La guerra in Ucraina si può concludere in modo definitivo e a condizioni che tutelino la sovranità dell’Ucraina e rispondano alle preoccupazioni di sicurezza della Russia, gettando le basi per un ordine disicurezza europeo duraturo. Nei giorni in cui si avvia un nuovo ciclo di negoziati in Norvegia, ho formulato la proposta di un accordo di pace a pacchetto unico, che andrebbe firmato da Kiev e Mosca, adottato dal Consiglio disicurezza Onu e garantito dai suoi cinque membri permanenti e da altri Stati che vorranno aderire.
La proposta si ispira al Principio della sicurezza indivisibile sancito dall’Atto finale di Helsinki e dalla Carta di Parigi si fonda su quattro pilastri.
Il primo è la neutralità permanente dell’Ucraina, da sancire con una legge costituzionale sul modello dell’Austria nel1955. Kiev tornerebbe così ai fondamenti della Dichiarazione di sovranità del 1990: non aderirà ad alcuna alleanza militare né ospiterà basi o forze straniere di Nato, Ue o altri Stati, Russia inclusa. La neutralità non implica il disarmo: disporrà di forze armate per la difesa.
Il secondo pilastro è la prosecu-ione del processo di adesione dell’Ucraina all’Ue, come membro permanentemente neutrale sul modello irlandese. La Russia dovrà affermare che l’adesio ne è compatibile con la sua sicurezza.
Il terzo pilastro è la linea di armistizio tracciata lungo la inea di contatto tra i due Paesi alla data della firma dell’accor do. Ciascuna parte eserciterà una giurisdizione de facto sul proprio lato, nessuna riconoscerà le rivendicazioni territoriali dell’altra ed entrambe rinunceranno all’uso della forza in futuro: è una formula compatibile con le Costituzioni di entrambi i Paesi.
Il quarto pilastro è la fine dell’espansione dellaNato a Est, revocando l’im pegno di Bucarest del 2008. L’accordo deve prevedere la cessazione definitiva delle ostilità, non un cessate il fuoco temporaneo, e le disposizioni verrebbero attuate per fasi con una verifica internazionale da affidare all’Osce. Nessun elemento dovrà essere negoziato isolatamente e a nessuna delle parti deve essere chiesto di fare concessioni prima della firma.
Gli accordi territoriali di questo piano sono concepiti per rispondere alle preoccupazioni e alle rivendicazioni di entrambele parti. Gli ucraini dovranno ritirarsi dalla regione di Donetsk, che diventerebbe una zona speciale smilitarizzata dove le forze russe non potranno entrare e continuerebbe a funzionare l’amministrazione civile attuale.
La Russia si ritirerà dalla regione di Dnipropetrovsk e dal capo Kinburn e dalle regioni di Kharkiv e Sumy, parallelamente al ritiro delle forze di Kiev per creare una zona smilitarizzata.
La centrale nucleare di Zaporizhzhia rimarrà sotto il controllo russo, con la supervisione dell’Aiea, e potrà vendere all’Ucraina una quota concordata di elettricità a prezzo di costo.
Le armi pesanti e i sistemi d’attacco a lungo raggio saranno ritirati a distanze concordate e nelle regioni di confine saranno imposti limiti alle forze presenti.
La navigazione nel Mar Nero e nel Mar d’Azov tornerà libera, senza più attacchi a navi e porti. Nato e Russia concorderanno una moratoria sui missili a medio raggio in Europa, astenendosi dal dispiegare armi nucleari, ripristineranno il Consiglio Nato-Russia, normali relazioni diplomatiche, riconvocando un vertice dell’Osce dopo l’ultimo del 2010.
Le questioni relative a lingua, istruzione, culura e religione saranno risolte in base agli standard europei: il russo sarà trattato come una minoranza linguistica in Ucraina e viceversa l’ucraino in Russia.
Tutti i prigionieri di guerrasaranno scambiati, tutti i civili rilasciati e i bambini ricongiunti con i familiari. Andranno revocate le sanzioni entro il 2027, sbloccati i beni sovrani russi congelati e restituiti quelli privati sequestrati. La ricostruzioe sarà finanziata con un fondo gestito dalla Banca europea pergli investimenti con un contributo (non un risarcimento) anche della Russia.
Si ripristinerà anche il transito del gas attraverso l’Ucraina, per chiunque voglia acquistarlo e senza obblighi per l’Ue. L’Ucraina dovrà revocare la legge marziale e tenere elezioni osservate dall’Osce, e la nuova Verkhovna Rada ratificherà l’accordo.


