All that jazz !

di Corrado Fois - Liberacittadinanza - 11/02/2021
Come si può tradurre, all that jazz? Mettila così.. sta per abbiamo fatto ‘sto casino!! Roy Scheider - Ciascuno definisce idea chiara quella che ha lo stesso grado di confusione della sua. Proust

Dice il saggio .. quando esci dalla strada maestra il dubbio ti accompagna. Gran bella cosa il dubbio! Aguzza l’ingegno e spinge a capire e poi, da qui .. se vuoi ti aiuta a scegliere, se sei capace a decidere, se hai la competenza a fare.

Dice il saggio .. nel dubbio l’umile cerca compagnia. Gran bella cosa la compagnia! Fa sentire meno soli, ovviamente, fa condividere le opinioni e poi, da qui .. se sei aperto ti aiuta ad allargare le idee, se sei flessibile a cambiarle, se hai prontezza a far tue le scelte altrui.

Ma se, agitato nel dubbio, la compagnia ti serve per scaricare responsabilità .. allora, dice il saggio, non hai le palle. Chiedo scusa per l’antropomorfismo maschilista, ma rende l’idea.

I Cinquini quando hanno dubbi vanno da Rousseau. Non dal filosofo, povero innocente, ma dalla piattaforma, assai meno innocente. Scaricano lì la responsabilità e dicono il Popolo ha scelto. A parte questa stucchevole affermazione tanto demagogica quanto bugiarda, di che diamine di popolo si va cianciando. Sarebbe più corretto dire tramite Casaleggio abbiamo interpretato le opinioni della tribù. Una cazzatona, ma almeno è onesta.

Di fronte ad una scelta profonda, in un quadro complessivo drammatico, per una decisione che tocca il destino di 60milioni di persone il deputato Cinquino scioglie dubbi e resistenze grazie alla compagnia di qualche migliaio di soggetti. Non entro nel merito dei soggetti in questione, chi li conosce, ma il metodo è francamente primordiale ed assolutamente improprio.

Per due diversi motivi.

Primo, etico. Se il Cinquino come deputato riceve uno stipendio di 20mila euro si senta, appunto, deputato .. a scegliere. Non è che becca l’emolumento per decidere sull’ovvio. Deve fare scelte complesse, strategiche, che impattano sulla vita di Tutti. Esattamente questo è il compito, perché egli fa parte della struttura eletta per dirigere, almeno così è detto nella prassi costituzionale. L’essenza del dirigere è composta da tre cose, capire cos’è più efficace o giusto, agire di conseguenza ed assumerne le responsabilità. Proprio questo è il ruolo di un amministratore e di un politico, come di un manager pubblico o privato. Se rinuncia a queste responsabilità deve rinunciare anche al mandato e finalmente libero torni a seguire le scie nel cielo fino all’orizzonte di una terra piatta.

Secondo, logico. La decisione è un processo preciso che si basa sulla lettura stringente dei dati di realtà, in una specifica circostanza. Le opinioni semmai servono per comprendere, nel processo decisorio, i fenomeni emotivi e soggettivi connessi . Non si può nemmeno raccogliere opinioni in questo modo, perché al massimo – proprio per la logica compresa nella statistica –i risultati indicano cosa pensa l’utente medio iscritto a quel sito. Bisognava concordare al momento del mandato con la comunità che esprime il deputato, cioè i votanti e non gli iscritti al sito, i limiti del mandato stesso. Nel caso questi limiti fossero in discussione, allora si torna dagli elettori nel proprio collegio e si discute con loro. Magari in pubblico. Mi sembra ovvio e trasparente.

Lo dico perché c’è un’aggravante scandalosa al pastrocchio cinquino : le scelte collettive ( come si fa una scelta collettiva? Mistero! ) vengono sintetizzate da una piattaforma appartenente ad un’impresa privata, elaborate con una metodologia secretata ed autoreferenziale. Questo processo confuso, questo manipolabile pasticcio sarebbe l’applicazione in stile M5S della democrazia diretta? Eccoli al solito, buttano nel cesso un’idea che poteva essere anche essere percorsa, affinata ed attuata almeno in quota parte. Esattamente come hanno fatto con il reddito di cittadinanza, trasformato dal Di Maio in un circo delle pulci.

Come accidenti è possibile che tutti noi, italiani, al bivio di una profondissima trasformazione, siamo rimasti appesi a stoka’ di piattaforma? Grottesco oltre che pericolosissimo.

