La piccola Bottega degli orrori

di Corrado Fois - Liberacittadinanza.it - 05/07/2022
Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all’infinito.- Jacques Attali

Ci sono delle circostanze in cui sorge spontanea una domanda .. chessò,.. guardiamo la Torre di Pisa e ci domandiamo ..ma costa così tanto raddrizzarla? … arriva una raccomandata dell’ Agenzia delle Entrate e ci domandiamo..saranno gli auguri per il mio onomastico? .. ecco a titolo esemplificativo ‘ste robe qua, queste domande un po’ retoriche ed un po’ inutili che talvolta ci abitano.

Così quando guardo in tibbù le facce di lor signori oppure per disgrazia via radio inciampo nelle loro frasucce imparate a memoria, od ancora .. mi tocca di leggere ..in spiaggia rilassato ed indifeso .. le maldestre manipolazioni dei fatti che costoro cercano di rifilarci.. bene, in queste specifiche circostanze insorge, tanto spontanea quanto irrefrenabile, questa semplice domanda.. ma cosa abbiamo fatto di male noi italiani per meritarci questa caterva di imbecilli ?

Nel pezzullo che segue provo a spiegarmi come mai si è arrivati a tanto, come sia possibile che il nostro amatissimo e bislacco Paese si sia ridotto così male. Parto dai protagonisti..diciamo così.. per arrivare a noi elettori. Lo metto giù più che altro nella speranza che scrivere funzioni come il biochetase .. certo, come sono, dell’ormai radicale inutilità di ogni scambio di idee in un mondo nel quale ognuno parla per ascoltare se stesso … a cominciare da me.

Profilo destro, profilo sinistro, profilo centro ( Castellitto, da L’uomo delle Stelle )

Di tutta la piccola bottega degli orrori quella che mi fa meno senso è la sora Giorgia, il profilo destro. Sarà che dai fascisti non mi aspetto mai nulla di decente, quindi produce poca frustrazione .. sarà che nel mio cuore il proletariato viene sempre al primo posto e di tutta la bottega l’unica vera proletaria è la Meloni. Sarà per queste cose, ma.. nun me fa orore . Credo che la sua sia una famiglia di emigrati sardi ( direi dato il cognome ) la sora Giorgia è cresciuta nei quartieri popolari romani, schiettamente fascia fin dalla culla ( mai frase come .. fascista in fasce .. fu più esatta ). Come militante ha fatto parte di quella categoria di persone con cui ci si picchiava per strada, ai tempi d’oro. Lei è molto più giovane quindi è cresciuta nella Roma un po’ bolsa e melensa di Rutelli .. non in quella bolgia settaria e manesca che la rendeva unica negli anni 70. Ma credo che , avendo fatto militanza dal basso alla Garbatella, qualche sberla l’abbia presa e data. Politicamente emerge dopo la frantumazione del Msi e lo sciogliersi di Alleanza Nazionale entrambe realizzate da quella perla di imbecille che fu Gianfranco Fini. Uno che prima si è venduto un partito, poi si è venduto al Berlusca poi penso anche ad altri.. ma solo alla fine.. e per un acquisto ( la legge del contrappasso ) ha perso la faccia ed il posto. Politicamente furbetta la sora Giorgia si è fatta piazzista di un prodotto che in Italia tira sempre : il fascio bigotto ed ha fatto Bingo. Ha dunque costei visione netta e chiarezza di idee? Lo si comprende leggendo l’estratto delle sue dichiarazioni : aho, embé?..ah bello..ma de ke? Ma quanno mai? A faccia de sorcioo!! Dal quale si evince il suo livello culturale e la pregnanza del suo programma. Facciamo due conti sul tanto ammirato ( dai sagaci commentatori dei talk show ) successo politico ..il suo consenso è cresciuto ed oggi gode di un’intenzione di voto – stabilizzata - di circa il 18% sul fluttuante 50% di elettori . quindi il 9 sul totale. Almirante beccò – nel 72 mi pare – il 15% sul 90% dei votanti. Sono forse diminuiti i fascio bigotti in Italia?? Macchè!! E’ lei che vale la metà di Almirante. E sono generoso perché parlo de ‘na signora, ahò.

