L’EMERGENZA AMBIENTALE

di Umberto Franchi - 09/02/2022
L’EMERGENZA AMBIENTALE, LA NUOVA LEGGE CHE MODIFICA L’ART.9 E 41 DELLA COSTITUZIONE, ED IL RUOLO DEI MOVIMENTI SOCIALI.
Bisogna prender atto che il cambiamento climatico sta assumendo  un andamento irreversibile. Ce lo dicono gli scienziati a partire dai  glaciologi.
Ma chi come il sottoscritto da molti anni, per le vacanze si reca sulle dolomiti, può vedere direttamente come  i ghiacciai continuano ad arretrare e non torneranno più come prima... e così le calotte polari.
Tutto l’emisfero boreale si sta sciogliendo il permafrost, libera quantità sterminate di metano (un gas di serra 20 volte più potente della Co2). E altro metano viene sprigionato dal riscaldamento dei fondali artici;
La conseguenza  non  sarà solo l’innalzamento del   livello del mare... ma cambieranno le correnti marine, a partire da quella del Golfo; ed anche  quelle dell’area , con  i monsoni, alterando completamente l’assetto climatico del pianeta. Mentre nelle aree tropicali e temperate,  avanzerà ovunque il deserto.
Gli eventi estremi si stanno  moltiplicando.  In Italia  siamo in presenza sempre più spesso di bombe d’acqua  che quasi sempre si a trasformano  in allagamenti, crolli tracimazioni ed altri disastri.
Il mondo in cui vivranno i nostri nipoti, ma forse già i nostri figli, se non anche alcuni di noi, non sarà più quello che conosciamo; sarà molto più ostico e renderà a tutti la vita molto più difficile, e a molti impossibile… e sarà pieno di guerre e conflitti per spartirsi le risorse residue esistenti nel Mondo.
Gli allarmi periodici  lanciati dall’IPCC sembrano sempre  destinati a rimanere  inascoltati... ed è  anche altamente improbabile che questo processo si arresti con le  proteste dei ragazzi  lanciati da Greta Thunberg.
La pochezza degli obiettivi fissati al Cop 26 nel novembre del 2021 a Glasgow,con : con la decarbonizzazione ed il taglio  del 45% entro il 2030 e zero emissioni entro il 2050; con il Target ad 1,5 gradi nonostante gli allarmi lanciati dalla scienza sulla necessità di restare sotto 1 gradi per evitare il  pericolo di non ritorno e  senza aiuti ai Paesi meno sviluppati, non da nessuna garanzia di interventi propositivi s sulle prospettive climatiche.
Gli impegni  sono insufficienti, e probabilmente nemmeno quelli verranno rispettati.
Cosi Il tempo sta passando  e tutti i cambiamenti in corso stanno subendo un’accelerazione imprevista..
L’unico aspetto positivo dell’ultima Conferenza Cop 26, riguarda di cooperazione tra USA e CINA sulla lotta alla crisi climatica, ma anche quell’accordo può restare solo un intento di buone intenzioni.
Eppure già  nel mese di novembre 2019 11.258 scienziati di 153 Paesi, di cui 250 Italiani,  hanno lanciato l’allarme emergenza climatica, che incombe sul Pianeta, pubblicata anche dalla rivista “Bioscienze”, proponendo sei immediati azioni che i governanti dovrebbero prendere come base di riferimento e recepire . Esse sono :
  • Sostituzione dei combustibili fossili con fonti rinnovabili;
  • Riduzione rapida di emissioni di metano, di polveri sottili, idrofluoro carburi ed altri inquinanti per ridurre del 50% in 10 anni la tendenza al riscaldamento globale;
  • Ripristinare e proteggere gli ecosistemi come le foreste dell’Amazzonia, le praterie ,ecc...;
  • Cambiare stile di vita nel mangiare passando da una dieta basata sulle carni rosse a quella più bilanciata a base di vegetali... ciò al fine di ridurre le emissioni di metano e gas serra;
  • Convertire l’economia basata sul carbon-free e non sulla crescita del PIL , sfruttando gli ecosistemi in modo da mantenere la sostenibilità delle risorse della biosfera;
  • Invertire la rotta della crescita della popolazione umana (200.000 al giorno) e garantire la giustizia sociale ed economica.
