Opposizione, opposizione, opposizione… ??

di Corrado Fois - liberacittadinanza.it - 25/10/2022
Ogni ridere nasce dalla sussunzione paradossale e dunque inaspettata – Schopenhauer

Letta

Esiste un principio di fondo nel codice etico di ogni istituzione: chi la guida deve esprimere competenza e consistenza. Il primo concetto afferisce a ciò che siamo nell’interezza del sapere e dunque la conoscenza, la capacità applicativa, la consapevolezza piena di ogni decisione e delle sue conseguenze. La consistenza, per bilanciamento, attiene al campo della tenuta umana e quindi si esprime nella tenacia, nella disciplina attuativa, nella continuità d’azione. Questi due pilastri – essenziali - sostengono l’architrave, altrettanto necessario ad ogni guida, cioè il comportamento proattivo. Esso consiste nel generare in sé e negli altri fiducia, positività e costruttività determinando la partecipazione, fondamento di ogni risultato.

Quando abbiamo questa composizione solida, abbiamo un leader che copre appieno il proprio ruolo. Che poi il leader, pure compiuto perfettamente, e la sua parte vinca o perda è invece faccenda altra.

Come sappiamo in qualsiasi meccanismo competitivo, in questo caso la politica, oltre al soggetto Noi esistono altri tre vettori, gli Altri, il Contesto, i Fatti contingenti e specifici. Pensiamo ad un leader forte come era ad esempio Togliatti. Non vi è dubbio che egli esprimesse competenza consistenza e proattività eppure non vinse mai. Nel dopoguerra gli altri/il contesto/i fatti gli erano avversi. Eppure, pur perdendo, seppe coagulare intorno a sé per un decennio un aggregato complesso composto di grandi personaggi dando al suo Partito – che poi abitò per 50 anni nell’opposizione – una solidità profonda e radicata nel territorio ed un ruolo cruciale nello sviluppo del Paese. Pensiamo, naturalmente, a Berlinguer. Un compiuto leader, carismatico pur essendo schivo e scevro di ogni forma retorica.

Che oggi Enrico Letta dichiari di farsi da parte non è solo l’inevitabile conseguenza di una serie di decisioni errate, è anche il prodotto della sua intelligenza e della sua indiscutibile cultura. Sa di non essere adeguato a gestire il ruolo di guida dell’opposizione. Che egli la dichiari con un’iterazione forte, opposizione-opposizione-opposizione, fa fine e non impegna… assunto che comunque non può essere lui a guidare il passaggio da questa forma retorica alla compiuta attuazione.

Nella sua storia politica non c’è traccia di sostanza oppositiva.

E’ cresciuto nell’area DC, si è inquadrato nella Margherita, è entrato nel Pd dopo la fusione. E’ emerso come Presidente del Consiglio nel compromesso di un larghe intese progettato da Gianni Letta e da Berlusconi per far sopravvivere Forza Italia già esangue. E’ stato esautorato da un suo collega di parte democristiana, Renzi. E’ tornato come segretario del Pd perché Zingaretti, onest’uomo nato nella FGCI, era stato sopraffatto dal suo stesso partito ( mi vergogno che nel Pd si parli solo di poltrone ). Letta ha poi fondato la sua strategia politica sulla scia dell’ipotesi prodiana, anch’egli ex DC, di un altro format larghe intese che imbarcava tutto ed il suo contrario.. squagliandosi poco dopo come un calippo al sole, sia nel caso di Prodi allora che di Letta adesso.

Una simile storia personale non è quella di un leader dell’opposizione, dunque prima Letta se ne va, prima si comincia a ricostruire. Spero che anche in questa circostanza prevalga la sua intelligenza e non finisca col diventare lo scatolone che ingombra l’entrata. Faccia dunque un passo concreto ed utile: anticipi il congresso a subito, dimettendosi. E cortesemente, lasci perdere lo spirito di servizio a cui non crede nessuno, per conto di nessuno. Comunque scelte sue.

La mucca nella stanza

Non solo la destradestra - che si contorce tra giuramenti della sora Giorgia alle camere e trappoloni tesi dalla mummia e dal sarchiapone- ma anche l’opposizione ha un corpulento ruminante che trotterella per casa.

Come diamine si farà questa opposizione? Boh.. non lo sa nessuno! Conte è stato paracadutato in politica direttamente sulla seggiola del leader, Calenda è cresciuto ad OrzoBimbo bimbumbam, Fratoianni è nuovo alla conduzione ed è tutto da scoprire… comunque troppo divisivo.

Siamo in piena e confusa debolezza. Non c’è un partito della sinistra, ben tristemente lo sappiamo, non c’è unità di formule e non c’è nemmeno un comune sentimento, assunto che qualcuno non è al governo senza essere all’opposizione. Soprattutto non c’è un leader.