Matteo Salvini è complessivamente , in termini di intelligenza tempismo e cultura , all’altezza del suo aspetto fisico. Come si dice? Basta guardarlo. Lo ricordo giovane,già goffo e grasso, salterellare con dei par suo al canto di …forza Vesuvio i napoletani puzzano .. e lo ritrovo altrettanto sgraziato ciondolare per il Sud attaccato al telefonino a filmarsi mentre decanta le bellezze siciliane. Una indomita faccia di palta. Com’è approdato al successo un costui siffatto? Colpa del Trota , il figlio diversamente intelligente del Bossi. L’erede fu beccato a fregarsi i rimborsi della regione lombarda e lo scandalo travolse il genitore .. un altro che strillava onestà onestà ..Sulle macerie della Lega che prese – mas o meno - il 5% sul 75% di votanti , Matteo il paffuto si erse con la sua mole. Cavalcando il razzismo tipico degli italiani fece della guerra ai Migranti il suo unico cavallo. Con uno strepitoso successo da paura raggiunse ( punto più o meno ) il 20% sul 50% dei votanti. Guadagnò le pagine dei soliti giornali che ne fecero ora l’Orco ora il Capitano trasformando così, almeno a frasi fatte, il nulla in qualcosa. Di tutta la Lega è la personalità più modesta, la persona più inconsistente ed il borghese più piccolo. Non a caso piace. Da ministro dell’ interno era sempre fuori, così tanto incapace da non saper scovare nemmeno le tendenze gay ed il consumo di cocaina del suo pupillo , proprio lui che è omofobo e fa della battaglia alle cannette il portato filosofico della sua stessa esistenza. Ha scelto come mentore Verdini. E questo basta a spiegare il suo rapido ed inarrestabile declino. Oggi vale circa il 16% - dato medio- di intenzioni di voto sul possibile 50% dei votanti . Sic transit gloria tonti.

Enrico Letta sarebbe la diciamo sinistra italiana. Il profilo sinistro. Ma di sinistro non ha nulla ne in senso politico che in senso metaforico. E’ il tipico professore un pochino slavato, sempre prudente, un filino saccente. Epigone di ogni tendenza del democristiano progressista ..il suo slogan è adelante ma con juicio .. verso quale modello di società? Boh! . Politicamente emerge come presidente del consiglio per una manovra larga intese orchestrata da suo zio Gianni, uomo di prima repubblica giornalista coriaceo e gran pragmatico, che era così caro a l’ex-ex cavaliere. Tanto astuto quanto sereno Enrico si fece incaprettare da quel discolo del Rrenzi mezzo toscano e tutto paraculo,( a sua volta mandato al macero dagli astuti consigli del Verdini ) . Recuperato dall’esilio francese ( ex brigatista? No ben apparentato oltralpe ) nel disastro del PD emerge con cacciavite ed anima, vola alla segreteria dello stesso e voilà, lo riporta al successo .. accreditato del 20% sul 50% ( contro il 22% dentro al 80% di votanti del PDS ). La sua strategia? Rifare l’ulivo del Prodi ( ..vabbè.. ) chiamandolo campo largo. Cosa intenda con un aggettivo così vago è roba esotica. Quanto inutile.

Giuseppe Conte. Profilo ondivago, attualmente dato per sinistro. L’avvocato degli italiani ( mai Popolo ne ha più bisogno visto l’irregolarità generale ) ha fatto prima un governo con le destre, poi con le sinistre, poi con Draghi. Ha sottoscritto leggi imbarazzanti come la chiusura dei porti , ha dichiarato cose poi smentite, ora la mena sulle armi ( .. cosa sacrosanta, ma detta da lui sembrerebbe un filino ipocrita ) e vuol fare cadere l’unico straccio di governo che abbiamo. Che è quello che è, ma almeno non ci chiedono i soldi indietro! Non c’è molto da dire su di lui a parte che si veste come pensa si debba vestire chi si veste bene. Tempo sprecato cercare di capire cosa davvero vuole/sa fare .. qualsiasi cosa si dica a Conte è come buttarla dalla finestra.. L’ha detto il Grillo Parlante. E se non ne sa lui di cose buttate dalla finestra …

Draghi. Profilo centro. Chi dice che è asservito ai poteri forti non ha capito nulla. Lui E’ un potere forte. Forse non è chiaro che un paese di 60 milioni di abitanti, con la terza riserva aurea del mondo, con il risparmio più alto e corposo d’Europa, con la posizione geografica che ha ..il secondo manifatturiero del continente .. non poteva essere lasciato in mano a questa banda di scapestrati. L’ha preso lui. Per farne quello che vuole farne, cioè una tecnocrazia capace con Germania e Francia di contenere la prossima guerra capitalista tra Est-Ovest del mondo. E’ per questo obiettivo – che potrebbe conseguire - manda giù rospi. E sorride come un idoletto cinese. Ridicolo attribuire ad un uomo di ghiaccio frasi sgraziate come quelle riportate da De Masi ( ..che tristezza.. un sociologo così attento , che si presta a far da pedina ad una manipolazione ) . Le bubbole politichesi che scoppiettano come petardi in giro nel mediocre quadro politico le usa tutte a suo favore, per smascherare continuamente questi cretini, gente che abbocca in modo così infantile da confermare l’opinione corrente .. sono degli incapaci. Sulle macerie prossime di questo governo ritengo costruirà il vero governo che ha in mente, lui e chi con lui governa l’Europa intera.

