Senza Tregua

di Corrado Fois - Liberacittadinanza.it - 30/08/2022
Agli imbecilli preferisco i mascalzoni. Questi ultimi talvolta fanno una paus a- Dumas

In un film di Monicelli .. Parenti serpenti .. Italia, la nonna abruzzese , si aggirava per la casa dicendo poveri aa noi, poveri aa noi.. In queste settimane , imbottito di discorsi ( ..diciamo ..) elettorali, mi ci sono visto e non tanto per l’anagrafe, che pure pesa, quanto per il mood.

Risulta un filino difficile non incazzarsi. Bisogna dar fondo alla scarsa pazienza oppure richiamare in servizio antichi precetti appresi dall’ora di religione nelle affollate aule della mia infanzia. Ma non basta perché mi abita una gran voglia di prenderli tutti a pedate nel sedere. Al momento questa propensione sembrerebbe più forte del lume della ragione. Del resto la politica non è il mio mestiere, ma una grande passione da Cittadino e quindi non sono costretto a fare lucide analisi, sottili esegesi, calcoli pragmatici. Posto che queste lodevoli attività siano in una qualche misura, anche minima, presenti nella singolare vita del politico medio italiano. E dei sinceri democratici.

Il mio amico Vincenzo, siciliano e canadese, nascosto dal fumo del suo toscano mormorava, l’altrieri, ahi serva italia di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta.. Reminiscenza liceale opportuna quant’altre mai. Il problema , però , a mio avviso è che il nocchiere c’è. Gli è che mi sta sui marroni.

Draghi che dice?

Il silenzio è più fattuale delle parole, talvolta. Don Mario lo pratica con attitudine sorniona, mentre gestisce quella che la tibbu’ ha definito ..ordinaria amministrazione.. Cosa ci sia di ordinario nel nostro Paese è un mistero, ma così dicono. Gestisce lui la dislocazione dei fondi, avvolge l’Italia con la sua politica filo americana, dispensa indicazioni sul prelevamento degli extra profitti delle imprese dell’energia .. senza peraltro far niente per incassarli. Insomma esercita, come sempre bene, il suo mestiere di uomo del capitalismo e forse di prossimo presidente della Repubblica.

Una sua frase mi ha colpito. L’ha lasciata svolazzare nell’aria durante il convegno di Rimini, la festa de noantri di Comunione e Liberazione. Ha detto : …L’Italia ce la farà con qualsiasi governo. Vabbè se lo dice lui ! Vengono in mente due domande facili .. ce la farà a far cosa? E subito dopo .. e come? Ed a corollario una terza subordinata .. qualsiasi? Cioè per Draghi sono uguali un governo nazional populista ed uno .. come dice Enrico il sereno? Ah si .. democratico e progressista? Ed in aggiunta ..se davvero ce la si fa con un governo qualsiasi perché non applicare pienamente la vera legge elettorale italiana , il trovatellum ( ..prendi il primo imbecille che passa e fallo ministro ) ? Così evitiamo questa caterva di cazzate che chiamano campagna politica e risparmiamo soldi ed energia eliminando il 25 settembre.

Dubito che lo pensi davvero, anche se un fondo di verità storica la sua frasetta ce l’ha. Abbiamo resistito a 20 anni di gestione abborracciata con due furbacchioni democristiani del calibro di Prodi e Berlusconi, potremmo sopravvivere a questi sfaccendati.

Appare evidente che il gigante d’Europa, dopo un anno e fischia che frequenta babbioni, si sia rattrappito. E’ il virus montecitorii .. lo prendi e rincoglionisci. Ha colpito tutti, anche grandi personalità come Luigino Di Maio, il boy scout del salta la quaglia.

I resti di ciò che fu..

Mentre Conte si avviluppa nelle sue stesse puttanate i resti del più grande movimento spontaneo visto in Italia dal ’68 ad oggi, si sfrangiano senza speranza. E’ l’inevitabile fine dei movimenti senza identità politica e senza struttura ideologica. Grillo, per non perdere neanche un voto, lo lanciò nel vuoto sconfinato del ..ma anche.. Per questa scelta opportunistica i 5Stelle , non di sinistra non di destra, inclusivi tanto da mescolare massimalisti, terrapiattisti, complottisti ed arrivisti, sono esplosi alla prova dei fatti. Sparisce Fico, forse il solo veramente interessante, ed in cambio nelle liste appaiono facce mai viste che spaziano da ex magistrati ( immancabili ) a tipi esotici di incerti natali. Si perpetua la Raggi, anche se in altre forme, riciccia l’Appendino.

