Immunità o impunità parlamentare?

di Barbara Fois - liberacittadinanza.it - 07/01/2024
Questo è il busillis…

La destra di Meloni è coerente: non si smentisce mai. Anche sotto Capodanno trova il modo di fare il botto… e va be’ è una battuta cretina, se pensiamo all’affare Pozzolo, di cui sono pieni da giorni i quotidiani e i tiggì. E a questo punto sparlare di lui è come sparare sulla Croce Rossa… va bene, va bene, la smetto con questi stupidi giochi di parole: una persona è rimasta ferita e poteva finire peggio, visto che c’erano anche dei bambini. “Ora sono rovinato” sembra abbia esalato affranto il Pozzolo. Ma è inutile pentirsi dopo e questo vale anche per la Meloni, furiosa con lui per la sua sventatezza, eppure che l’uomo era inaffidabile doveva ben saperlo!! Non poteva certamente non conoscere la sua storia e la sua indole: infatti Pozzolo dal 2002 al 2007 faceva parte di Azione Giovani, da cui fu espulso da Gianfranco Fini con l’accusa di essere un “estremista verbale “.

Da Alleanza Nazionale passò alla Lega come consigliere comunale al comune di Vercelli.e poi dalla Lega, uscito per uno scontro col collega Buonanno, è approdato a FdI, nel 2012. E’ uno che, aveva ragione Fini, polemizza sempre e con chiunque, è un impulsivo e dunque è pericoloso da un punto di vista politico e diplomatico. E dunque perché lo ha candidato?? Perché mica la cosa finisce qui: durante la Pandemia ha assunto posizioni No-Vax e nel 2022 ha duramente criticato la sentenza della Corte costituzionale che dichiarava la legittimità costituzionale delle norme istitutive dell’obbligo vaccinale contro il Covid-19. Nell’aprile del 2023 ha criticato aspramente la scelta di Gad Lerner come oratore ufficiale nella celebrazione dell’anniversario della Liberazione organizzate per il 25 aprile a Vercelli. E al Capodanno 2024 si è presentato ad una festa con una mini pistola…

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Se devo essere sincera non mi frega niente se Pozzolo ha sparato o no, se quello sparo è stato un incidente o no, quello che mi ha disturbato è il fatto che si sia nascosto dietro l’immunità parlamentare per non fare lo STUB. Si tratta di una particolare analisi sui vestiti e sulle mani (un tempo c’era solo questa e si chiamava guanto di paraffina), che stabilisce se c’è traccia di polvere da sparo o no, e dunque se hai sparato o meno. Appellarsi all’immunità parlamentare è come ammettere di averlo fatto, fra l’altro, ed è un atto ulteriore di irresponsabilità e di vigliaccheria. Infatti questa super garanzia non è stata pensata, stesa e scritta per chi non ha il coraggio di assumersi le proprie responsabilità. Mi piacerebbe che fosse un avvocato, un magistrato, un giurista, una persona insomma che di leggi e di Costituzione se ne intende, a spiegarci i limiti di questo articolo 68 della Costituzione, che regola questo diritto: cosa significa, come e quando si applica e quando non si può e non si deve applicare. Leggiamolo insieme:

Articolo 68 della Costituzione (Parte II, Titolo I, Sezione I)

I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.

Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza.

Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza.

Intanto, per capirne il senso e le motivazioni, è necessario contestualizzare storicamente il motivo di questo articolo, come nasce e perché. Quando lo si scrive è finita una lunga, terribile guerra, il paese è stremato e politicamente ancora insicuro. I fascisti ci sono ancora, nonostante il Fascismo sia caduto, sono ancora presenti nelle istituzioni, negli organismi burocratici, nella Polizia e nelle Forze Armate. Usciamo da un periodo in cui non c’erano garanzie di libertà, in cui la democrazia era morta. I nostri Padri Fondatori dovevano creare delle regole che garantissero lo svolgersi democratico della vita civile, e in cui i rappresentanti dei partiti, potessero svolgere il proprio ruolo liberamente, senza costrizioni, senza minacce. Ma adesso mi pare che ci sia qualcuno che approfitta di queste garanzie, di queste immunità in modo arbitrario ed eccessivo. C’è un esempio che ci turba e impensierisce. Mi riferisco al caso del senatore Ignazio LaRussa e del suo figlio più piccolo Lorenzo Apache.

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Questa estate il ragazzo è stato coivolto in un caso di stupro, ancora all’esame degli inquirenti, in cui una sua coetanea ed ex compagna di scuola si è svegliata, la mattina dopo una serata in discoteca, nel letto del giovane LaRussa, che le ha rivelato che durante la notte avevano fatto sesso, anche con un suo amico dj. Peccato che la ragazza non ricordasse nulla, si sentisse completamente confusa e scioccata. Lei sostiene di essere stata drogata e di non ricordarsi proprio niente. Ma il punto non è questo. Il punto è che alla polizia, a cui la ragazza si è rivolta, il denunciato ha dato il suo cellulare ma non la SIM, perché risultava intestata a un ufficio del senatore padre. E dunque le forze dell’Ordine dovevano rivolgersi al Parlamento per poterla avere e analizzare. In questo modo sotto l’ombrello dell’immunità parlamentare del padre ha trovato riparo pure il figlio, per un bel po’ di giorni. Nel frattempo che ne è stato delle prove che potevano esserci nella SIM? Eeeehhh, già!! E questo è il punto, che apre davvero troppi dubbi e domande.

Non tanto sul caso in sé – di cui si occuperanno polizia e magistratura – ma sulle modalità d’uso di uno strumento come l’immunità, che in ogni caso non può e non deve mutarsi in impunità, se ne possono usufruire anche i non parlamentari, sia pure familiari e amici. Così, infatti, si sovverte ogni principio etico e morale, ogni equilibrio, ogni senso di giustizia e ogni rispetto per la democrazia. Senza contare che non è certo con questo spirito che la norma è stata scritta.

A suo tempo, sulla vicenda del giovane LaRussa - ha reso noto “La Repubblica” - è intervenuta anche la premier Giorgia Meloni che, a margine del vertice Nato a Vilnius, ha detto: “Per quello che riguarda il caso di Leonardo La Russa, voglio dire che comprendo, da madre, la sofferenza del presidente del Senato, anche se non sarei intervenuta nel merito della vicenda. Tendo a solidarizzare per natura con una ragazza che denuncia e non mi pongo il problema dei tempi”.

Dovranno da qui in avanti stare attenti tutti, e non solo le figure di secondo piano come Pozzolo: la Meloni è capace di disfarsi del proprio compagno, se le crea problemi, e figurati se non lo farà di ciascuno dei suoi fedeli, se la rendono criticabile o inaffidabile davanti al suo elettorato. Lei, contrariamente a gli altri esponenti della sua parte, ha un disegno, un obiettivo. Magari che riguarda solo lei e il suo futuro, ma lo ha. E non permetterà a nessuno di mettersi in mezzo.

 

Barbara Fois

 

https://www.huffingtonpost.it/politica/2024/01/03/news/gli_intoccabili_pozzolo_trasforma_limmunita_in_privilegio-14753748/

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2024/01/02/immunita-parlamentare-cosa-dice-la-costituzione_7bedbc77-33a8-42a3-a56e-09180ec35096.html

https://www.editorialedomani.it/politica/italia/la-russa-sim-cellulare-immunita-e56psxcs

https://www.iltempo.it/politica/2024/01/03/news/emanuele-pozzolo-giorgia-meloni-follia-danneggia-sospensione-fratelli-ditalia-38005846/

 

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