Come son belle le elezioni ( Gaber )

Ultima ragione dell’attuale triste situazione, la si rintraccia nell’elettorato. Che vota alla meno peggio con comportamenti così ondivaghi da imbarazzare. Mentre il covid va e viene trovando nell’insistenza dei giornalisti la natura stessa della sua esistenza, i sondaggisti, rischiando starnuti e febbricole, vanno di casa in casa ad intervistare un Popolo annoiato dalla politica e preoccupato solo di cose serie.. i diritti individuali, l’inflazione, la guerra. Chiedono, chi voteresti? Senza indagare sui perché. E ogni settimana propongono scalette straordinarie con ..meno 0,5% ..in su od in giù scatenando pagine e pagine di commenti… sul nulla. Perché si cerca di catturare con una foto una lepre in fuga. Immagine quantomeno sfocata. Il vero problema è che ogni elettore ha perso fiducia nel voto. Non ha idee da seguire, progetti da confrontare, battaglie identitarie. Vota all’ultimo minuto sulla base di un … e vediamo se questo cazzabbubolo qua funziona ..Vuoi il reddito di cittadinanza, oppure meno tasse per tutti.. prova, senza alcuna fiducia, a dare il suo voto. Alla peggio non cambia nulla – pensa – e se funziona ci guadagno qualcosa.

La continua consunzione della democrazia per come l’abbiamo conosciuta , ma mai vista applicare, in passato, è anche in questa visione ridotta che larga parte degli elettori ha in sé. Lucio Colletti scrisse molti anni fa parole intense sulla fine dell’ideologia come spirito guida e delle conseguenze sull’appiattimento politico, ma anche di comportamento sociale ed individuale, che questa fine avrebbe comportato ( Il Tramonto dell’Ideologia – ed Laterza ) . Non c’è dubbio che l’avesse azzeccata alla grande. Il comportamento sociale senza afflato ideale diventa mero opportunismo. Ognuno si chiude nel suo schema di necessità avendo smarrito la bussola interpretativa con la quale orientare il suo percorso anche esistenziale. Il pragmatismo, che è cosa buona nella minutaglia gestionale e pessima nella visione del futuro, è diventato sia il pensiero dominante che il valore buono a giustificare ogni empietà. La mancanza della dialettica tra idee e modelli di struttura democratica ha spinto il dibattito nell’angusto del fare. .. senza visione.

Ma anche il solo fare è cosa troppo alta per la classe politica che elezione dopo elezione è stata scelta , in un continuo ribasso della qualità media. Il fare implica capacità decisoria, competenza operativa, tenacia disciplina e continuità. Ne ha più l’idraulico che il politico medio. Senza conoscenza, con capacità modesta amministratori locali e ministri scivolano nel vago ed il fare diventa così velleità o inconsistenza. Promessa smentita.

L’elettore dunque non ha modelli ideologici e visioni da confrontare e non ha nemmeno prassi da valutare perché nulla … nulla!!.. di quello che lor signori dichiarano viene mai concretizzato. Così agisce come detto, sulla base di calcoli estemporanei basati sul tornaconto di categoria od individuale. Per contro ..registrata questa tendenza , che loro stessi hanno provocato con la loro ingorda insipienza, i politicanti stuzzicano il pancino del paese che manco la dolce Euchessina. Questa dinamica circolare è un gatto che si morde la coda, un loop sociale/politico del quale non si intravede l’uscita.

O meglio .. la si vede, ma è nell’abbandono della democrazia parlamentare. Diceva un tizio in un bar .. compriamo 600 manichini della Rinascente, li mettiamo al parlamento e lasciamo fare tutto ai tecnici … Certo è uno che blatera al caffè. Ma è un pensiero che gira ed è inquinante e pericoloso.

La piccola bottega degli orrori, che fu .. in tempi lontani .. il Parlamento della Repubblica, teatro di tanti dibattiti e scontri tra parti contrapposte, finisce con essere la plastica dimostrazione del fallimento della Costituzione. Un oasi protetta in cui chi approda ha tutti i diritti e pochissimi doveri. Non ha controlli. Non ha mandato. Non rende conto. La trappola è in questo : un regolamento generale invecchiato e superato dai tempi e dalla dinamica storica, che andrebbe riformulato in tutte le parti riguardanti i rapporti tra Cittadino e istituzione ma che - per dettato - solo le istituzioni possono cambiare. Ed ora le istituzioni sono tutte in mano a quei profili . E’ dunque essenziale che simili forme di vita non tocchino nulla di rilevante.

Per me questa .. è solo questa .. è la ragione per cui la Costituzione non va toccata. Seppure la Repubblica Italiana avrebbe bisogno, per maturare definitivamente, di ben altro regolamento.

Le prossime elezioni saranno uguali alle precedenti. Nulla cambierà. Non c’è legge elettorale, i deputati saranno scelti dai segretari, ed immaginare uno straccio di programma da confrontare..a meno di un anno dal voto è inimmaginabile. Così si voterà male, sempre in meno, e senza speranza.

Per salvare il salvabile dopo l’inevitabile marasma , astioso ed inconcludente che si chiamerà dibattito per formare un governo .. Draghi, in una forma o nell’altra, riprenderà il timone. Ma questa volta – visto il fallimento generale - da solo. Non è certo..ma è possibile. E da lì in avanti è tutto un libro da scrivere.

Auguri.

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26 novembre 2022

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Gianfranco Viesti, Massimo Villone
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