Dei transfughi di Di Maio, sedotti ed abbandonati dal latin lover campano, poco si sa. Luigino li ha salutati bellamente e si è accasato con tutti i senza fissa dimora. Tuttavia si è premurato di farsi coprire il sederino dal PD , il partito che ha insultato per un lustro. Perché poi quest’ultimo lo abbia coperto è un mistero. Attiene al campo sconfinato delle intuizioni di Letta. La sola idea che Di Maio sia ancora ministro degli esteri mette i brividi. Lui che, in quel ruolo prezioso, ha detto ..tra Putin ed un animale c’è un abisso.. Cose da pazzi ! E’ giustificabile solo perché il Di Maio, che ha la scolarità di un armadillo, non sa che gli esseri umani appartengono al regno animale. Scellerato chi l’ha messo in quel ruolo.

Tra i resti di ciò che fu va annoverato il PD ( Partito Democristiano ) oggi illuminato dal genio di Letta sagacemente sostenuto da Franceschini. Si proprio quello che ha, cristianamente, piazzato la moglie tra i candidati .. Beh, creatura, tiene famiglia e di questi tempi due redditi son meglio di uno, specie con quello che imberta un deputato italiano ( il doppio dei francesi, quasi il triplo degli inglesi ). Il Partito che un tempo ereditò la trasformazione comunista e poi, grazie a quel ragazzo spericolato del Walter , anche i rimasugli DC della Margherita ( tra i quali Enrico il sereno ) oggi ha una nuova identità.. quale? Boh. Bagola tra l’agenda Draghi e l’argine antifascista. Due ideucce nuove nuove che giustificano pienamente la sua esistenza. Programma? Non pervenuto. Progetto di governo? Fotocopia. Rappresentanza popolare? Inesistente. Lista delle candidature?.. lasciamo perdere! Per forza alla fine il pur paziente Fratoianni l’ha fanculato. Non si può, dai.. onestamente non si può! Siamo di fronte alla più grande sventura che potesse capitare ..dobbiamo combattere la destra populista con una destra mascherata. Di quasi 15mila morti sul lavoro questo partito non fa menzione, sullo sfascio ambientale poche parole vacue, ed in quanto alle politiche di inclusione frasi da parrocchia di San Fulgenzio. Che infinita e deprimente tristezza. Intanto la sora Giorgia, il ciccione e la salma dilagano..

La destra..

Qualora i sondaggi fossero attendibili la banda bassotti & cicciotti vincerebbe a mani basse. Se stessero zitti, stravincerebbero. Per fortuna parlano e , come tutti gli sprovveduti, di continuo ed a vanvera. Così è anche possibile che si affossino da soli. Che vincano non è vero ..forse supereranno i democratico progressisti ( vabbè.. ) ma non saranno i primi perché il vero vincitore è già chiaro. E’ il partito dell’astensione con un sonoro 37 %. La destra gode , al momento, il favore di buona parte dei probabili votanti. Non è difficile, la logica dell’elettore italiano, come sappiamo, è la seguente.. evabbè provamo pure ‘sti cazzabubboli quà ..quindi usufruiscono del tentativo. Che poi siano in grado di formare un governo, e nel caso, di avere nomi decenti da proporre come ministri è un altro film.

Intanto non è chiaro il programma.. da un lato Matteo il paffuto chiede sbracamenti di bilancio ( 30 miliardi!! E dove li prende?? ) mentre sora Giorgia dice .. meglio di no. Berlusconi in Fascina ri-ripromette le solite cose e le frattaglie attaccate alla destra dicono si si a tutti e tre. Sul futuro premier si battibeccano, sui migranti idem, sull’energia nessun accordo. Anche loro sui grandi temi sociali non aprono bocca, anche perché sono intasati di piccoli imprenditori e disoccupati che hanno problemi ed interessi quanto meno divergenti.

La destra come l’altra parte ( sinistra? Lasciamo perdere va ) non ha la minima idea di come uscire dal groviglio di problemi che abbiamo di fronte. In Italia , come nel resto del mondo, i governi e le opposizioni sono smarrite, senza punti di riferimento. Buttare alle ortiche le ideologie e le identità ha prodotto l’incredibile situazione in cui ci troviamo.

Il marasma

Metà dell’elettorato conservatore britannico, lo dice The Times, vorrebbe la nazionalizzazione delle imprese strategiche di energia . Buttata a mare la dottrina Tatcher la destra inglese ruba il campo ai laburisti. In Spagna Sanchez fa i conti con la crescita del PPE ma soprattutto di Vox il partito falangista, con lo sfaldamento di Podemos e con le proprie menate interne tra liberisti e socialisti. In Germania la contraddizione interna alle forze del governo paralizza le decisioni su temi cruciali come il tetto al prezzo del gas.. il cui continuo crescere avvantaggia l’Olanda, hub finanziario del gas europeo, che infatti incamera surplus commerciali. In Francia Macron governa da re ma con un parlamento riottoso e sfaldato e l’unica idea che propone è risparmiare energia trasformando la ville lumiere in ville chandelier. Ed ha pure le centrali nucleari. Come quelle ucraine su cui si buttano bombe..a lanciarle sono in pari responsabilità Putin e Zelenskj. Biden continua a provocare tutti, ed invece che smorzare i toni in una situazione già accesa semina frasi imprudenti. In Iraq si avvia una nuova guerra civile sotto le spinte iraniane. L’Africa come sempre è dimenticata da tutti.

