Funamboli e preamboli

di Corrado Fois - Liberacittadinanza.it - 18/01/2021
“Abbiate soprattutto il desiderio di separare le cose dal rumore che esse fanno.” Seneca

Andrey Navalny è un combattente per la libertà, tanto dipinto da Putin come un egoista anti patriottico quanto immaginato in Europa come una persona per bene? E’ tutto da capire.

Di certo è un uomo coraggioso e controverso. Assurto oggi a simbolo mediatico del coraggio personale. Quel coraggio che solo una ferma coscienza politica può dare. Che ti fa rischiare la libertà, la felicità , la vita. Che è fatto di fermezza e di egocentrismo, ma soprattutto di lucida consapevolezza. Qualche giornalista, nella stampa internazionale, lo ha paragonato al ragazzo solo ed armato di un paio di buste in mano, quasi tornasse dalla spesa, ostinato davanti ai carri armati in piazza Tienanmen ..decine di anni fa. Forse è così ..forse.

Andrey è un ragazzo del 1976. Un adolescente quando cade l’URSS e nasce la nuova Russia. Tutta la sua esperienza umana si fonda nel grande calderone, ricco e contraddittorio, tipico di un paese che muore e rinasce. Speranze ed illusioni, bisogni materiali e ricerche spirituali si fondono nella pentola di una mente fertile e di un carattere forte. Diventano , tempo per tempo, presa di posizione, affermazione politica, orgoglio personale.

I servizi segreti russi, efficienti come sempre, gli hanno rifilato una robusta dose di veleno. Se avessero voluto ucciderlo l’avrebbero fatto. Gente che non sbaglia le dosi in una pozione. Invece Andrey è vivo ed una ragione di certo c’è, anche se difficile da capire. Guarito e politicamente rafforzato lascia la Germania per tornare a Mosca. Sull’aereo dietro la mascherina d’obbligo, appare sicuro di sé. Tranquillo e ben fermo nella scelta di sacrificarsi. Decine di persone lo fotografano coi cellulari e subito quelle immagini rimbalzano migliaia di volte in tutti i social. Gli dirottano l’aereo su un altro aeroporto, ufficialmente per evitare incidenti, lasciando orfane le migliaia di persone che lo attendono. Andrey se ne catafotte. Non è dai suoi amici che vuole andare. Lui vuole i suoi nemici.

Putin non fa una piega .. non è uomo da impressionarsi. Vlad lo Tzar ha un carattere duro, grande fiducia in se stesso e piena certezza dei suoi obiettivi. Tenace, spietato. Si è formato tra i quadri del KGB il miglior servizio segreto del Mondo, pari solo al Mossad israeliano. Sa esattamente bilanciare dialogo e violenza. La crisi di Crimea nel 2014 lo dimostrò. Un negoziato sul filo della corda tesa tra due estremi . L’equilibrio o la catastrofe. Uno scambio apparentemente durissimo che portò due benefici egualmente ripartiti : diede a casa Russia la piccola penisola e permise ad Obama di coprire i molti guasti di immagine, causati dall’aver affondato le mani nelle crisi di Siria e Libia. Win win. Funambolico.

Putin non fa una piega anche per un altro motivo. Avere il capo riconosciuto dell’opposizione in casa è meglio che averlo in giro libero tra le comunità russe all’estero. La dove si muovono intrecci tra il dissenso e la potente mafia russa. Un alleanza innaturale ma utile a quest’ultima. Anche l’educazione siberiana insegna che devi avere una mano tesa e l’altra che impugna la pistola. Per una mafia che reinveste capitali occidentali nella Santa Madre Russia, gli affari funzionano su quel filo sottile fatto di minacce reciproche e piccoli equilibri instabili col potere. Putin lo sa bene e come osserva il New York Times , deve bilanciare efficacemente fermezza e trasparenza se non vuole apparire debole o trovarsi in un ginepraio di critiche scomode da parte della vicina Europa. Non è il caso alla probabile vigilia della fine di una pandemia fin troppo mediatica. I più prudenti tra gli analisti finanziari sostengono che – chiuso il caso covid ( speriamo.. )- arriverà una sorta di super rimbalzo economico mondiale. Un’età finanziaria senza precedenti dal dopoguerra ad oggi.

