Il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale sostiene i metalmeccanici di Fiom, Fim e Uilm che hanno proclamato lo sciopero generale unitario per venerdì 28 marzo al fine di riaprire le trattative sul contratto nazionale di categoria ferme dal 12 novembre per l’intransigenza della controparte padronale.
La posizione dei datori di lavoro evidenzia la volontà di mettere in discussione l’esistenza stessa del contratto nazionale, la tutela dei diritti dei lavoratori, delle loro condizioni di lavoro e salariali. L’intransigenza padronale, di fronte ad un’inflazione cumulata del 18%, sostiene nei fatti un programma di riduzione del potere di acquisto dei salari e delle retribuzioni. Le ultime stime dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) ci dicono che i salari reali in Italia nel 2024 sono stati inferiori dell’8,7% rispetto a quelli del 2008, il peggiore risultato tra i Paesi del G20.
Le necessità del Paese è, al contrario, quella di sostenere il valore del lavoro, i diritti sociali, la sicurezza dei lavoratori, l’adeguamento dei salari anche per sostenere la domanda interna e la ripresa di una attività produttiva in difficoltà particolarmente negli ultimi due anni.
Sostenere la lotta dei lavoratori vuol dire battersi per una società più solidale e, per questo, più giusta.
La Presidenza del CDC