La Procedura d’infrazione della UE per DEFICIT ECCESSIVO scatta al superamento del famoso parametro del 3% su base annuale, parametro peraltro che ricordo non avere alcun valore ‘scientifico’…
Ma tant’è, ISTAT e Eurostat ieri hanno dichiarato che il DEFICIT italiano a fine 2025 è stato al 3,1% sul PIL e che quindi l’Italia permane in procedura d’infrazione, come peraltro anche altri 9 Paesi. La prima cosa da considerare è che lo sforamento evidenziato esattamente è stato del 3,073% (arrotondato per prassi al 3,1%). Trattasi di poche centinaia di milioni di euro su una spesa pubblica di oltre 930 miliardi di euro annui … Se avesse voluto, Giorgetti avrebbe potuto facilmente operare alcune (piccole) manovre per rientrare nel 3%. E allora nasce evidentemente il ‘sospetto’ che il Governo abbia optato di restare sotto Procedura per avere sempre da ridire sulla perfida UE che vuole strangolare i suoi Paesi più ‘spendaccioni’…
Ma il vero problema è che ancora una volta di più sembra che a ROMA anon abbiano bene compreso che È GIUNTA L’ORA di aVERE LA VOLONTÀ DI OPERARE UNA VERA RIFORMA FISCALE , incentrata su una ormai urgentissima REDISTRIBUZIONE DI RICCHEZZA all’interno del Paese, anche avuto riguardo alle CIFRE AFFERENTI ai REDDITI DENUNCIATI proprio in questi ultimi giorni, dai quali si evince che in realtà l’ITALIA avrebbe tutte le risorse per ‘aggiustare’ il proprio Sistema Tributario, caratterizzato da un’enorme ECONOMIA SOMMERSA e da un’altrettanta enorme EVASIONE ED ELUSIONE FISCALE . Si tratta, come noto, di un centinaio di miliardi annui.
Se è vero che il nostro DEBITO PUBBLICO ammonta ormai a circa 3.100 miliardi di euro (al 137% sul PIL), secondo nella UE alla sola GRECIA e secondo nel Mondo al solo GIAPPONE, è però anche vero che gli italiani detengono globalmente, tra valore dei risparmi e valori immobiliari, circa 12.500 miliardi di euro! Il problema è che queste ricchezze sono MOLTO ACCENTRATE (recenti statistiche ci dicono che appena il primo 5% di nostra popolazione detiene circa la metà di tutte queste ricchezze…).
Non dovrebbe essere ‘scandaloso’ da parte di un Governo SAGGIO adottare un piano di ristrutturazione della ricchezza interna, REDISTRIBUENDO a cascata, dalle fasce più benestanti ai ceti più popolari. Ciò farebbe ripartire i CONSUMI che sono ormai in stallo da troppi anni e che lasciano milioni di persone in POVERTÀ ! Ma occorre FARE PRESTO, in quanto è ormai più che evidente che il FUTURO che ci attende non sarà rose e fiori…
Maurizio Sbrana.

