ADERIAMO ALLO SCIOPERO

di Francesco Baicchi - 13/12/2021
Aderiamo e invitiamo a sostenere lo sciopero generale, iniziativa di una parte ampiamente rappresentativa del mondo del lavoro, auspicando che sia possibile una rapida ricomposizione dell’unità sindacale

La quasi unanime alzata di scudi contro lo sciopero indetto da CGIL e UIL, enfatizzata dai grandi mezzi di informazione, non può che essere respinta da chi, come noi, si riconosce nella società democratica e partecipativa delineata dalla nostra Costituzione, che non nega il conflitto sociale e garantisce il diritto di sciopero come strumento di riequilibrio del rapporto ineguale fra lavoratori e imprese. Per questo intendiamo manifestare la nostra adesione e il nostro sostegno a uno sciopero che rende esplicito un grave disagio ampiamente presente, e da tempo, nel mondo del lavoro e in ampi strati della nostra società, come emerso anche dal recente sciopero della scuola.

Riteniamo inaccettabile il tentativo di comprimere, se non di criminalizzare, qualunque espressione di dissenso nei confronti delle scelte governative quando appaiono inadeguate rispetto all’obiettivo, confermato perfino a livello europeo, di uscire dalla crisi economica e sociale con un modello di sviluppo che superi gli errori del passato. Una crisi che vede nella pandemia solo una delle sue cause, ma che stava già causando una inaccettabile concentrazione della ricchezza e del potere, come la abnorme crescita delle disuguaglianze testimonia. Negli ultimi decenni i salari in Italia sono diminuiti, mentre i salari europei sono cresciuti, e di molto. I numeri parlano chiaro.

Nonostante la ampia maggioranza numerica di cui il governo Draghi gode, la distanza fra alcuni dei provvedimenti assunti e quanto necessario per ridurre le disuguaglianze sociali, rilanciare una crescita economica eco-compatibile e creare nuova occupazione superando precariato e sfruttamento, è evidente.

L’annunciata riforma fiscale, che non recupera certo il principio della progressività richiamato dalla Costituzione e anzi privilegia ancora una volta i redditi più alti, pur essendo la motivazione dello sciopero non è certo l’unico elemento di un dissenso popolare che le forze politiche non sembrano in grado di interpretare correttamente.

Proprio il rispetto dei principi costituzionali, sempre più spesso ignorati, dovrebbe portare a valutare negativamente, fra l’altro, la mancata approvazione, sollecitata dalla stessa Corte Costituzionale, di una nuova legge elettorale proporzionale, la prosecuzione in forma clandestina delle trattative per la cd ‘autonomia differenziata regionale’, la spinta alla privatizzazione esasperata dei servizi pubblici (con le conseguenze già sperimentate sui bilanci delle famiglie) contenuta nel ddl ‘concorrenza’, mentre avanzano minacce tese a cancellare l’indipendenza della Magistratura, estrema difesa dei diritti dei più deboli.

In questa situazione riteniamo opportuna, oltre che legittima, la pacifica espressione del dissenso; per questo aderiamo e invitiamo a sostenere lo sciopero generale, iniziativa di una parte ampiamente rappresentativa del mondo del lavoro, auspicando che sia possibile una rapida ricomposizione dell’unità sindacale.

 

NOI PER LA COSTITUZIONE

Francesco Baicchi, Carmen Campesi, Rosella De Troia, Antonella Fattoti, Citto Leotta, Elisabetta Maestrini, Alessandro Messina, Cinzia Nicolai, Giancarlo Onor, Pancho Pardi, Paola Patuelli, Pietro Pertici, Maria Ricciardi Giannoni, Sandra Sani, Paolo Solimeno, Giuseppe Sunseri, Rina Zardetto

 

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