REFRENDUM GIUSTIZIA : APPELLO AL VOTO

di Redazione LC - 01/01/2026
Se non voterai e non sconfiggerai la cosiddetta riforma della giustizia, scoprirai in breve tempo di essere diventato un suddito costretto a subire un potere che non potrai più controllare.

Caro concittadino,

Se hai già deciso di non andare a votare al referendum sulla giustizia fatti venire dei dubbi.

Sei convinto che la cosa non ti riguarda. Oppure credi al governo quando ti dice che la riforma migliorerà l’amministrazione della giustizia; e quando ti racconta che la separazione tra giudici e pubblici ministeri garantirà giudizi più imparziali e più giusti. Invece vieni ingannato due volte.

La prima, lo ammettono gli stessi promotori, perché la riforma non ha alcun effetto sulla lunghezza dei processi. La seconda perché la separazione delle carriere c’è già.

Perché la giustizia non funziona? Perché le cause in Italia sono davvero troppe (basta fare il confronto con la Francia), i magistrati sono pochi e mancano in modo drammatico cancellieri e collaboratori. Colmiamo il vuoto e la giustizia funzionerà. La complicità tra giudici e accusa non esiste: metà degli appelli finiscono con l’assoluzione. E fare scandalo di Garlasco è in malafede perché è semmai un caso in cui non c’è accordo tra giudice e pubblica accusa.

La riforma non semplifica, complica le cose. Con le carriere già separate, inventa la separazione del Consiglio superiore della magistratura. Che viene diviso in due: consiglio dei giudici e consiglio dei pubblici ministeri. Due consigli superiori al posto di uno? No, tre consigli perché le questioni disciplinari saranno oggetto di un’Alta Corte di giustizia. Soluzione più complicata e più costosa.

E non è tutto qui. Quello che non ti dicono è che in questi tre nuovi consigli aumenta il potere della maggioranza di governo e diminuisce il peso dei magistrati. Perché? Perché i membri politici di quei tre organi sono scelti dalla politica mentre i magistrati sono estratti a sorte e quindi privati della loro rappresentanza.

L’unica verità che ti racconta il governo è che vogliono mettere la magistratura sotto la tutela del governo e che fanno bene a farlo, perché i magistrati si mettono di traverso contro le scelte della politica. E tu potresti dire: che male c’è? C’è che i magistrati devono garantire sempre il controllo di legalità e questo vale anche nei confronti della politica. Tutti siamo soggetti alla legge: anche i politici. