La logica dell’ortottero

di Barbara Fois - liberacittadinanza.it - 14/10/2022
Ma dove vuole arrivare Putin con la sua guerra?E che esiti possiamo aspettarci?

Alla famiglia degli ortotteri appartengono le locuste e le cavallette, insetti che distruggono tutto al loro passaggio. Non si fermano mai nel posto dove passano, perché non c’è nessun motivo per farlo: infatti non resta più nulla da mangiare e distruggere. A vedere quello che sta accadendo nella guerra della Russia contro l’Ucraina, la “strategia” usata è proprio molto simile. Una logica da ortottero, appunto, estrema e demenziale, che sottolinea la pochezza o addirittura l’assenza di una strategia qualsiasi, oppure di una strategia carente e che si è dimostrata insufficiente e inadeguata, perché costruita su dati sbagliati o sottovalutati. Forse è anche per questo che una invasione che doveva durare una settimana, dura invece ormai da 8 mesi, nei quali sono state evidenziate tutte le magagne di un esercito, come quello russo, poco addestrato e mal equipaggiato, addirittura impreparato alla guerra, perché convinto che si trattasse di semplici manovre, come proditoriamente gli era stato detto. Dopo le prime risposte ucraine ben mirate e davanti allo sdegno e alle proteste di mezzo mondo, Putin, capitan locusta, per reazione ha inasprito gli ordini. Così siamo testimoni di un massacro indiscriminato, di distruzioni a tappeto, rivolte soprattutto contro strutture civili: case, ospedali, scuole, stazioni, acquedotti, centrali elettriche e perfino una centrale nucleare. La giustificazione? Che in questi posti si possono annidare e nascondere dei combattenti ucraini. Ma guarda un po’!

Sinceramente sto assistendo a questa aggressione unilaterale con sgomento e rabbia e mi chiedo che cos’altro possono fare ancora Putin e la sua corte di fedelissimi senza che nessuno li fermi! Davanti alle loro infantili menzogne “ La colpa è dell’Ucraina! Noi non abbiamo aggredito nessuno!!” ci si sente costernati e increduli: ma davvero pensano che siamo così sprovveduti da credergli? Ma certo che no, mi dice la ragione: loro stanno parlando solo per quei poverazzi di russi che non possono ascoltare altre campane se non le balle con cui li intontiscono loro. Tuttavia qualcosa trapela lo stesso attraverso i social, seppure parzialmente oscurati dal regime, o non sarebbero a centinaia di migliaia a lasciare la Russia.

Il 7 ottobre, compleanno di Putin, ma soprattutto - diciamo noi - anniversario dell’uccisione di Anna Politkovskaja, giornalista della Novaja Gazeta e fiera oppositrice di Putin, viene semidistrutto il ponte di Kerch, costruito dai russi dal 2014 al 2018 - dopo l’annessione unilaterale e proditoria della Crimea - sullo stretto di Kerch, che collega il territorio russo alla Crimea. La mattina del 10 ottobre la rappresaglia di Putin: vengono bombardate una decina di città, inclusa Kiev, con ben 83 missili e decine di droni, massacrando come sempre i civili, compresi i bambini.

Come se non bastasse il governo russo tratta ormai gli ucraini come se fossero terroristi. Ora, se ci sono dei terroristi in questa guerra quelli sono negli eserciti di Putin, un esempio per tutti: Kadyrov, il pazzo ceceno, macellaio conosciuto come tale, con i suoi uomini fuori di testa. Queste belve si lasciano dietro decine di morti, camere delle torture, fosse comuni e si sono trovate anche cassette piene di denti d’oro strappate ai morti. Cose così orrorose le abbiamo conosciute solo nei lager nazisti. Ora io mi chiedo e vi chiedo: ma è possibile che i Russi possano bombardare l’Ucraina e distruggere ogni cosa e gli Ucraini non possano rispondere? Perché? Ma che razza di guerra è??? Questo è solo un massacro sistematico di un popolo nei confronti di un altro. E’ come se noi vedessimo un omaccione violento che ne picchia un altro con le mani legate e stessimo buoni a guardare, perché se no il delinquente può picchiare anche noi. Ma è roba da pazzi! Mi chiedo come mai l’ONU non possa far niente altro che scuotere un dito ammonitore, dicendo “ eh, cattivacci, non si fa così!” . Davvero non può fare altro? E allora a cosa serve? E’ ovvio che non sto dicendo che a nostra volta si debba invadere la Russia e fracassarli di mazzate, o buttare una bomba su Mosca, distruggendo le loro case e portando la guerra anche lì, ma ci deve essere qualcosa di più di sanzioni economiche, che poi in realtà stanno danneggiando anche noi.