Nel dubbio che questo punto di equilibrio tra fermezza interna e pubblica trasparenza sia davvero difficile- specie perché anche Andrey è un carattere volitivo – Putin fa due cose degne di nota. Uno: sottomette Sputnik, il vaccino anti covid sintetizzato a Mosca, alla disciplina europea del farmaco, notoriamente la più rigida. Mossa astuta e di grande apertura. Ed intanto lo passa a prezzi amichevoli a tutto il Sudamerica, dove Venezuela e Paraguay lo prendono al volo,.. e verso la Turchia ( ancora nei ranghi della Nato ) dove lo fa iniettare in diretta tv anche ad Erdogan. Due: apre un nuovo dialogo con Pechino ipotizzando alleanze future sul fronte energetico - la Cina in piena ripresa è affamata di gas- tecnologico ed ovviamente farmacologico. Certo che il rotondo e bitorzoluto Covid ha un’infinita di usi secondari che davvero sorprende!

Torniamo ad Andrey. Deve scontare una condanna per appropriazione indebita e per violazione dei termini di custodia cautelare. Sembra che abbia intascato e speso per il suo tornaconto politico quasi cinque milioni di dollari raccolti da varie ONG riconducibili a lui. Ha sempre sostenuto che fosse una condanna assurda e politica. Per questo dichiarato convincimento ha infranto tutti i protocolli, da lui stesso firmati per avere in cambio una sorta di libertà vigilata. Cosa potrà fare oggi, chiuso in una galera? Innanzi tutto diventare, come detto, un simbolo internazionale e questa è una sorta di polizza assicurativa sulla vita. Secondo, tentare di coagulare intorno a sé in modo più forte il rissoso arcipelago del dissenso russo. Prima gli era riuscito solo in piccola parte, ma ora ha la seria possibilità di diventare l’altro Re nella grande partita a scacchi in corso.

Se c’è una cosa che ormai sappiamo è che nell’epoca contemporanea ogni potere – anche il più sfacciato - ha bisogno di un bilanciamento. Qualcosa che radicalizzi i pro ed i contro. Faccio un esempio : nulla è stato più utile a Biden della idiozia autoreferenziale di Trump. Ed a sua volta il parruccato ometto ha preso lo scranno grazie ad un combinato tra la paura sociale, specie nel proletariato bianco, dell’immigrazione e quella del decotto sistema industriale americano davanti alla concorrenza cinese. Il nuovo ed il vecchio potus sono dunque cresciuti grazie all’altro piatto della bilancia.

Dai funamboli orientali il passo verso i preamboli occidentali è breve.

Per capire il senso filosofico del vocabolo usiamo la Treccani : Nella teologia, i preamboli sono le verità che possono essere raggiunte dalla ragione (come, per es., l’esistenza di Dio) prima che con un atto di fede si accettino le verità rivelate. In altre parole, più laiche, sono le cose che ognuno di noi può comprendere sulla democrazia, prima che la verità si palesi.

In Olanda cade un governo, poco prima che scada la legislatura. Perché ? Per una ragione molto semplice. Ufficialmente perché si è perpetrata, secondo la locale magistratura, una truffa governativa ai danni dei Cittadini. 20mila Famiglie sono state accusate di aver usufruito illegittimamente del welfare statale ed hanno dovuto, con gravi sacrifici, restituire le somme. Molte sono andate in povertà, altre in sofferenza. Tutti ne hanno sofferto davanti al rigoroso, quanto erroneo, applicare norme dello stato frugale. Infatti ora si scopre che quell’accusa era una esimia puttanata. Una truffa in perfetto viceversa. Risparmio il cosa ne penso. Cresciuto in Italia ho la stessa fiducia nel fisco che avrebbe un esploratore ottocentesco in mano ai cannibali dell’Orinoco. Comunque non ne sono stupito.

Il governo olandese ha fatto l’unica cosa possibile, nonché la più opportuna. Ne ha assunto la piena responsabilità e si è ritirato. Dice.. vabbè facile stava scadendo il tempo ..le elezioni erano alle porte. Cazzata. L’aver dovuto ammettere la colpa ha buttato fuori competizione il leader dei socialdemocratici Asser che aveva ricoperto la carica di Ministro al tempo del fattaccio. L’evidenza fattuale non gli ha dato scelta e così il capo dell’opposizione, che aveva serie possibilità di vincere la competizione, è saltato per aria. Avvelenato dal suo stesso rigorismo frugale, sconfinato in pessima gestione, se non proprio in truffa.

