Se Enrico lo è, noi non siamo sereni

di Barbara Fois - Liberacittadinanza.it - 21/03/2021
Se Letta si fida del PD, noi non ci fidiamo di nessuno, nemmeno di quello che ci dicono sul vaccino AstraZeneca

Enrico Letta si è detto disponibile ed è stato eletto segretario del PD: è un sognatore? Un ottimista? Un pollo? Certamente è uno che si fida e in un paese di malfidati è indubbiamente una rarità. Forse avremmo continuato a discuterne nel nostro nazionale “bar dello sport”, di sfaticati, nullafacenti e profondissimi esperti di supercazzole prematurate. Ognuno ha già detto la sua e tutti si son messi alla finestra per vedere che fine fa questa nuova avventura di un partito del tutto snaturato, smarrito, diviso e completamente sradicato dal contesto di una sinistra, ormai entrata nell’album nostalgico dei c’era una volta. Sarebbe stato forse interessante seguirne le vicende, ma è esplosa la bomba del vaccino Astrazeneca e tutto l’interesse, ovviamente, si è indirizzato lì, dove si profila un altro di quegli aggrovigliati intrecci italiani, del quale è difficile trovare il bandolo.

Dunque, lasciamo un attimo Letta ai suoi problemi e facciamo il punto della situazione Astrazeneca: non sembri un accostamento casuale. Il fatto è che sono due aspetti del problema centrale di questo paese: come e di chi fidarsi, oltre le apparenze?

Allora, dicevamo del vaccino: sin dall’inizio ci furono dei dubbi sulla sua somministrazione, infatti si disse che era meglio cominciare con una mezza dose, il che fece subito sorgere delle domande preoccupate, che restarono inevase, come sempre. Poi si disse che questo vaccino doveva essere somministrato solo alle persone sotto i 50 anni, quindi in un secondo tempo l‘età dei vaccinandi fu sollevata fino ai vegliardi. Ma non basta: recentemente i produttori del farmaco ci hanno detto che non ci avrebbero mandato le dosi pattuite e ora si scopre che si sono verificate delle morti sospette, dei casi rari di trombosi, dopo la somministrazione del vaccino Astrazeneca. Gli stessi che hanno bloccato le somministrazioni (tedeschi in primis e poi tutti gli altri, noi compresi), si sono affrettati però ad aggiungere che quasi certamente non c’era nessun legame fra i due avvenimenti, anzi: quasi sicuramente le cose non erano correlate. Il che naturalmente ha provocato ancor di più dubbi e sospetti. Il fatto è che i casi di trombosi che si sono verificati e che hanno portato alla morte diverse persone, sembra che invece abbiano una correlazione col vaccino, ma sotto forma di un qualsiasi raro effetto collaterale, come in un qualunque farmaco. Roba da “bugiardino”, insomma? Ma chi può dire che non toccherà a te essere lo sfortunato in cui si manifesterà l’effetto fatale?

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A proposito infatti delle risultanze dell’inchiesta dell’EMA (European Medicines Agency), l’agenzia giornalistica Adn-kronos specifica che “Sono in maggioranza donne under 55 le persone in cui, dopo la somministrazione del vaccino anti-Covid di AstraZeneca, sono state segnalate trombosi molto rare che l'Agenzia europea del farmaco Ema ritiene opportuno approfondire…” gli esperti del Comitato per la farmacovigilanza dell'ente regolatorio Ue, spiega l'EMA, "hanno esaminato in modo estremamente dettagliato i casi di Dic (coagulazione intravascolare disseminata) e Cvst (trombosi cerebrale dei seni venosi) segnalati dagli Stati membri". Al momento 25 in tutto (7 Dic e 18 Cvst), 9 dei quali mortali." E che per quanto piccoli sono numeri molto maggiori di quelli che si potevano aspettare.

Poiché questi eventi sono rari e lo stesso virus Covid-19 spesso causa disturbi della coagulazione del sangue nei pazienti, l’attenzione deve essere massima. Per lo stesso motivo l’AIFA (Associazione Italiana del Farmaco) sconsiglia le donne che prendono la pillola dal vaccinarsi con Astrazeneca, per paura appunto di casi di trombosi, visto che anche l’anticoncezionale ha questo tipo di effetto collaterale.

