=LQo_6_-m6nE

 

Intervista a Francesca Fornario per La RAI ai cittadini

 

Appello di Moni Ovadia per La RAI ai cittadini
http://www.youtube.com/watch?v=wls9iDtU8UQ

 

Roberto Natale (Presidente FNSI)
http://www.youtube.com/watch?v=TkekfYeASVY

 

Intervista a Tana de Zulueta
http://www.youtube.com/watch?v=Ohtaxhqh8cE

nella ricorrenza del cosiddetto Editto Bulgaro

 

Intervista a Matteo Orfini (Responsabile Informazione e Cultura Pd)
http://www.youtube.com/watch?v=W3VqMZXYedY

 

Carlo Verna (Usigrai)

Intervista a Massimo Marnetto (Libertà e Giustizia)

 

Intervista a Linda Brunetta (ANART) e Giovanna Koch (SCAT)

 

Convegno IdV del 27 marzo
http://www.youtube.com/watch?v=ZVu6q4SOQls

Intervista a Wolfgang Achtner
http://www.youtube.com/watch?v=Sac5S1qCSAo

MoveOn Italia del 23 marzo - Presentazione Riforma
http://www.youtube.com/watch?v=G1GEmlmfk4I

Intervista a Fabio Granata (Deputato Fli)
http://www.youtube.com/watch?v=cDsPj91qoEs

Intervista a Roberto Zaccaria
http://www.youtube.com/watch?v=z-E1zC030-s

Intervista a Corradino Mineo di RAI News 24
http://www.youtube.com/watch?v=3JTj_bYPO_A 

Intervista a Giuseppe Giulietti (Articolo 21)
http://www.youtube.com/watch?v=324Ej7b0zPM

Intervista a Nicola D'Angelo (AGCOM)
http://www.youtube.com/watch?v=z-gXLRsUcIc

 

MoveOn Italia - Discorso agli italiani (Charlie Chaplin)

http://www.youtube.com/watch?v=Wwhhy17jGFk
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