Ora: non è che io intenda dire che un uomo solo faccia la differenza, ma è ovvio che al volante uno solo deve stare altrimenti percorrere la strada in linea retta diventa un problema.

Proprio su questo punto, esattamente sulla leadership entra il nome di Conte. Ora è lui la mucca nella stanza ed in questa condizione, che non ha scelto, può dare latte come produrre altro.

Ovviamente non dipende solo da lui. Dipende principalmente dall’atteggiamento che assumerà il Pd. Se come temo questo partito non sarà capace di produrre un segretario in grado di dare identità ed unità all’opposizione - l’unico sarebbe Orlando ma ne ha il carisma?- il Pd dovrà superare le proprie abitudini autoreferenziali e sostenere un ruolo guida interpartitico da attribuire appunto a Conte, producendo di fatto una coalizione. Dubitarne è obbligo.

E quindi? Quindi temo che il governo Meloni potrà contare, prima che nella solidità che non ha, nella friabilità dell’opposizione, come correttamente osservava qualcuno nei vari dibattiti in corso. I primi 100 giorni non avranno un avversario consapevole, chiaro, diretto e concreto.

Gli esordi del primo governo italiano guidato da una donna ( a proposito.. in UK i conservatori schierano un indiano, mostrando che il paradigma della destra va riesaminato ) saranno scanditi da proclami e conditi da critiche personalistiche troppo fragili per dare sostanza al fronte antagonista. Ovvio i personaggi messi sul proscenio dal governo offrono, per loro stessa natura, il fianco a frizzi e lazzi, ma con questi ci fai chiacchiere ad una cena stile Jep Gambardella, di certo non crei e non mostri capacità alternativa.

Mettiamo per un attimo in subordine le bollette, pensiamo al tema Ucraina come esempio dei rapporti posizioni del governo/ alternative dell’opposizione.

Il neogoverno si affretta a sposare Zelenskj e tutto l’insieme della strategia atlantista. L’opposizione che farà? Manifestazioni con lo slogan la pace la sceglie l’Ucraina? Ma va! Ovvio, la pace ed il trattato che la sigla la sceglieranno Ucraina e Russia. Sono i due belligeranti e dunque spetta loro aprirsi al dialogo e negoziare. Noi possiamo giusto dire un ecumenico stop the war come fa Papa Francesco, ma poi resta un punto oggettivo: le armi si mandano o no?

Conte la pensa in un modo chiaro – piaccia o no – ma con quello che vedo e leggo non so proprio se riuscirà a coagulare l’opposizione sul tema. E sull’Iran, chi fa caso alla rivolta popolare in quel Paese disastrato? Perché vedo tutti bravi a sostenere guerre tra nazioni in nome del diritto internazionale, ma ne conto pochi che sostengano le guerre di liberazione nei paesi che non hanno nemmeno un diritto privato.

Ed ancora.. come si pronuncerà l’opposizione sull’allargamento della Nato, sui rapporti con la Cina, sulla gestione dei flussi migratori nel quadro del complessivo tema delle diseguaglianze..

Non esiste coesione ideologica e fattuale nei partiti all’opposizione. Sono lì solo perché hanno perso, senza sapere esattamente che fare nella scomoda, ma essenziale posizione antagonista.

Temo che nei primi cento giorni vedremo un governo che bene o male produce decisioni in un vuoto pneumatico riempito solo di ..Pippo ha un procedimento, Pluto e Paperino sono bigotti e via così. Senz’altro vero, ma da 1 a 10 cosa gliene fotte agli Italiani di questo chiacchiericcio? Così non si mostra alternativa, ma solo nervosismo.

Ed ecco – per interessi di bottega/ditta e discutibile spirito di servizio - buttati a mare i primi mesi di opposizione. Ovviamente se il governo non ha contrappesi programmatici, l’unico piano d’azione esistente sarà il suo. L’unica cosa tangibile e misurabile agli occhi del Paese sarà la sua pratica gestionale. Il resto è nulla. Possiamo solo sperare che inciampino nella loro stessa pastetta. Non mi sembra granché come linea di condotta.

Mentre sora Giorgia giura solennemente fedeltà alla Repubblica ed ai suoi valori, incluso l’antifascismo di facciata che ben conosciamo, Enrico il Sereno dovrebbe consegnare le proprie dimissioni e consentire l’unica cosa vera e seria che serve: un dibattito libero ed aperto ad altre forze, per costruire una comune opposizione. Attività che comunque richiede tempo in un quadro che non ne regala. Lo farà? Mah. L’ennesima incertezza in un quadro che fa venire in mente solo domande e non offre alcuna risposta.

Detta la mia ed in coerenza coi tempi, saluto i ConCittadini romanamente.

Se vedemo.

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