. Ma nonostante l’emergenza climatica e la crisi generata dalla pandemia di Covid,  esiste sempre il problema di fondo:  come è possibile  creare le condizioni di una sopravvivenza comune, senza  il saccheggio del pianeta e riconvertire l’economia in senso ecologico ambientale ?
In realtà quello che nel Mondo prosegue è  la difesa di un Sistema di sviluppo incompatibile con l’ambiente ma che è molto difficile da cambiare se non si mettono in discussione gli interessi economici dei grandi gruppi multinazionali ed imperialisti… quindi prevale di fatto un negazionismo della realtà di crisi climatica,  che  da una pare  ha causato  la tragedia del fuoco in Amazzonia voluta da Bolsonaro… e dall’altra  il negazionismo di color che non decidono azioni adeguate  e finiscono per farne parlare il meno possibile … i problemi sono altri:  “il problema è la crescita”… infine e c’è un negazionismo opportunista che dice tutto e il contrario di tutto ma che vede nell’economia verde “Green economy, il business   da sfruttare per fare più profitti, come sta avvenendo in Italia con la cosidetta transizione ecologica.
Ora con l’approvazione alla Camera della modifica costituzionale in merito alla tutela dell’ambiente, si attribuisce alla Repubblica , oltre alla tutela del patrimonio paesaggistico, del patrimonio storico ed artistico della nazione ,già previsto nell’art. 9 della Costituzione, anche la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi.. nonché la necessità che la salute e l’ambiente siano da assicurare da parte dell’economia, come la sicurezza, la libertà e la dignità umana.
Tutto bene allora ?
Ora,  tutti sanno che una catastrofe è alle porte, ma hanno anche capito che per fermarla bisognerebbe cambiare alle radici l’organizzazione economica e sociale, e non sono disposti a farlo e non esiste un movimento operaio nei luoghi di lavoro capace di mettere in discussione il come ed il per cosa si lavora .
 Il governo Italiano, già  nel definire la legge “PNRR” ,ripresa successivamente dalle misure del dopo Covid, ha stabilito di fronteggiare l’emergenza climatica attraverso ecobonus ed altre misure fiscali a favore dell’energia pulita , riduzione delle emissioni, risparmio energetico, mobilità … ma è poca cosa.
Credo però che sia una pura illusione pensare che queste proposte possano essere portate avanti dall’”alto”, solo cambiando la legge da parte del governo senza una mobilitazione reale dal basso... senza riattivare la rinascita del movimento operaio e la sua capacità di contrattare e stabilire , a partire dalle grandi aziende, il “come si lavora e per cosa si lavora, per chi si lavora “... e senza riattivare nei territori    le risorse umane, culturali,   fisiche, economiche e sociali.
Penso che senza lo sviluppo di un grande movimento di lotta che sappia coniugare la battaglia per i  miglioramenti sociali, economici, i diritti,  assieme ad un progetto di conversione e cambiamento dell’economia, sia del tutto illusorio  pensare che il cambiamento partirà dall’alto con lo sviluppo del business basato sulla Green economy.
 Il cambiamento se ci sarà non potrà che essere  promosso  e sviluppato,  dal basso: ancora una volta dalla centralità della classe operaia, che dovrà combattere anche contro  la ricetta di Carlo Bonomi e di Draghi ,  che  di fatto continuano hanno continuato a  togliere “lacci e lacciuoli” ed ogni regola agli appalti ed inoltre che il 70%   dei 240 miliardi   di euro del Recovery Plan , sono andate  alle imprese, perché sostengono che  sono esse a creare lavoro e non lo Stato e non chi lavora... continuando così nella vecchia logica di  lor signori con al centro degli interessi generali,  il solo il profitto...
Credo quindi  che solo con i movimenti sociali, politici  e sindacali, sia possibile a partire dai luoghi di lavoro,  reclamare  un forte ruolo dello stato in economia con piani di conversione ecologica.
Servono  movimenti in Italia , in Europa e nel Mondo,   di ampio respiro  Che obblighino le imprese a convertire  e  gli  Stati  in modo prioritario,  ad avere un ruolo fondamentale nell’indirizzo e gestione dell’economia e le sue finalità.
Umberto Franchi già Dirigente Sindacale CGIL

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