OMICIDI SUL LAVORO: CHI SONO GLI ASSASSINI ? COSA FARE ?

di Umberto Franchi - 30/09/2021
Per combattere i massacri che stanno avvenendo nei luoghi di lavoro bisogna cambiare completamente il sistema legislativo, abrogando la legge sugli appalti, i contratti pirata, perché altrimenti i lavoratori precari sono soggetti ad accettare ogni vessazione
Nelle ultime 24 ore 10 morti sul lavoro: sono stati schiacciati, caduti, decapitati, stritolati, affogati, congelati...   Ogni anno i morti sul lavoro continuano ad aumentare... secondo i dati INAIL nei primi 8 mesi del 2021 ci sono stati  quasi 700  morti, quasi 4 al giorno , con un incremento dell'13,4% rispetto all'anno precedente.
 Ai morti per infortuni sul lavoro vanno aggiunti quelli che muoiono a causa delle malattie professionali per patologie dovute alle esposizioni di sostanze tossiche presenti sul lavoro di varia natura ... e, se poi si aggiungono quelle differite per infortunio e quelli non denunciati perché lavoranti a nero, i morti diventano ogni anno oltre  3000.
Questa  vera guerra non è dovuta al destino cinico e baro  , ma rappresenta lo scontro in atto  tra capitale e lavoro !
A seguito di questo continuo massacro  , il Governo Draghi si è degnato di ricevere  le OO.SS. ma per fare cosa ?
  Ancora non è stato definito un preciso Piano di Intervento , ma  da quello che è scaturito dai colloqui con Draghi e CGIL CISL UIL, sembra che sarà avviata una verifica  più approfondita  con una banca dati sugli infortuni,  un piano di formazione per datori di lavoro e dipendenti, una verifica sulla quantità   degli Organismi preposti ai controlli  (Ispettorato del lavoro, Inail, ASL) che agiscono  all’interno dei 4.400.000  piccole, medie e grandi aziende esistenti in Italia,  per un totale di oltre 17 milioni di lavorator dipendenti .
Gli ispettorati del lavoro che nel 2005 erano circa 5.000 , oggi sono dimezzati circa  2,500 ,ed il governo parla di assunzioni di 600 nuovi ispettori per fare i controlli nei i luoghi di lavoro... ma questo può bastare ? è quello che serve ?
NO ! l’ipotesi del piano per la sicurezza, annunciato da Draghi  ai sindacati a me sembra “un brodino caldo dato a chi è moribondo”... ed  anche se dovessero assumere altri 10.000 ispettorati anziché 600  per fare i controlli nelle aziende... non cambierebbe niente.... i controlli sono utili ma non bastano se non si affrontano le cause di fondo , che stanno a monte  !
QUELE SONO LE VERE CAUSE DELLE MORTI SUL LAVORO?  CH SONO I VER ASSASSINI ?
Dobbiamo dire la verità: la grande sanguinosa tragedia di cui non si vede la fine , non dipende dal destino cinico e baro, ma da un tipo di sviluppo economico ed organizzativo,  che mette in conto anche oltre 1000 morti di operai sul lavoro ogni anno . Quello che avviene è il frutto di precise scelte e responsabilità imprenditoriali e politiche, perpetuate da lungo tempo.
I 1000 morti sul lavoro ogni anno, sono legati ad una organizzazione del lavoro finalizzata ad  incrementare i profitti dei datori di lavoro !
 Gli aspetti fondamentali della causa delle morti sono questi: -
  • la maggioranza dei datori di lavoro ( anche se non tutti) pensano che la prevenzione e sicurezza sul lavoro sia un costo che vada ridotto al minimo... quindi fanno  fare la valutazione dei rischi come previsto dalla normativa “Testo Unico Sulla Sicurezza”, sulla carta,  in termini burocratici senza interventi tesi a prevenire gli incidenti;
  • cercano di ridurre tutti i costi del lavoro, senza fare investimenti di prevenzione sugli impianti e  spesso per incrementare la produzione tolgono anche i dispositivi di sicurezza esistenti;
  • cercano di incrementare carichi e ritmi di lavoro, far fare ore di straordinario per non assumere nuovo personale;
  • non fanno formazione, informazione ed addestramento dei lavoratori in modo  .... e  soprattutto nelle piccole imprese, non solo non fanno prevenzione sui macchinari, ma  non danno nemmeno i Dispositivi di Sicurezza Individuale, tanto che dai controlli fatti emerge che l’80% delle aziende non sono in regola ;
Ma la rincorsa alla riduzione dei costi sul lavoro con la riduzione  della sicurezza e l’aumento dei morti  sul lavoro dipende anche dalla legislazione perversa fatta dai governi di centrodestra e centrosinistra negli ultimi 30 anni con :
  1. La depenalizzazione del Testo Unico sulla Sicurezza voluto dall’ultimo governo di Berlusconi e lasciato invariato da tutti gli altri governi , con la conseguenza che i datori di lavoro preferiscono pagare la multa piuttosto che investire sulla sicurezza...investendo invece sempre più i loro captali in attività speculative , anche dislocando le fabbriche come nel caso della GKN;
