La visione liberaldemocratica per sua natura si muove nell’ambito del capitalismo, direi anzi che lo espande e lo tutela riducendo l’impatto del conflitto di classe con piccole modeste misure correttive dei rapporti di produzione e dello sfruttamento. La dissoluzione di ogni alternativa socialista ha lasciato campo ad ogni possibile arbitrio, che sia esposto in modo arrogante e grossolano come fa l’America, o rifilato in modo più subdolo e gesuitico come fa l’Europa.
In questa chiave di fondo – l’organicità al sistema capitalista e le sue intrinseche ingiustizie - non vi è distanza fattuale tra una dittatura, una oligarchia ed una democrazia liberale. Non voglio dire che siano la stessa cosa, assolutamente. In proposito cito il mio Presidente, l’unico a cui riconosca il merito del ruolo, Sandro Pertini. Diceva: alla migliore delle dittature preferisco la peggiore democrazia. Per forza, aldilà di ogni moralismo l’ipocrisia è meglio dei calci in culo, almeno per una quota parte esistenziale. E poi voglio la libertà di scrivere le mie idiozie o proferirle al bar dello sport senza finire in prigione ammanettato e costretto a seguire la Ruota della Fortuna con il divaricatore di palpebre come il personaggio di Arancia Meccanica
Detto ciò per chiarezza, commento un pochino questi ultimi giorni, in particolare gli eventi che hanno acceso auliche dispute sul futuro della democrazia americana ( sic! Non sapevo avesse un presente, quante cose mi sfuggono!!) da quando TheDonald si è scatenato su tutti i fronti, interno ed esterno. Ma per mia personale tigna ai cachinni sociopatici americani aggiungo la levata in piedi ( insomma quasi ) delle liberaldemocrazie UE. Francia Inghilterra Germania si sono riunite ed hanno marciato sotto lo striscione “ Il diritto internazionale deve dirigere tutto!” slogan ben scandito in coro da Santa Ursula in tailleurino giallo blu, e Manù Macron in mimetica. Peccato che nessuna di queste nazioni, e tutte insieme, abbia alcun diritto di parlare di diritto. Vabbè.
Ed a proposito di commenti, sull’obeso parruccato e le sue prevedibili esternazioni non aggiungo nulla. Hanno già detto tutto e assai meglio e assai più correttamente di me. Annoto solo due piccole marginali considerazioni.
Costui è prima di tutto un furbacchione estremo, prima che un pericolo, un dittatore ed un folle come lo definiscono. Faccio un esempio. Ha dichiarato un investimento monstre per la difesa -1500 miliardi - che non ha e non avrà anche se rompe le palle un giorno si e uno no alla Federal Reserve. Non li avrà non perché Powell recalcitra in buona fede ( cose da pazzi, questo personaggio pericoloso è diventato l’eroe dei democratici. Da non credere!! ) ma semplicemente perché i miliardi non ci sono. I finanziatori importanti del debito americano come Giappone e Cina hanno già detto che con la politica dei dazi si è chiuso da solo fuori casa e col cacchio che gli comprano titoli se non a tassi esagerati. Dunque lo yankee in sovrappeso ha praticamente sparato una cazzata fotonica ( come gli 800 miliardi UE ). Ma se osserviamo la faccenda in chiave borsistica il tutto assume un’ altra luce ( e vale pure per Santa Ursula a mio avviso ). Infatti con il rialzo delle azioni delle imprese pesanti ( aerei navi acciaio armi ) Donald si può esser fatto una montagna di soldi. Lo capisco creatura, tiene famiglia e sono tutti allupati ad ora di soldi, del resto per sopportare le sue battute servono molti soldi e alte paghette. Non bisogna mai sottovalutare i suoi ( ed altrui ) giochi in borsa realizzati tramite opportune compiacenti finanziarie. E’ li in quella tangente da insider trading la chiave delle bubbole sparate dagli attuali governanti come petardi. Nello specifico il furbone ha due anni per sfondarsi di soldi, perché poi chi cacchio lo elegge più? Gli americani sono notoriamente fessi, ma insomma c’è un limite.
Seconda considerazione: In quanto alla ICE famigerata ed odiata, non è un prodotto suo, come non è sua la logica di assunzione dei soggetti. L’dea iniziale venne all’amministrazione Clinton e poi fu realizzata nel 2003 da George W. Bush. Un altro genio. In quanto agli attuali spari sulla folla ricordo che il 4 maggio del 1970 la Guardia nazionale spedita da Nixon fucilò quattro studenti e ne ferì decine sparando a pochi metri da un corteo, una manifestazione pacifista. Dunque capisco e condivido tutte le acrimonie per il villan panzuto, ma, Cittadini, i presidenti americani sono questa roba qua, perché gli USA sono questa gigantesca truffa, questa invenzione democratica che bombarda, uccide, stupra e deruba con la maschera del diritto e di Ollivud. Tutto il resto detto e scritto sui vari governi USA di ogni tendenza sono imbarazzanti retoriche alla Riotta o Rampini. Anime belle.
