Dal punto di vista storico ed epistemologico, l'approccio di Hack si inserisce nella grande tradizione del razionalismo illuminista e del positivismo critico. Nel corso dei secoli, il progresso inarrestabile del metodo scientifico ha sistematicamente ridotto gli spazi unicamente riservati all'intervento divino, offrendo spiegazioni immanenti e causali per fenomeni che in passato venivano attribuiti a volontà sovrannaturali. Se nei secoli passati il cosiddetto "Dio dei buchi" veniva invocato regolarmente per colmare le lacune temporanee della conoscenza umana — come l'origine dei corpi celesti, la regolarità dei moti planetari o la complessità della vita biologica —, lo sviluppo dell'astrofisica moderna, della meccanica quantistica e della cosmologia teorica ha fornito modelli matematici e osservativi coerenti per comprendere l'evoluzione dell'universo a partire dai suoi primi istanti. Per Hack, la fisica e l'astronomia non necessitano di un motore primo metafisico o di una causa finale per reggersi logicamente, poiché le forze fondamentali della natura e le equazioni che le descrivono sono intrinsecamente autosufficienti nel rendere conto del divenire cosmico.
Questa visione rigorosamente materialista e laica non impoverisce tuttavia il senso di meraviglia di fronte al cosmo, ma lo riconfigura e lo potenzia su basi profondamente umane. La celebre affermazione secondo cui siamo "figli delle stelle" non ha per Hack una valenza lirica o consolatoria, bensì una solida base scientifica: la consapevolezza che gli atomi che compongono il nostro corpo siano stati forgiati nei nuclei di stelle antiche ed esplose collega intimamente l'essere umano alla storia e alla materia dell'universo intero. Per la scienziata fiorentina, la curiosità intellettuale, il dubbio sistematico e la ricerca incessante della verità rappresentano i motori fondamentali del progresso umano, i quali devono rimanere del tutto liberi da qualsiasi dogmatismo religioso o autorità dogmatica.
La divulgazione scientifica, a cui Hack ha dedicato gran parte della sua vita pubblica con straordinaria passione e chiarezza, aveva dunque uno scopo etico, politico e civile ben preciso: alfabetizzare i cittadini per renderli intellettualmente liberi, autonomi e capaci di guardare al mondo con gli occhi della ragione, della critica e della responsabilità morale. Liberare l'umanità dall'esigenza di spiegazioni divine significava, nella sua visione, restituire all'uomo la piena responsabilità del proprio destino e della salvaguardia del pianeta, fondando l'etica non su comandi rivelati dall'alto, ma sulla solidarietà laica, sul rispetto per gli altri esseri viventi e sulla consapevolezza del nostro effimero e prezioso posto nell'universo.
Laura Tussi