In questo marasma, guardando alla scenario internazionale lo scemario italiota appare in tutta la sua provinciale pochezza. E pur tuttavia qui viviamo, e ci deve premere molto il destino che avrà questo nostro bellissimo e stralunato Paese. Tra poche settimane..

Il dilemma

Il dilemma è semplice .. assunto che a non votare non ci penso, chi diamine voterò?

Non posso farmi reclutare al voto su ricatto. O voti PD o vince Meloni. Una sola volta ho ragionato così ancora me ne pento e non lo farò certo ora. Non mi mobilita lo slogan salviamo la Costituzione, primo perché è impensabile un risultato finale che permetta alla destra di procedere a trasformazioni radicali da sola e secondo perché non vedo, francamente, che senso abbia fare una battaglia ideale su un regolamento. Non sono tra quelli che trasformano le regole in dogmi e tantomeno dei testi di oltre 70anni in libri eterni. L’unico rischio che vedo è che a quel testo, datato ma anche nobile, mettano mano questi quattro scappati di casa. Da qualsiasi parrocchia ex-dc provengano. Qualsiasi maglietta si siano messi addosso nel frattempo per sopravviversi erano e restano democristiani. Votati al compromesso, intrallazzatori e senza visione. Non mi mobilita nemmeno l’antifascismo se è praticato da chi , come Conte, coi fascisti ha governato o da chi , come Enrico il sereno, è diventato a suo tempo premier con l’appoggio di Berlusconi. Non mi faccio dare lezioni da costoro. Ed in quanto alla destra se levi o lasci la fiamma, tema tanto caro a Letta quanto inutile, poco mi importa. Lascio l’amore delle forme agli esteti. Nella sostanza costoro rappresentano grovigli di interessi che un simboletto non cambia.

Guardo con attenzione alla ipotesi di un’alleanza popolare, osservo con una certa simpatia Fratoianni. Su questa opzione fondo un piccolo, ultimo ragionamento.

Bisogna che si determini un contrappeso a sinistra che oggi non c’è.

Il programma PD dettato dall’agenda Draghi non mi piace nemmeno un po'. Che questo partito ibrido ed incerto rappresenti un’alternativa alla mappazza di destra non mi convince. Quello che vanno dicendo lor signori piddini mi sembra una variegata rassegna di luoghi comuni. Parlare dello jus scholae senza ragionare sullo jus soli è come comprare una marmitta sperando che qualcuno mi regali una macchina. Cazzate. Discettare di diritti personali, senza battersi davvero e considerare il primo dei diritti che è nelle pari opportunità per tutti, mi sembra solo un fiocchetto in testa.

Tra questo PD e le minchiate di Calenda e Renzi è difficile vedere veri e rigorosi distinguo.

Dov’è la difesa di classe, dov’è la battaglia alle diseguaglianze, dov’è la politica estera non allineata, dov’è la politica sanitaria e quella sulla formazione personale e professionale, dov’è la forma più allargata di partecipazione dei Cittadini alla Repubblica? Da nessuna parte. Nessuna delle cose che per me sono essenziali è rappresentata dal PD. Dovrei votarlo perché se no vince Meloni? E che vinca diamine!! Ci vedremo nelle piazze.

Mi sono scocciato di ritrovarmi come ai tempi di Prodi a scegliere il pesce che puzza di meno. Per un attimo ho pensato di votare PD perché ancora non si vedeva niente alla sinistra ..oggi qualche barlume c’è, gli darò fiducia e se si ci sarà un distinguo programmatico serio , gli darò il mio voto.

A dire ..votiamo turandoci il naso fu Montanelli, il padre spirituale di Travaglio. Indro .. un grande giornalista ed un uomo di destra. Se lo diceva lui, con tutta la stima, vuol dire che non posso dirlo io.

Non conto nulla, sono solo un Cittadino. Ma il dilemma lo scioglierò solo alla fine.. e come me molti molti altri. E tanti pesano nelle urne, anche se lacci e legacci inventati nel tempo dai vari governi impediscono alla Cittadinanza di determinare gli orientamenti della politica. Come sarebbe giusto.

Letta stia bene attento perché non può contare né su un carisma personale, di cui è sprovvisto, nè sulla simpatia popolare, che non si è guadagnato. Può solo contare sul fatto di non essere la Meloni.

E come diceva la mia professoressa di filosofia al liceo ..l’essere è ..il non essere non è. Che può sembrare una scempiaggine ma è Parmenide. Ed ha duemila anni.

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