Alla fine è arrivata e ha sorpreso tutte e tutti
Quelli in perenne attesa del nuovo soggetto rivoluzionario, pronti a cavalcare l’onda dell’illusione
Quelli che serve la remigrazione, pronti a rivendicare piazza pulita
Quelli che capiscono perché, pronti a spiegare il giusto protocollo di una protesta democratica
Quelli che non capiscono perché, pronti a telefonare alla polizia
Quelli che la mobilitazione sociale va incanalata in obiettivi razionali
Quelli del “sapesse contessa”
E’ arrivata la rivolta delle periferie. Dura, violenta e maleducata.
Che non si è accontenta del proprio quartiere ma assalta il centro, il lusso, il decoro
Che tra un saccheggio e l’altro canta “Sono un italiano vero” di Toto Cotugno
Quella che ha messo a nudo la Milano del design, dell’apericena e delle archistar.
“Milan col coeur in man” divenuta la “Milan col Mastercard in sacca”
400mila abitanti di ceto medio-basso andati via, quasi altrettanti di ceto ricco insediatisi di recente
La città dove chi vince un concorso pubblico rinuncia per il carovita
La città dei ricchi che a chi sta ai margini offre solo precarietà, polizia e disprezzo
E un universo di rabbia profonda, senza presente né futuro
Nuovi decreti sicurezza saranno presto allo studio del Consiglio dei Ministri
Nuovi anatemi sui mass-media dichiareranno l’adolescenza e la gioventù una casistica della criminologia
Nessuno che si ponga nell’unico atteggiamento possibile:
l’ascolto profondo di chi oggi rompe una vetrina per chiedere che ci sia un domani
Marco Bersani