  2. La tendenza ad aumentare a livello legislativo i morti sul lavoro , è proseguita con Renzi con la legge Jobs Act, con una situazione divenuta sempre più drammatica, perché essendo stato abolito il diritto al reintegro in azienda del lavoratore licenziato senza giusta causa (con abolizione art. 18 per i nuovi assunti), il lavoratore, sempre più spesso è costretto a lavorare in condizioni di sempre minor sicurezza e a volte anche a dichiarare (come richiede l'azienda) malattia quella che invece è una patologia da infortunio, per paura di essere licenziato…;
  3. la legge n. 30 detta “Biagi” è ancora in atto e prevede 45 forme di lavoro precario, flessibile, falso autonomo... con lavoratori sempre ricattati e costretti a subire di lavorare con ritmi e carichi di lavoro impossibili, salari “di merda”, 10/12 ore di lavoro giornalieri,  ed  anche senza gli strumenti di protezione sugli impianti altrimenti vengono licenziati ;
  4. Il lavoro è stato frantumato in termini legislativi anche dall’ultima legge sugli appalti, voluta da Draghi,  con  le aziende “madri”, che possono dare in appalto e subappalto attività  lavorative con gare al massimo risparmio (prima dell’ultima legge si chiamava “massimo ribasso”) e quindi tagliando sui costi della prevenzione e sicurezza (la maggioranza dei morti sul lavoro sono dipendenti da aziende in appalto)
  5. In Italia ci sono circa 800 contratti pirata : cioè, non essendoci una legge sulla rappresentanza e rappresentatività dei lavoratori, le aziende fanno costituire sindacati di comodo dei lavoratori e con loro fanno contratti nazionali con salari e normative  capestro che dopo applicano ai propri dipendenti .
 Quindi quello che avviene con le morti sul lavoro ,non è per colpa della sfortuna… oggi sotto accusa c’è un intero meccanismo di sviluppo distorto. I datori lavoro (anche quelli che avrebbero le risorse per fare innovazione e prevenzione) investono poco nell’innovazione “alta”, nella prevenzione sugli impianti “alla fonte”, ma preferiscono investire i loro capitali in attività speculative più vantaggiose, e cercano di essere competitivi sui mercati , oltre che con salari bassi, anche riducendo i diritti, con un mercato del lavoro frantumato e precario, dove chi lavora è costretto ad accettare carichi di lavoro sempre più stressanti, e spesso a lavorare a rischio infortuni e morire.
E’ sparito il senso sociale del lavoro stabilito dalla nostra Costituzione  con una classe capitalista che non solo  non ha il senso della solidarietà ed utilità sociale del lavoro, come stabilisce  la nostra Costituzione…ma  ignorano  di proposito il bisogno di sicurezza e prevenzione della salute nei luoghi di lavoro, considerano i danni psicofisici di chi lavora , i 600.000   infortuni sul lavoro ed i 1000 morti annui,   come un prezzo inevitabile da pagare non per più competitivi   nella globalizzazione sui mercati mondiali… cosa che potrebbe avvenire solo tramite investimenti intensi anche sulla sicurezza... ma  al solo  fine di fare più profitti ed investire i propri capital in attività speculative senza rischio di impresa.
Dobbiamo quindi prendere atto che gli “omicidi bianchi” sono causati dal sistema economico patologico, illecito, cinico, incostituzionale del neoliberismo.
Ma per combattere i massacri  che stanno  avvenendo nei luoghi di lavoro oltre a cambiare completamente il sistema legislativo sopra menzionato, abrogando  (anche tramite un referendum) la legge Iobs Act e la legge n. 30, la legge sugli appalti, i contratti pirata, perché altrimenti (come già detto) i lavoratori precari sono soggetti ad accettare ogni vessazione, lavorando in condizioni di insicurezza ... credo che sia necessaria anche e soprattutto un’azione sindacale  straordinaria diretta e coordinata , con :
  • una diffusa iniziativa di lotta sui luoghi di lavoro che, da una parte, deve creare una nuova cultura di rifiuto di ogni lavoro a rischio da parte di chi lavora, sviluppando una contrattazione continua giornaliera da parte delle RSU/RLS su tutta l’organizzazione del lavoro…;
  • una diffusa iniziativa di lotta a livello generale sulle cose che ho sopra elencato ... ma il sindacato oggi appare molto  debole si accontenta  delle cose dette da Draghi   (non riesce nemmeno a proclamare uno sciopero generale nazionale) ma soprattutto è ridotto a cercare di gestire in termini assistenziali le ricadute negative sui lavoratori delle scelte fatte dai datori di lavoro e governi ;
  • Il Sindacato deve tornare nelle aziende e ripartire come facevamo  negli anni 70,  dalle indagini sulla soggettività operaia in merito ai rischi esistenti, e tornare a  contrattare  tutta l'organizzazione del lavoro andando a decidere come si lavora, con quale sicurezza, con quanti organici con quali orari , per cosa si lavora, con quali investimenti...  senza delegare (come invece sta avvenendo) la questione della prevenzione e sicurezza agli Organismi di Controllo (ispettorati, Inail, ASL) che sono necessari ma del tutto insufficienti.
Umberto Franchi già Dirigente Sindacale CGIL

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