Ma il fatto è che neppure nell’area progressista ci sono le stesse posizioni davanti alla guerra russo-ucraina e francamente non riesco a capire perché. Zelensky non piace neanche a me, ma cosa vuol dire? E’ l’Ucraina che è stata invasa e senza che avesse fatto niente per meritarlo. E allora, che facciamo? Ci nascondiamo dietro il dito dell’articolo 11 della Costituzione? Siccome l’Italia ripudia la guerra deve fare finta di non vedere quello che accade? Non deve assumere nessuna posizione? Peggio: c’è chi sostiene che sarebbe meglio non dare armi e aiuti all’Ucraina, perché così la guerra durerà di più. Ma che discorso è? Gli Ucraini dunque avrebbero dovuto arrendersi subito solo per non disturbarci? Ma davvero io non capisco come si possano professare idee del genere e dirsi progressisti! Inoltre c’è da dire che noi dobbiamo il nostro aiuto all’Ucraina, perché questi erano i patti firmati dall’Occidente nel 1994. Spieghiamo meglio: dopo la fine dell’URSS nel 1991, l’Ucraina era la terza potenza nucleare al mondo, poi firmò il cosiddetto memorandum di Budapest , un accordo con cui l’Ucraina acconsentì a disfarsi delle armi nucleari rimaste sul suo territorio dopo lo scioglimento dell’Unione Sovietica, in cambio della garanzia che i suoi confini sarebbero stati sempre rispettati, tanto dalla Russia quanto dall’Occidente. Mi pare che Putin abbia più volte violato questo accordo, sia nel 2014 con l’annessione della Crimea, sia al presente con la guerra portata nel cuore dell’Ucraina. E questo è davvero insopportabile.

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Inoltre aiutare gli Ucraini, oltre che doveroso e umano, non vuol dire smettere di cercare la pace o comunque un accordo dignitoso per entrambe le parti, anche se su questo fronte la vedo grigia. Dubito infatti che si possano accettare le dichiarazioni di Putin, che pretende di tenersi tutto quello che si è annesso con la violenza, o con referendum truffaldini, e solo dopo passare a eventuali trattative. Ma a questo punto si dovrebbe trattare su cosa?? E’ una imposizione assurda e inaccettabile, davvero fuori da ogni proposta ragionevole. Da parte sua Zelensky ha detto che non tratterà con la Russia finché ci sarà Putin. E francamente: come dargli torto?A tutto questo si è aggiunta, da parte russa, anche la minaccia di una guerra nucleare, non si sa bene se per usarla come spauracchio, o dietro a questa minaccia c’è davvero una punta di orgogliosa, disperata follia. E di vigliaccheria, mi sento di aggiungere, perché sanno benissimo che dei 1800 ordigni nucleari, in mano ucraina fino al trattato di disarmo, ormai non esiste più niente, mentre loro hanno ancora la bomba Zar, la più potente al mondo. E io credo che se ancora i russi non hanno buttato qualche bomba all’uranio, è perché hanno paura di fare un passo così estremo, perché sanno bene che bomba zar o no, tempo tre secondi e la Russia verrebbe azzerata da decine di bombe atomiche occidentali. Dopo di che noi tutti ci potremmo anche salutare per sempre. Ma intanto i russi cercano comunque di aggirare il problema, continuando a bombardare la centrale nucleare di Zaporižžja, sperando così di provocare una esplosione che li assolva da una responsabilità diretta per una eventuale deflgrazione, per poi dare, come sempre, la colpa agli ucraini.

L’impianto dispone di 6 reattori nucleari ed è fra le installazioni che producono energia nucleare più potenti del mondo. Sarebbe proprio un bel botto, non c’è che dire: altro che Chernobyl! Ma a questo punto è necessario fare qualche riflessione, perché insieme agli ucraini morirebbero anche russi e bielorussi, e la prima domanda è: perché tutto questo pandemonio?Voglio dire: qual è l’obiettivo reale, finale di questa guerra, di queste minacce, di questa cieca e disumana violenza? In parole povere: perché Putin è arrivato a questo? Cosa voleva fare o dimostrare?

