Un’altra guerra ingiusta

di Barbara Fois - liberacittadinanza.it - 23/10/2023
Fra Palestina e Israele: a chi fa comodo?

I Romani, gente pratica e un filino cinica, davanti a eventi inspiegabili ed eclatanti, o pericolosi e violenti, si chiedevano sempre: cui prodest? Cioè: a chi giova? Insomma: chi ci guadagna da una operazione scellerata? Beh, intanto come dice Seneca nella sua Medea, chi guadagna dal crimine è certamente il suo autore.

Adesso io non vorrei sembrare una complottista d’accatto, ma fino al 7 ottobre scorso, in Israele facevano a gara per prendere a calci nel sedere Netanyahu: aveva perso ogni credibilità, lui e il suo entourage di estrema destra, aggressivo e violento. E improvvisamente Hamàs decide di fare un raid durante un rave di ragazzi inermi e che provenivano da tutto il mondo e li massacra tutti come in una mattanza di tonni: 260 morti. In modo che nessuno dubiti su chi fossero gli autori, si trovano qua e là dei Corani abbandonati…pensa tu che distratti! E poi attaccano dei poveri coloni nei loro Kibbutz e li massacrano, tagliando perfino la testa ai loro bambini. Perché? Che caspita era successo per una reazione così efferata? C’è qualcosa che non va. Riflettiamoci, anche sulla base di quello che sta avvenendo adesso, e facciamoci la domanda cruciale: cui prodest?

Ci hanno guadagnato i Palestinesi? Quelli che abitano a Gaza? Non direi proprio.

Ci ha guadagnato la destra di Netanyahu? Eccome!!

E Hamas? Se l’obiettivo è di radicalizzare la guerra, sì, certo. Tanto i capi di Hamas mica vivono in Palestina e certamente non a Gaza. Ma i loro scudi umani sono proprio i Palestinesi, dietro il cui dolore si nascondono questi vermi, chiamando a raccolta i musulmani di ogni paese. Ma come si conciliano gli interessi di Hamas e quelli della destra israeliana?

Come si legge alla voce Hamas su Wikipedia: “… alcuni esperti pensano che sebbene Israele non abbia mai sostenuto direttamente Hamas, le avrebbe permesso di esistere perché si opponesse al movimento laico di resistenza palestinese di al-Fatha fondato e guidato da Yasser Arafat. Citiamo per tutti, Tony Cordesman, l’analista per il Medio Oriente del Center for Strategic Studies: Israele “ ha aiutato Hamas in modo diretto e indiretto per usarla come antagonista dell’OLP”.

Del resto ricordiamoci che nel 1995 fu proprio un israeliano di estrema destra, Yigal Amir, a uccidere il primo ministro Yitzhak Rabin, che solo l’anno prima aveva ricevuto il Nobel per la pace insieme a Yasser Arafat, perchè si stava accordando con lui per trovare una soluzione pacifica fra i due popoli. C’è la parte più a destra di Israele che la pace non la vuole e per la quale l’unico obiettivo è quello di uccidere tutti i Palestinesi. Cosa che sta facendo proprio in queste ore, con la comoda scusa di stanare e distruggere Hamas e con la benedizione di Biden che va a trovare Netanyahu in Israele e gli assicura l’appoggio USA, stanziando 100 miliardi per varie guerre, di cui 40 andranno a Israele. Niente male per il primo ministro israeliano, che solo pochi giorni fa sembrava spacciato.

Dunque, chiediamoci di nuovo: a chi ha fatto comodo il massacro del rave: ai Palestinesi? No e ancora una volta no, di certo. Ma ha fatto risalire nella considerazione mondiale quell’antidemocratico di Netanyahu e gli ha dato ogni giustificazione per punire non Hamas, i cui capi, ripeto, non abitano certo in Palestina, ma tutto il popolo Palestinese.

Che nella mattanza del rave siano morti giovani Israeliani, è solo quello che in guerra viene chiamato “danno collaterale” e del resto, se ballavano e cantavano con ragazzi di tutto il mondo, compresi Palestinesi e Islamici, non erano certo di destra.

