La legge per tornare al nucleare in Italia è in vigore dal 15 ottobre. Chi sottovaluta questa legge sbaglia, può creare problemi molto seri. Un entusiasta assessore della Lombardia ha già chiesto di installare 6 Smr, il primo a Brescia. Reattori che nessuno ha mai visto, lui compreso.
Il nucleare è stato bocciato in due referendum (1987, 2011) dalla maggioranza dei cittadini. C’è chi sostiene che sarebbe passato molto tempo dal voto. Sentiamo dalla Corte costituzionale cosa ne pensa, visto che ha bocciato la manomissione dei risultati dei referendum con la sentenza 199/2012. L’argomento del tempo trascorso è opinabile, nessuno si sorprende se una legge è in vigore per decenni, invece un risultato referendario dovrebbe scadere come una bottiglia di latte? La legge si può cancellare nella prossima legislatura, altrimenti resterà solo la via di promuovere il terzo referendum abrogativo, da proporre entro il 30 settembre 2027 per votare nel 2028. Il ministro sostiene che i decreti attuativi arriveranno presto, ma anche questo è incostituzionale perché l’articolo 76 dice che “la funzione legislativa non può essere delegata al governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi”. In questa legge non ci sono principi, né criteri direttivi, su questo le opposizioni hanno posto la pregiudiziale di costituzionalità. Le vecchie centrali (mai costruite grazie al referendum del 2011) oggi vengono dipinte come pericolose, mentre quelle della legge Meloni/Pichetto non avrebbero problemi solo perché più piccole (Smr). Ignoranza o cacciaballe ? Gli Smr sono centrali nucleari da fissione come quelle grandi. Qualche valvola più sicura, una produzione (forse) standardizzata non cambiano la sostanza, gli Smr sono pericolosi per l’ambiente e per la vita, occupano spazio, creano scorie radioattive.
Scorie che oggi non sappiamo dove mettere visto che questo governo ha bloccato il lavoro fatto fino a 4 anni fa, rinviando di 10 anni la scelta dei depositi delle scorie: quelle che richiedono 3/400 anni per decadere e quelle pericolose che ne richiedono migliaia. Queste “piccole” centrali costano molto, il prototipo Usa è stato abbandonato per i costi, e produrranno elettricità a costi non convenienti. Le banche d’affari confermano che fotovoltaico ed eolico producono già adesso elettricità con costi che sono fino a un quarto del nucleare. Il governo ha ammesso che le prime centrali costeranno molto e i tempi sono già al 2041. Non esiste in Occidente una centrale per poter verificare: i costi (compreso lo smantellamento), i tempi di realizzazione, la sicurezza del funzionamento (lavoratori, abitanti, ambiente), la formazione del personale, la guardiania visti i lampi di guerra, l’accettazione degli abitanti, ecc.
Il nucleare non serve per alleggerire l’attuale esplosione dei prezzi dei prodotti petroliferi, causata dalla guerra scatenata da Trump che non ha chiuso quelle che ha trovato ma ne ha aggiunta una con l’Iran. Trump ha incendiato il mondo e pensa al prezzo del gasolio negli Stati Uniti per ragioni elettorali. Il governo Meloni ha aggiunto il blocco di fatto delle autorizzazioni per gli investimenti nelle energie alternative. Sul sito di Terna ci sono richieste di allacci per le rinnovabili per centinaia di GW in attesa del via libera per costruire gli impianti. Terna sta ammodernando la rete elettrica e costruendo punti di accumulo dell’elettricità da usare quando serve ma occorre molto di più. L’Europa concede all’Italia 14 miliardi per ridurre l’uso del fossile, vanno investiti nelle fonti rinnovabili e nella distribuzione con accumulo, in parallelo vanno riviste le norme per i nuovi investimenti. La legge Meloni/Pichetto va cancellata come quella Berlusconi/Scajola.