Davanti agli eventi di sempre come agli attuali resta cubitale la mia totale diffidenza nei confronti di chiunque parli di forza del diritto come alternativa al diritto della forza. Prima di tutto perché questa fase è la quintessenza della ipocrisia liberale. Infatti, come fai a tutelare il diritto? Come agisci verso chi non lo rispetta? Con la forza. Dunque abbiamo una sorta di bilanciamento operativo tra le due scuole di pensiero. Prima o poi si passa ai calci nei denti in un caso o nell’altro. La differenza è nella narrazione, come ho sempre detto per l’invasione russa a fronte delle invasioni europee. Sono orrori entrambe.
Sarà che sono afflitto da una buona memoria ma trovo stucchevole quello che stanno facendo Ursula, Macron e comparuzzi sul riarmo e sul bellicismo di una Europa che era nata per essere alfiere di dialogo e pace. Non si può vedere che la Francia si affretti a spedire soldati in Groenlandia mentre abbandonò completamente il Rwanda ai massacri che fecero più di un milione di morti. Veramente insopportabile come tutte le robe che partorisce la peggiore UE mai vista. I peggiori governi nazionali mai visti. Le peggiori opposizioni mai viste.
Questa roba della Groenlandia –terra rubata dalla Danimarca dei Vichinghi ed ora rivendicata dagli attuali cowboys- mi ricorda 40 anni fa l’intemerata della Tatcher con la guerra scatenata all’Argentina per riprendere le Malvine, rubate secoli prima dalla corona e poi sempre rivendicate dagli argentini. Fu una guerra violenta voluta dalla signora in questione per primeggiare nel mondo e mettere in secondo piano il conflitto di classe scoppiato a seguito delle sue politiche distruttive. Si chiamò diritto internazionale un furto compiuto per correggere un furto, insomma normale amministrazione tra capitalisti. Il ridicolo – sempre presente in ogni tragedia - fu che le solite anime belle si intestarono la caduta del regime fascista argentino, proprio grazie alla guerra imperialista britannica. La solita manipolazione della stampa occidentale. A buttare giù Vileda furono anni di guerra interna, le donne di plaza de Mayo, gli studenti degli scontri armati. La guerra di un Popolo. Non i parà inglesi.
Ritengo francamente inaccettabile sentire citare il diritto internazionale da chi lo ha scavalcato costantemente, sia coi bombardamenti di Belgrado, le stragi in Africa, lo stupro del medio Oriente e quella cazzata biblica delle primavere arabe. Che poi a dirla tutta, non sono nemmeno arabe assunto che si parla di Algeria Tunisia ed Egitto. Vabbè.
In questo conformismo liberaldemocratico è chiaro che chiunque non dimentichi l’orrore interno ed esterno dei vari presidenti yankee, delle nazioni europee e della stessa UE passi per un filo Putin. Ma che diamine! Costui è chiaramente un delinquente, ma il fatto che lo sia lui non giustifica e cancella i reati associativi commessi dai paesi occidentali.
Veramente me lo domando, che fine ha fatto la sinistra? Veltroni e la sua cricca l’hanno davvero castrata se nessuno ricorda più che il principio di fondo della totale mancanza di diritto è lo sfruttamento e l’ingiustizia sociale. Il resto, tutto il resto, in una vera cultura umanista viene dopo. Il mondo è prima di tutto violentemente diseguale nella qualità della vita, di quale minchia di diritto internazionale si ciancia? Vedo ovunque, anche in quella che un tempo era la mia parte, una vergognosa mancanza del vero senso di diritto e di giustizia, che esiste solo nella equiparazione delle opportunità.
La sventura di 8 miliardi di esseri umani e che un solo miliardo ha in mano tutto, acqua, spazio, cibo, denaro e crediti, borse, bombe nucleari, cinema e social. Può mentire, rincoglionire ed uccidere più di chiunque altro. E la iattura sta nel fatto che questo miliardo sia formato da violenti sociopatici come gli yankee e da ipocriti, assassini riverniciati da poco che chiamiamo nazioni europee democratiche.
L’ assurdo che io vedo è certamente nella violenza e nell’arroganza esplicite di un Trump o di un Putin qualunque ma anche nell’ipocrisia stucchevole dei liberaldemocratici, delle anime belle del capitalismo, in quel loro fingere che altre cose siano importanti. Ed infatti tutti facciamo finta tutti i giorni che questa oscena diseguaglianza di vite e di destini non conti. Che sia importante il diritto, l confini, la tutela delle forme costituzionali, i magistrati, gli svarioni di sora Giorgia mentre miliardi di persone muoiono letteralmente di fame, di malattie, di guerre coloniali.
Ma questo immenso cumulo di frasi fatte che chiamiamo cultura democratica, questa costante stucchevole ipocrisia, non ci metterà al riparo dalla vera applicazione del diritto e cioè quando otto miliardi di persone decideranno di riprendersi quello che gli abbiamo rubato e che ci ha resi ricchi, e ci mangeranno.