E’ il caso di fare ora una breve riflessione sul protagonista

L’uomo è un narciso patologico: si fa ritrarre a petto nudo mentre cavalca o fa sport e comunque in pose simili, che mettano in risalto la sua virilità. Una cosa davvero grottesca, ridicola e molto, molto datata. Putin viene dalle fila del KGB e questo la dice lunga sulla sua inclinazione a diffidare di tutti e la sua mania di controllo. Con questi atout ha fatto una arrampicata incredibile dentro gli apparati, lui che li conosce bene, anche perché in quegli ambienti c’è nato: suo nonno paterno Spiridon Ivanovič Putin fu cuoco al servizio di Lenin e di Stalin. Lui, conoscendo uomini, ambiti e regole, ha potuto salire in fretta, con determinazione, senza guardare in faccia nessuno, senza nessun sentimento di gratitudine o di lealtà per chi ha favorito la sua ascesa, e poi togliendo di mezzo i suoi oppositori in ogni modo anche illecito: avvelenandoli col polonio, facendoli uccidere da sicari prezzolati e addirittura arrivando a far contaminare con sostanze velenose le loro mutande. Nel più “fortunato” dei casi imprigionandoli senza alcun motivo e per anni. Dunque è un uomo molto pericoloso e certamente temuto da quelli che gli stanno intorno, portati non solo a riverirlo e a non contrastarlo mai, ma anche a mentirgli sulla realtà delle cose, per non imbestialirlo. Forse è perché aveva dati edulcorati e sbagliati che pensava che l’invasione dell’Ucraina sarebbe stata una passeggiata? Oppure è davvero convinto di poter fare e prendersi quello che vuole, senza porsi alcun problema. E non sbaglia di molto: infatti noi occidentali, alla “canna del gas”, lo stiamo disturbando poco. Ma lui, inseguendo il miraggio di una facile vittoria, si è intortato in una serie di errori che sta pagando a caro prezzo. Adesso magari vorrebbe anche poterne uscire, ma in modo da non perdere la faccia, cosa non semplice, visto che comunque ha perso credibilità anche nei confronti del suo stesso popolo e comunque la sua fine ingloriosa sembrerebbe vicina, a meno di fare un botto insperato: una bomba atomica? Della serie “muoia Sansone con tutti i Filistei”? Speriamo di no. Deve comunque passare delle notti agitate, perché non è proprio così incredibile che qualcuno dei suoi possa fargli la pelle e lui certamente lo sa bene. Del resto sarebbe ripagato con la sua stessa moneta, o no?

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Cosa ci aspetta, dunque?Come finirà questa guerra?

Il famoso giornalista americano Thomas Friedman, editorialista del New York Times, ha scritto un articolo in cui prospetta tre esiti possibili della guerra: il primo esito o scenario vede la vittoria dell’Ucraina e a questo proposito Friedman scrive: “Il rischio implicito in questo primo scenario, è che Putin, di fronte a una crescente avanzata militare dell’Ucraina sostenuta dalla Nato, potrebbe «fare qualcosa di folle». Ancora oggi, il capo del Cremlino ha alluso al possibile impiego di armi nucleari . Sicuramente non accetterebbe una sconfitta e la completa umiliazione.”

E noi siamo d’accordo con Friedman. Del resto però Lavrov ha detto in un’intervista al settimanale Argumenty i Fakty, con sede a Mosca “ la Russia mantiene il suo impegno per la dichiarazione delle cinque potenze nucleari del 3 gennaio, che conferma il postulato dell’inammissibilità di qualsiasi guerra nucleare. Sulla base di questo documento, approvato al massimo livello, si deve evitare qualsiasi conflitto armato tra i paesi dotati di armi nucleari”. Ma d’altra parte le bugie che sono state dette da lui e dagli altri rappresentanti russi nel corso di questa guerra sono tali e tante che non ci possiamo certo fidare delle sue parole.