Ora addirittura si cacciano i Palestinesi dalle loro case di Gaza, gli si bombarda un ospedale (che fra l’altro è amministrato dalla Chiesa Anglicana), e ieri anche una chiesa greco ortodossa, quella di san Porfirio (perché in Palestina non ci sono solo Musulmani!), gli si toglie la luce, il gas, l’acqua, contravvenendo a tutte le garanzie previste dalla Carta dei diritti umani, non si fanno entrare TIR che portano soccorsi, medicine, derrate alimentari, acqua, e intanto li si spinge in un cul-de-sac senza possibili uscite, solo per massacrarli definitivamente. E il mondo sta a guardare in silenzio, distante, indifferente, come fece davanti alla morte di Arafat.

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Chi voleva che lo scontro Israele – Palestina si radicalizzasse e arrivasse all’Armageddon finale, ha centrato il suo scopo. Ormai in tutto il mondo le tifoserie di una parte e dell’altra si fronteggiano e si scaldano, pronti alla zuffa. E così c’è chi vilmente ne approfitta per farsi un po’ di pubblicità elettorale, come Salvini, fissando per il 4 novembre, festa delle forze armate Italiane, un raduno contro l’Islam, in nome di Oriana Fallaci. L’uomo deve avere qualche problema di olfatto, mi pare, o non potrebbe sopravvivere alla puzza della melma mefitica in cui sembra gli piaccia sguazzare…

Ma le ultime notizie ci fanno ben sperare che sia possibile arrivare a una soluzione pacifica: non solo Hamas ha liberato due ostaggi (madre e figlia americane), ma soprattutto i parenti dei coloni sequestrati da Hamas chiedono le dimissioni di Netanyahu, indicandolo come colpevole della guerra in corso e di aver creato l’attuale situazione di insicurezza. Se gli stessi Israeliani sono convinti di questo, vuol dire che non ci siamo sbagliati di molto.

https://it.euronews.com/2023/10/15/israele-le-famiglie-degli-ostaggi-rapiti-da-hamas-chiedono-le-dimissioni-di-netanyahu

Fortunatamente poi ci sono anche voci fuori dal coro e non allineate a quella che potrebbe essere la “propria” fazione, come Gad Lerner. O ancora come Moni Ovadia (Moni è diminutivo di Salomone), ebreo di origini bulgare e di cultura mitteleuropea, che ha detto: "la guerra tra Israele e Palestina è la conseguenza di una politica ebraica di totale cecità, di occupazione e colonizzazione. La Striscia di Gaza non è un territorio libero, è una gabbia, una scatola di sardine: è vero che dentro non ci sono gli Israeliani, ma loro controllano comunque i confini marittimi e aerei, l’accesso delle merci, l’energia, l’acqua. La comunità internazionale è schifosamente complice", e dicendo questo non mi pare proprio che sostenga Hamas!

Solo qualche cieco fascista ignorante può pensarlo e chiedere la sua destituzione dalla direzione del teatro che dirige! Ma lui non si lascia certo cacciare da qualche imbecille e infatti ha pensato di dimettersi dalla diezione del teatro di Ferrara, argomentando: "La maggioranza del Consiglio d'amministrazione e del Consiglio Comunale sono contro di me, quindi hanno tutti gli strumenti per mettermi all'angolo. Siccome sono un uomo libero, anticipo questa cosa ma constato che l'Italia è un regime, non è una democrazia neanche da lontano". È proprio così. Basta pensare al consigliere comunale di Lucca, ex esponente di Casa Pound, che si è opposto all’intitolazione di una strada di Lucca a Sandro Pertini.

Queste cose accadono quando si fanno uscire i ratti dalle fogne… e purtroppo all’orizzonte non si scorge nessun pifferaio di Hamelin che possa liberarcene una volta per tutte.

 

Barbara Fois

 

Approfondimenti
alleghiamo un Pdf sulla storia pregressa di questa terra martoriata

 

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