Dunque c’era una correlazione fra Astrazeneca e trombosi e visto che si aspettavano dei casi, lo sapevano già che poteva avere questo effetto collaterale, ma allora perché non dirlo subito? Perché non spiegare? Adesso infatti minimizzare diventa fastidiosamente sospetto e dirci ora che i casi letali sono pochissimi e che comunque i benefici sono assai maggiori dei rischi, genera più ansia che sollievo. Perché dire che una cosa è pericolosa, che può essere addirittura mortale e poi aggiungere “ma fregatene, perché hai pochissime probabilità che ti capiti”, ti fa chiedere: ma perché me lo dici adesso? Come mai lo scopri solo ora sulla pelle dei pazienti? L’unica risposta che abbia un senso è che evidentemente non erano state fatte indagini preliminari su possibili effetti collaterali e questo è dovuto certamente al fatto che non c’è stato il tempo di farle: c’era troppa fretta di arrivare al vaccino, di produrlo, di usarlo, di venderlo.

Ma c’è una domanda ancora più importante: come mai non si parla anche degli effetti collaterali del vaccino Pfaizer, altrettanto gravi e numerosi? Sarà anche, come ha suggerito il professor Galli, perché Astrazeneca costa meno degli altri?

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Ma soprattutto perché sono stati secretati i termini dei contratti di acquisto di tutti i vaccini? Cosa non dobbiamo sapere? Non è per fare retrologie d’accatto, ma noi viviamo in un paese che in questi giorni, a ridosso del 16 marzo, commemora l’agguato di via Fani, il massacro della scorta e il rapimento di Moro da parte di sedicenti Brigate Rosse, dietro cui c’erano – oggi lo sappiamo – i servizi segreti di mezzo mondo. E in questo periodo si commemora anche la morte della giornalista Ilaria Alpi: altro groviglio di bugie, di insabbiamenti e di segreti di stato.

Noi viviamo in un paese di bugiardi, di mafiosi, di corrotti, di cospiratori, di massonerie deviate, di cinici profittatori: come possiamo fidarci, se quello che riusciamo a sapere viene dai social e da certa stampa prezzolata? E come facciamo a credere a politici ed esperti scelti da loro, che non sono mai d’accordo su nulla? Ci sono troppi soldi che girano intorno alla tragedia di questa pandemia e c’è chi, con cinismo ripugnante, sta guadagnando miliardi sulla pelle della gente, come avvenne con la “borsa nera” nella Seconda Guerra Mondiale. Qui si sta giocando però sulla nostra vita, sul futuro del nostro paese, ma anche dell’Europa nel suo insieme, visto che ormai ogni paese dell’Unione delibera per sè e la confusione è totale, mentre l’ansia e la paura crescono. Chi ha fermato la vaccinazione con tanto clamore, ha commesso un errore madornale e irrimediabile: ormai la gente era tranquilla e andava a vaccinarsi serena ed ecco che il dubbio e la paura sono ripiombate su di noi, bloccando tutto, dando spazio e voce ai novax e riaccendendo incertezze, preoccupazioni e ansie. Era necessario? E’ servito a qualcosa? No, e adesso? Dovremmo far finta che non è successo niente? Qualunque cosa abbia stabilito l’EMA, ormai l’incanto è rotto, la speranza scemata, la fiducia incrinata, irrimediabilmente. Sarà dura ritrovare la fiducia e la speranza. E intanto Draghi tace. Un po’ troppo. Mentre pare che assecondi Salvini, che inebriato dal proprio narcisismo, continua a parlare, preso da una fastidiosa, irritante logorrea ai limiti del patologico, tanto che ormai dice la sua su tutto, anche quando sarebbe meglio che tacesse, o contasse almeno fino a cento. O magari fino a 49 milioni…

In questo contesto europeo stramato, in questo governo sbilanciato a destra, che ruolo avrà il sereno Enrico ed il suo progetto di una nuova, ringiovanita “sinistra”? Come potrà barcamenarsi in un mare di eterogenei pseudo alleati, circondato com’è da un nido di vipere, sempre pronte a mordere, a capo di un partito che lui vorrebbe cambiare, ma che nessuno dei suoi compagni gli lascerà modificare. Un partito di poltronari, di cui lo stesso Zingaretti si vergognava al punto da dare le dimissioni …

Insomma, siamo stanchi di vivere nell’ansia di continui colpi di scena, sempre negativi, preoccupanti, destabilizzanti, in balia di gente di cui non ci fidiamo e che decide per noi, senza consultarci e a volte calpestando i nostri diritti elementari di cittadini e di persone libere.

E a questo punto la domanda di fondo, al di là della sentenza dell’EMA, è: ma tu oggi ti vaccineresti con Astrazeneca? Francamente io preferirei il vaccino Moderna, con cui è stato vaccinato il presidente Mattarella: se lo hanno usato per lui, forse è un tantino più sicuro…o no? Mah….

Barbara Fois

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