Ma torniamo all’articolo del New York Times: il secondo esito o scenario potrebbe essere quello che Friedman chiama un «dirty deal», un accordo sporco con Putin, «che assicurerebbe un cessate il fuoco, mettendo fine alla distruzione, ma rischierebbe di spaccare l’Occidente e far infuriare gli ucraini». Difficile, spiega Friedman, immaginare Zelensky accettare una tregua, ora che le sue forze avanzano e hanno rovesciato l’assetto del conflitto, trasformandosi da prede in cacciatori. Ma attenzione all’Europa in inverno, avverte Friedman, quando perdurando il blocco del gas russo e l’esplosione dei costi dell’energia «molte aziende chiuderanno» e «gli europei saranno costretti a scegliere tra heating and eating, riscaldarsi o mangiare». Sia Putin che molti leader europei sarebbero tentati da questo tipo di accordo, sostiene il giornalista americano: il leader russo annuncerebbe di esser pronto a trattare e a riprendere le forniture di gas. A quel punto, l’attuale unità dell’Unione europea potrebbe sbriciolarsi, con i soli polacchi, baltici e pochi altri determinati a continuare nel sostegno a Kiev. Ma questo accordo permetterebbe a Putin di farla franca, dopo aver violato l’ordine internazionale e commesso crimini di guerra. In ogni caso «occorrerebbe sicuramente fare concessioni a Zelensky, per esempio offrendo garanzie di sicurezza come la piena adesione dell’Ucraina alla Nato». Ma sinceramente sono propensa a credere che di un altro “pezzo di carta” non potrebbero mai più fidarsi.
Il terzo esito o scenario vedrebbe un accordo meno sporco, nel quale la Nato e l’Ucraina propongono un cessate il fuoco sulle linee del 24 febbraio, quando iniziò l’invasione russa. La distruzione finirebbe e il principio dell’inammissibilità di cambiare i confini con la forza sarebbe salvo. Ma Putin dovrebbe ammettere davanti al suo popolo che 70 mila figli della Russia sono morti per nulla. «Impossibile immaginarlo», dice Friedman, secondo il quale in questo terzo caso «Putin dovrebbe probabilmente prima essere cacciato da una rivolta popolare o da una congiura di palazzo». Scenario improbabile, visto il suo dominio totale degli apparati di sicurezza.  
Eppure, i segnali che lo scontento in Russia cova e cresce aumentano: non ultima la presa di posizione della cantante Alla Pugacheva, la più amata delle pop star russe, che ha chiesto la fine della guerra in Ucraina, dove i soldati russi «muoiono per un’illusione». 
«Questa guerra — conclude Friedman — potrebbe finire in molti modi, alcuni migliori, alcuni peggiori, ma nessuno facile. E questo senza contare l’esito 4, quello che nessuno può predire».

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Altri possibili scenari sono stati offerti dall'Atlantic Council, think tank di Whashington, vicino al governo Biden, in cui si parla anche della possibilità che la guerra non finisca, ma si trasformi in una sorta di guerriglia, come a suo tempo avvenne in Vietnam. Si ipotizza anche un possibile ritorno alla “Cortina di ferro” e perfino alla entrata in guerra della NATO. Ma sono possibilità estreme che hanno poche possibilità di realizzarsi (e meno male!) e infine un quinto scenario viene invece delineato dallo storico tedesco Michael Wolffsohn, in un intervento sulla Die Welt, che parla di una possibile guerra di logoramento, anch’essa nella logica della guerriglia.

Insomma: non sono scenari confortanti e non sono nemmeno ipotesi illuminanti, nel senso che non ci hanno chiarito le idee, ma d’altra parte nessuno, a questo punto della situazione, può veramente capire come potrà finire questa guerra e quanto costerà al mondo intero.

 

Barbara Fois

 

Approfondimenti

 

https://www.corriere.it/esteri/22_settembre_21/come-puo-finire-guerra-ucraina-3-scenari-f644525e-39b9-11ed-88d4-6f9687a3379e.shtml

https://europa.today.it/attualita/scenari-conclusione-guerra-ucraina.html

https://www.ilpost.it/2022/03/02/accordo-budapest-1994-ucraina-nucleare/

https://www.ilpost.it/2022/02/17/russia-ucraina-invasione-crimea/

https://www.ilpost.it/2022/02/06/putin-ucraina-ossessione/

 

 

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