Manifestazioni in tutta Italia per il 18 enne morto a Udine sul lavoro

di Irene Famà, Edoardo Izzo, Marina Palumbo, Andrea Siravo - lastampa.it - 31/01/2022
Da Trento a Catania, cortei di studenti e associazioni

Studenti in piazza in tutta Italia per ricordare Lorenzo Parelli, il 18enne ucciso una settimana fa in provincia di Udine, in un incidente sul lavoro, nel suo ultimo giorno di stage. Tensione e scontri con la polizia.

Milano. Tensione al corteo degli studenti milanesi di protesta per la morte di Lorenzo Parelli. I reparti mobili della polizia di Stato sono entrati in contatto con le prime file dei giovani manifestanti quando questi hanno provato a forzare le transenne in via Pantano, in centro a Milano, messe a presidio della sede di Assolombarda. L’obiettivo degli studenti era quello di posizionare davanti al palazzo dell’associazione territoriale di Confindustria una trave in cartongesso insanguinata come simbolo della morte del giovane studente. Alla prima leggera carica con gli agenti che hanno respinto utilizzando gli scudi i manifestanti, ne è seguita una seconda più consistente dove sono volate alcune manganellate. Gli studenti, circa 150, hanno poi scelto di raggiungere piazza Fontana per un presidio dove c’è stato un minuto di silenzio per Lorenzo e un urlo di 30 secondi per esprimere la propria rabbia. «Lorenzo è stato ucciso da questo modello di alternanza di scuola lavoro dove gli studenti lavorano come operai senza sicurezza o coprono gratis i turni di lavoro di dipendi qualificati», aveva detto prendendo il microfono uno degli organizzatori da piazza Missori dove intorno alle 15.30 si sono trovati i giovani.

Roma. «Lorenzo è vivo e lotta insieme a noi». Con questo coro un corteo composto da circa 200 studenti si è mosso poco fa da piazza dell'Esquilino in direzione dei Fori Imperiali, al centro di Roma. La manifestazione, organizzata dalla sigla La Lupa: è stata indetta, così come in altre città d’Italia, per protestare contro la legge che prevede l’alternanza suola-lavoro e si inserisce nella mobilitazione nazionale in ricordo di Lorenzo Parelli, il 18enne rimasto ucciso durante lo stage in provincia di Udine. Durante la manifestazione ci sono state un po’ di tensioni: lancio di petardi e insulti alle forze dell’ordine. «Di scuola non si po' morire è tempo di riscatto», lo striscione esposto all’inizio del corteo dagli studenti. Tra i partecipanti - oltre a "La Lupa" - il Fronte della Gioventù Comunista, della confederazione Cobas, che ha indetto uno sciopero straordinario, e il sostegno dei del SI Cobas e de «il sindacato è un'altra cosa». «Siamo tutti antifascisti», «anticapitalista» e «con i nostri soldi pagano i militari» sono i cori dei giovani che si stanno muovendo verso i Fori Imperiali. Il corteo è scortato dalle forze dell'ordine. «Siamo tornati in piazza perché non ci basta quello che abbiamo fatto domenica scorsa, dopo il grande corteo al Pantheon violentemente caricato dalle forze dell'ordine, gli studenti fanno sentire di nuovo la loro voce - dice Tommaso, studente e portavoce del movimento Osa -. Siamo scesi in piazza di nuovo per dire una cosa semplice: che l'alternanza non si può riformare, che non esiste una buona alternanza, che va abolita adesso perché la morte di Lorenzo è responsabilità di chi ha introdotto l'alternanza come il partito democratico». «Questo è lo Stato che ha ammazzato Lorenzo», proseguono gli studenti parlando in mezzo alla piazza: I responsabili «hanno nome e cognomi chi con l'arte ansa ci manda a morire, come Mario Draghi, e il Partito Democratico».

Cagliari. Decine di studenti si sono ritrovati davanti al porto per ricordare il «compagno» e manifestare contro le attuali modalità dell'alternanza scuola lavoro. Poi marcia verso piazza del Carmine per gli interventi conclusivi: «Manifestiamo per portare avanti la voce di Lorenzo Parelli, e per tutte quelle persone morte sul lavoro. Senza tutele né sicurezze gli studenti, durante i progetti svolti, sono abbandonati dalle istituzioni» ha spiegato Asia Piras (coordinatrice di Eureka - Rete degli Studenti Medi Cagliari). «Siamo qua oggi per ricordare Lorenzo, vittima dell'alternanza scuola-lavoro - ha aggiunto - Ma io mi chiedo: è stato davvero un incidente? Una morte bianca? Credo proprio di no. Lorenzo è stato ucciso da un sistema di sfruttamento. Un sistema che ci costringe a lavorare gratuitamente, senza formazione, senza sicurezza. Abbiamo fatto le nostre 8 ore di corso sulla sicurezza obbligatorio e poi ci hanno dato in pasto ad aziende pagate per assumerci, senza che noi vedessimo un soldo. Durante il nostro percorso di studi sacrifichiamo ore e ore della nostra vita per lavorare, anziché stare a scuola, o peggio, sacrifichiamo il nostro tempo libero. Ci danno lavori inutili o alienanti, che spessissimo non hanno nulla a che vedere con quello che studiamo. Ci privano della nostra vita sociale, dei nostri interessi, delle nostre passioni per costringerci a lavorare come i nostri nonni». Ancora proteste. «Perché noi - ha continuato Piras - non abbiamo scelta, se non completiamo il percorso di alternanza fino all'ultimo minuto ci possiamo scordare di essere ammessi all'esame di stato. È un ricatto. E oggi questo riscatto l'abbiamo pagato col sangue. Lorenzo era uno di noi, aveva 18 anni. Dobbiamo alzare la testa, altrimenti lui sarà solo il primo di tanti. Dobbiamo lottare in onore di Lorenzo e rivoluzionare il sistema. Perché tutto questo non è scuola e non è lavoro».

