Come dico spesso nei miei pezzulli tutti i democristiani si assomigliano, tengono famiglia ed hanno il perdono facile, specie se in una qualche misura appare utile. Non sono dunque il più adatto a capire lo stupore che attraversa le anime belle, fervide supporters del Quirinale chiunque lo abiti. Sono tutti avviliti, tutti contriti e domandano l’un l’altro come tanti Amleto avvolto nel dubbio, ma come l'ultimo argine della morale ci scivola proprio sulla Minetti, la celebre igienizzatrice orale assurta alle cronache sull’onda lunga dei bungabunga.
La colpa di tanta angoscia è dei soliti impuniti, Ranucci e Travaglio che indagano su tutto e dappertutto senza censure, ne preventive ne posteriori, stavolta incuriositi da una grazia richiesta dal ministero ed accolta dal Quirinale senza darne conto pubblico. Per carità, non è obbligo comunicare suppliche e concessioni, ma dato il soggetto in questione - la chiacchieratissima matrona di quei festini che costarono la reputazione di un premier, di un governo e del Paese -magari una certa trasparenza avrebbe giovato. O no?
Non ne esce immacolato il Presidente Per Bene che prima firma in gran segreto in sincrono col celebre motivetto degli anni 20 " si fa ma non si dice" e dopo, scoppiato il minestrone, scrive in pubblico quello che per rispetto umano ( parafrasiamo ) aveva celato. Diciamo senza tema d’essere smentiti che è stato lesto nel concedere senza troppe indagini e ancor più lesto nel ritirare la mano e schivare il tutto con una veronica da torero che manco Ordonez.
Ma come si dice la pezza è venuta peggio del buco. Anche perché sulla storia del minore, la cui tutela dovrebbe giustificare la riservatezza del Quirinale, sta uscendo di tutto e di più in Italia ed Uruguay, tra genitori ricomparsi e documenti scomparsi, o viceversa. Un vero sarchiapone legale che rischia di fare boomerang, perché la notizia deflagra ed imbratta un pochino tutto e tutti come una bomba alla vernice.
Il PD della innocua Schlein in queste ore è in ambasce. Era partito in tromba attaccando subito a testa bassa il sior Nordio, scatenando i suoi obici calibro Serracchiani. Come sempre pronto a gridare su ogni infrazione procedurale quanto a restar muto sullo sfruttamento, le morti sul lavoro ed i soldi buttati nel riarmo. L’attacco è andato giù dritto perché, a mio avviso, gli astuti piddini (in larga parte democristiani) ingolositi dalla facile preda non si erano resi conto che esistendo un proponente ed un firmatario se tocchi uno tocchi pure l’altro. Ma ora si, ora anche geni del calibro di Franceschini si rendono conto che così trascinano nel disastro reputazionale anche il loro eroe, Mattarella. E’ bastato aprire i social per scoprire le conseguenze dell’inchiesta del Fatto delle bordatine in parlamento e dei classici fugoni della Meloni & Associati.
Riuniti in gruppo davanti alla scrivania della costernata Elly i ben noti dirigenti piddini hanno letto meme, commenti, post e contro post che occupano tutte le piattaforme quanto se non più del ridicolo teatrino di Trump. Che fare? Magari si può andare su La 7, chiamare la Gruber che aggiusti tutto. Ma non le riesce creatura, c’è Travaglio che spara due botti e gli altri non riescono a cavare fuori il Quirinale dal marasma. Allora forza Floris dove c’è pure Gramellini e però non funziona manco lì. Come fai a dare tutta la colpa solo a Nordio? Quello può scrivere le solite monate da brigata alcolica del Veneto, ma poi c’è sempre la firma di Mattarella, che per il suo ruolo di baluardo della Magistratura e della Costituzione dovrebbe essere analitico. E attento.
Si sa che la dirigenza piddina non brilla per sagacia e strategia, ma stavolta siamo in pieno sbando. Mo come se ne esce, si domandano lungo i corridoi del Nazareno, chiedendo le dimissioni di ping per contro si evocano quelle di pong. Così funziona negli schemi logici elementari dei Cittadini abituati ad essere presi per il naso. Lo dico perché qui vedo molti illusi su una possibile vittoria alle elezioni del prossimo anno mentre io sono dell’opinione che se si continua a cazzeggiare su tutto si prenderanno sberle ed altri 5 anni di questi reazionari inguardabili. Sempre che nel frattempo il ciccione americano non ne faccia una delle sue e ci si trovi tutti non alle, ma nelle urne.
Dunque per carità piddini fate una cosa seria, state zitti, fate finta di nulla , uscite a fare due passi perché se per caso Mattarella ormai li da dieci anni, si ricordasse che sono tre oltre il mandato Costituzionale se ne potrebbe pure andare, lasciandoci così senza rancor. In quel caso, come sapete, ci toccherebbe pupparci Ignazio La Russa quello che coltiva fasci di fiori e colleziona i busti di Mussolini e forse anche i calzini. Come dici? Ah, i busti intesi come statue! Chissà che avevo capito delle sue collezioni private.
E se non se ne va Mattarella che fa? Va in tibbù e come il suo collega il fu Scalfaro, anche lui caro alle anime belle, declama un mitico no io non ci sto. Oppure dice, scusate ho letto distrattamente, non va bene suvvia. Oppure confessa mi sono fidato di Nordio, ed allora aspettiamoci l’ovvia obiezione, ma come le altre volte hai discusso pure le virgole o mo ti fidi ciecamente? Magari qualcuno potrebbe arrivare persino a pensare che in questa grazia c’è di mezzo Marina Berlusconi . Tut Tut. Ed allora per sementire illazioni che fa Mattarella, ritira la grazia bruscamente dopo averla elargita inopinatamente? Non funziona. Come la metti butta male.
La strada aperta e meno impervia è dunque quella italiota storica. Si lasci cader la questione. Lo so che nel piddì speravate di fare qualche altro botto e sparare fuori pure Nordio, fregare la sora Giorgia etcetc ma questa lama è a doppio taglio. Evitiamo traumi e danni collaterali. Facciamo conto che sia stata una storia di carità cristiana. Dicevamo che del resto gli ex DC sono così, candidano le consorti, assumono figli, condonano case e corrono al perdono rapidi. Immaginiamo dunque che qualcuno abbia raccontato a Mattarella che la Minetti, pur non avendo scontato concretamente nessuna pena, si è pentita. Ipotizziamo che qualche solerte collaboratore abbia raccontato al Presidente una storia di redenzione, figli adottati, recuperi morali ed egli commosso abbia firmato la grazia. E speriamo che il tutto sia digeribile al popolo sovrano e la cosa si fermi qui. Perché un LaRussa no, ehh bimbi, anche no.
A meno che qualcuno trasversale ai vari partiti non pensi che il tempo è giunto, che è pronto e quasi proponibile un nuovo, od una nuova, presidente della Repubblica e non ci sia una giostra in arrivo fatta più o meno così , scoppia il governo, parte la faida tra estremisti di destra Lega Vannacci Fratelli&Sorelle, sorge come di incanto un centro nuovo, ed un attimo dopo Mattarella colpito da orgoglio fulminante si dimette e la nuova alleanza elegge chi forse è già pronto.
Ma questa è ovviamente fantapolitica .. o comunque è tutta un’altra storia.