E’ successo perché, a suo tempo, il 30% dei votanti ha affidato le sorti presenti e future del Paese ad un movimento esoterico e destrutturato che ha candidato soggetti sconosciuti, scelti dalla medesima piattaforma. Qualcuno ha trovato posto in lista con poco più di 30 voti! Praticamente una famiglia media italiana inclusi nonni, zii e cugini . Come posso descrivere meglio l’accaduto? Diciamo così : ogni elettore votando i 5S ha affidato i propri figli al primo che passa. Il risultato è che oggi ci troviamo un parlamento zeppo di incerti che hanno vinto alla lotteria, non sanno un cazzo, ed alla prima difficoltà corrono a buttare le responsabilità nel calderone dello sciamano. Cose da non credere!

La domanda che continuo a farmi è la seguente : come si concilia sto guazzabuglio ideologico, fondato da un comico ligure, proseguito da un nonsocosa napoletano, ed assistito da un tecnomago con la serietà dei tempi e la severità necessaria per affrontarli? La risposta è evidente. Nulla. Ce li dobbiamo puppare per legge democratica. Tutto qui.

L’esito della trasparente consultazione popolare conta zero. E’ l’approccio che è stupido. Il metodo che è manipolatorio. La sostanza umana che è friabile. L’inaffidabilità che è totale.

Parlo dei 5S per una sola ragione, nel quadro dell’attuale contingenza ed in vista di quello che ci attende, sembra che si voglia formare un raggruppamento .. diciamo di sinistra.. con costoro.

Zingaretti pensa davvero di assumere il ruolo di contrappeso sociale con questa compagine, e pensa di formare con costoro un polo negoziale per gestire le strategie di riforma costituzionale che Draghi metterà presto in tavola? Ma li ha visti bene ?? Al netto del Dibba, che sembra il solito rumoroso imbecille delle riunioni di condominio, il gruppo dirigente del movimento mischia un po’ di brava gente, anche simpatica, ma del tutto inutile in chiave di elaborazione strategica. Inoltre costoro, che rappresentavano circa un terzo dei votanti, oggi veleggerebbero intorno al 10% . Meno della sora Giorgia, abile nel dare casa e identità a quel disperso 15% ex- MSI che da sempre rappresenta la destra del Paese.

Facessimo altrettanto a sinistra recuperando il nostro storico, identitario 30%!!

Se, come sembra, lavora a questo raggruppamento d’area ( ?? ) Zingaretti offre, in cambio di niente, il nostro spazio politico a gente che ieri avevamo sempre contro, che oggi non ha identità politica e peso tattico e che non ha nemmeno la competenza minima per aprire in futuro un chorrito a Lampedusa. Dal mio punto di vista una scelta del genere sarebbe imperdonabile, con la quantità e qualità delle sfide in arrivo. Una cosa è coabitare in una maggioranza di sostegno ad un’ emergenza eccezionale, altro è progettare un’alleanza di natura strategica e politica, elaborando una posizione comune rispetto al modello di gestione della Repubblica.

Draghi, mentre orienta il recovery fund, metterà al lavoro un pool di esperti per definire le riforme che segneranno il futuro dell’Italia. Li sceglierà con cura e li indirizzerà in modo preciso. Obiettivo, scadenze, metodo. Avranno chiaro mandato ed un riferimento abituato a decidere ed assumere grandi responsabilità in prima persona. Per contro, ogni forza politica verrà coinvolta nel percorso di elaborazione. Dovrà dare contributi, prendere decisioni sui punti nodali ed assumerne la responsabilità davanti al Paese. Proviamo ad immaginare una delegazione congiunta PD-Cinque Stelle. Proviamo ad immaginare il boccoluto Toninelli che dibatte di diritto costituzionale. Ne fanno un involtino primavera. E proviamo ad immaginare che nel processo decisorio il loro gruppetto non trovi sintesi, cosa diranno?.. sospendiamo la sessione, dobbiamo consultarci con Rousseau ? Chiamano Grillo che vien giù da Sant’Ilario con l’autista?

Francamente sarebbe bene che il PD andasse da solo al tavolo negoziale. Aprendo a LEU, gente seria, mettendo insieme una squadra di personalità forti, ben orientate nei due campi cruciali, lo strategico ed il negoziale. In termini di strategia, definendo come la sinistra intende garantire l’equità sociale e – ad esempio di temi specifici – come indirizzare la posizione italiana nella proposta di riduzione del debito pubblico. In termini di comportamento negoziale, decidendo prontamente cosa si è disposti a modificare in funzione dei macro obiettivi. Servono persone consapevoli e competenti nei vari settori che la riforma toccherà, perché il confronto avverrà su un tematica alta ed avendo di fronte una squadra di prim’ordine. Abbiamo di che scegliere a sinistra. Ottimi esperti che inoltre porterebbero al tavolo la visione socialista. Sarebbe ora!