Torino. Tensioni in piazza Arbarello durante la protesta studentesca. Duecento ragazzi hanno organizzato un presidio di protesta contro l'alternanza scuola lavoro dopo la morte di Lorenzo, il 18enne deceduto venerdì scorso a Udine durante l’ultimo giorno di stage. Gli studenti, intenzionati a fare un corteo nonostante le restrizioni previste dalla zona arancione, hanno cercato di forzare i cordoni delle forze dell'ordine schierate a bloccare l'intera piazza. Ci sono stati alcuni lanci di pietre, uova e bottiglie di vetro a cui la polizia ha risposto con alcune cariche.

Napoli. Momenti di tensione si sono registrati nel pomeriggio in piazza dei Martiri a Napoli, dove è in corso una manifestazione organizzata dall'Unione degli studenti. Nei pressi dell'ingresso di Palazzo Partanna, sede dell'Unione degli industriali di Napoli, i manifestanti hanno tentato di forzare il cordone delle forze dell'ordine a protezione dell'ingresso del palazzo, gli agenti hanno però risposto con un carica e colpi di manganello I manifestanti si sono quindi spostati verso la vicina piazza Vittoria e il lungomare.

Trento. Una settantina di persone, tra studenti, esponenti politici e portavoce di associazioni locali, hanno manifestato in via Verdi, a Trento, contro la legge che prevede l'alternanza scuola-lavoro. L'iniziativa, promossa dall'Unione degli universitari di Trento (Udu) e dalla Rete degli studenti medi, si inseriva nell'ambito della mobilitazione nazionale in ricordo di Lorenzo Parelli, il 18enne rimasto ucciso durante lo stage in provincia di Udine. Hanno aderito alla manifestazione Cgil, Cisl e Uil del Trentino, Unitin, Futura Trento e le sezioni provinciali di Arci, Anpi, Arcigay, Rifondazione comunista e Forum Mimmo Lucano. «Quanto accaduto a Udine è un fatto gravissimo e una tragedia, ma è anche sintomatico di un sistema sbagliato, da cui emergono due grandi emergenze per il Paese: la questione della sicurezza sul lavoro e gli stage scolastici. Gli studenti vengono mandati in luoghi di lavoro che troppo spesso non sono sicuri, con una logica sbagliata di sottrarre ore di studio a favore dell'inserimento in un'azienda per lavorare gratis», ha spiegato  il portavoce di Udu, Federico Amalfa.

Catania. Circa 300 studenti stamani sono scesi in piazza Catania per protestare per la morte di Lorenzo Parelli. Il corteo, partito da piazza Roma, ha attraversato la città e la manifestazione si è conclusa davanti la sede di Confindustria. "Di scuola-lavoro non si può morire" è stato lo slogan del corteo, partito da Piazza Roma e arrivato davanti alla sede di Confindustria. I manifestanti hanno contestato il modello dell'alternanza scuola-lavoro e sottolineato la «totale mancanza di tutele e sicurezza per gli studenti impegnati in percorsi che li vedono lavorare gratuitamente e senza limiti orari giornalieri».

Terni. Manifestazione anche a Terni nell'ambito della giornata di mobilitazione organizzata a livello nazionale. Il corteo di studenti, docenti e personale Ata, partito dall'Itis, ha attraverso il centro città con lo striscione di apertura "Di scuola-lavoro non si deve morire", transitando davanti all'Ufficio scolastico provinciale e ad alcuni istituti superiori. A promuovere la manifestazione sono stati il Movimento studentesco, l'Unione degli studenti, la federazione Gioventù comunista, il centro sociale Cimarelli, mentre lo sciopero del personale docente è Ata delle scuole superiori è stato proclamato dal sindacato Cobas della scuola. Le piattaforme rivendicative dello sciopero e della manifestazione sono state consegnate da una delegazione formata da due studenti, un docente e un assistente tecnico, ricevuta dal prefetto Emilio Dario Sensi.

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