Ed è qui il punto, meno ufficiale e più politico, di una vicenda apparentemente morale …

Rutte il premier ( il più longevo dopo la Merkel ) che ha definito il tutto una storia vergognosa, facilmente incamererà una vittoria . E’ tornato in testa al gradimento popolare con la sua “trasparente” gestione. E’ l’eroe del giorno, in Olanda.

Bella la democrazia. Se ne sai usare i meccanismi ti garantisce più potere di una dittatura. Un esempio : Hitler 1933-1945. Dodici anni costati una apocalisse nazionale e mondiale. Angela Merkel 2005 – 2021 . Sedici anni di prosperità. Alla faccia dei fumi della Vokswagen, del fuoco alla Thyssen e della nebbia intorno al sistema bancario. Se fossi un capitalista, con la bella morale che li contraddistingue, sceglierei la forma apparentemente più morbida, più longeva e meno costosa per gestire il potere e così proteggere i miei interessi.

E qui si apre un piccolo preambolo anche per la sinistra italiana che galleggia nei flutti, in mezzo ai rottami di una scelta sbagliata.

Siamo così convinti che, in un sistema democratico, gestire il potere con funambolismi ed illusionismi sia esattamente la scelta giusta, e..siamo sicuri che la sinistra, lo possa fare senz’essere indebolita, spogliata di ogni suo valore distintivo? Visto che la democrazia è fatta di equilibri tra due piatti, forse era più sensato andare all’opposizione. Potevamo condizionare meglio il sistema capitalista ed intanto elaborare una rigorosa proposta alternativa.

L’ho detto allora e lo dico ancora.. ho guardato con sospetto al negoziato del post Conte 1 .. non avevo torto. Le elezioni in tempi ante pandemia, avrebbero potuto dare un risultato chiaro e forse inatteso. Si è dato retta ai sondaggi che, come fanno oggi i virologi, dicono tutto e pure il contrario .. e così si è dato ascolto alla paura.

Ho sempre pensato che la prudenza sia una bella virtù, ma non è che dandole costantemente retta si costruisce il futuro.

Scorre intanto un bell’appello di associazioni e personalità degne di rispetto. Anpi, Sindacato, forze della sinistra storica. Uniamoci, dice il manifesto, recuperando i valori più profondi della Repubblica come l’antifascismo. Bello, quanto vago. Nell’antifascismo c’era Ferruccio Parri, certo, ma anche Edgardo Sogno. Che ha avuto, giustamente visto il coraggio, la medaglia d’oro per l’opera data alla Resistenza anti fascista. Peccato che lo facesse nelle fila dei servizi segreti anglo americani. Nessun’altra simmetria è possibile tra un uomo come lui e Parri a parte l’avere in comune un nemico. Se applichiamo questa logica , cioè che avere un nemico ci rende uguali nei valori , dovrei vedere con gioia il ritorno di Letizia Moratti dato che, dagli anni sessanta, sono anche io interista. Non succede. Colpa della mia faziosità.

Avere un nemico comune non mi è parso mai un valore fondante, piuttosto una circostanza storica. Perciò, per dirla con la mia maestra di italiano, la Sora Giorgia .. mbè che volevo ffa?.. Un altro accordo funambolico tra mille anime diverse ( ..non prassi diverse, proprio anime! ) che avrà bisogno di rotoli di preamboli ? Non mi pare il caso. Francamente ad una possibile alleanza in nome di valori troppo larghi, preferirei un nostro stretto ripensamento sul sistema riformista. Una fase di possibile chiusura che produca una visione più precisa dell’alternanza. Insomma, più socialismo e meno consociativismo.

Solo poggiando su valori forti e distintivi si produce un negoziato durevole.

Ovviamente firmerò. Ci mancherebbe. Lo faccio per rispetto, perché comunque c’è un pezzo della mia parte la dentro e perché in fondo è una buona azione..non certo per convinzione. Non sono gli appelli al ..volemese bbene … che daranno alla sinistra il ruolo che le spetta se davvero vuole ritrovare radici e valori. Identità e progetto. Forza.

Proprio per non avere il coraggio di rischiare mettendo in campo l’intransigenza si è reimbarcato un personaggio come Renzi di cui tutto si sa e perciò nulla si poteva ignorare. Ed ora si dovrebbe accettare i responsabili ( ..ooohi ohii ) e perfino l’aiuto di Mastella ( cose da pazzi! ).

Non aver rischiato quando si poteva fa si che oggi siamo impantanati. Per parare il culo alla Patria dovremo gestire una crisi cosmica con le mollette al naso, altro che mascherina!

Ne avrei un filino abbastanza.

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