Solo in seguito, nel dibattito parlamentare si valuterà se può servire qualche alleanza tattica rispetto al voto d’aula su singoli temi. E non è detto che sia con i 5S. Personalmente considero Di Maio inaffidabile come Renzi. Non capisco perché ed in cosa si possa considerarlo meglio. Nella compagine ci sarebbe qualcuno - come ad esempio Conte- reclutabile individualmente , c’entra poco con la cultura e la prassi media dei cinquini. Sono stati giusto il suo ascensore per i piani alti. Ma credo voglia tentare l’ennesimo partitello di cui nessuno avverte la mancanza.

In quanto al destino del M5S non so e non me ne curo. Li osservo e mi viene in mente il leone che prendeva il sole .. all’improvviso passa una turba di elefanti al galoppo che sconquassa tutto e poi sparisce nella boscaglia, il leone apre un occhio vede dietro loro un topo a tutta velocità. Lo stoppa con una zampa sul codino e chiede .. ma che sta succedendo?.. ed il topo ad occhi sgranati risponde ..kkennesò Capo..ma stamo a ffà un casino!!

All that jazz!

Il quadro politico è in evoluzione. Abbiamo una gestione di stampo differente , una lista di ampie riforme, la scelta del Presidente della Repubblica e le future elezioni, quando sarà maturo il tempo. Il variegato mondo dei partiti cerca di adeguare la propria immagine all’era del dragone, così guardando in giro vedo nuovi vestiti uscire da vecchi armadi..

Nella destra dell’emiciclo spicca Salvini che a forza di baciar rosari si è redento. Lo guardo parlare dal palchetto nella cornice istituzionale ed è così compunto, così statista, così poco trumpista, cosi scarsamente putiniano, cosi azzeratamente casapoundaro da lasciarmi basito. Fazioso come sono penso timeo danaos et dona ferentes come direbbe, più o meno, la Sora Giorgia. Il capitano esce di scena ed entra il sagrestano. Se mette qualcuno che agiti il turibolo spandendo incenso il quadro della santificazione ( o della sanificazione ) viene perfetto. Amen.

E’ chiaro che la Lega di Zaia e Giorgetti , la vera eminenza grigia, pensa di poter vincere le future elezioni ed è per questo che ha spintonato Salvini fuori dalle lasagne immergendolo nell’acqua santa. Pensano: intanto provvederà Draghi a lustrare l’Italia, ripulirla e darle ossigeno. Noi alle elezioni ci presentiamo ordinati e compunti ed andiamo a gestire il successo. Così lavora anche Forza Italia mettendo in mostra Tajani, conosciuto ed apprezzato dal centrodestra europeo. Tempo per tempo riesuma nonno Silvio , lo scava dal surgelatore lo manda sul podio a leggere il foglio delle istruzioni sempre molto equilibrate. Ed a completare il campo forse troppo moderato, ci sarà l’aggancio della residua ala sovranista, appunto l’ex missina sora Giorgia in versione dura&pura che incarna la destra di lotta e di governo.

In quanto al centro .. beh si è intasato, Lo ingorga una mappazza indistinta che mescola Mastella e la Bonino, Tabacci e Renzi, qualche cinquino fulminato sulla via di Damasco, ed altra varia umanità di certa reclutabilità bipartisan , se sopravvive.

Ed è per contrastare il campo elettorale alla Destra & C. che la sinistra, se le cose vanno come sembra, agghinderà la zuppiera di cui prima si parlava. Con un dejà-vu ricordo la gioiosa macchina da guerra di Occhetto , quella che consegnò l’Italia a Berlusconi e non mi capacito di come Zingaretti speri di ottenere risultati diversi usando sempre lo stesso metodo.

Non ne abbiamo abbastanza di gente attaccata con lo sputo? E’ triste che per trovare compagnia si debba rinunciare all’identità. L’abitudine a cambiare pelle trasforma in serpenti.

E quindi ecco una domanda semplice e diretta al PD a Zingaretti ed all’ Area. Siamo o non siamo socialisti nelle idee e nella prassi? Perché se siamo socialisti che diamine pensiamo di fare con gente come i cinquini, e se non siamo socialisti che diamine esistiamo a fare ?

Nella certezza che mai avrò risposta .. have a nice jazz, folks!

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