Mattarella è indegno di occupare il posto che occupa (come tanti altri in Italia, peraltro).
Questo caso specifico (Minetti) però forse c'entra poco.
E' probabile che sia stato messo in mezzo e raggirato, da quel ceffo di Nordio e dal residuo cerchio magico berlusconiano, con i loro scheletri nell'armadio di cui Minetti è abile custode.
Comunque è stato Mattarella a rimettere tutto in discussione, per merito ovviamente del giornalismo d'inchiesta del Fatto Quotidiano, l'unico giornale degno di questo nome, che esiste oggi in Italia.
La verità è che la sconfitta al referendum ha prodotto una disgregazione del blocco di interessi e di potere che teneva insieme il centro destra, i cui componenti di spicco stanno cadendo ad uno ad uno come birilli.
Il prossimo sarà proprio Nordio.
Evidentemente il fuoco covava già sotto la cenere e la Meloni non è più il cavallo vincente su cui scommettere.
Potrà essere competitivo un polo alternativo?
Allo stato attuale c'è da essere scettici, con il cancro del PD che dovrebbe fare da perno dell'alternativa.
La gente che non va più a votare (e che invece ci è andata al referendum) non ci tornerà nemmeno la prossima volta, se non si tornerà a parlare chiaramente di quattro S: 1)Sanità, 2)Stato Sociale, 3)Sicurezza del e sul lavoro, 4)Sprechi (spostamento di risorse dalla spesa inutile, compresa quella militare, al benessere sociale).
Che poi queste quattro S sarebbero riassumibili in una sola, quinta: SOCIALISMO.
Un programma di stampo socialista, guidato e garantito da un non PD (ma per es. Conte), farebbe tornare alle urne anche me.
Le probabilità che accada sono ridotte al lumicino, con quei ceffi del PD a stoppare.
Mah, staremo a vedere.
Prof. Giovanni Scavazza.

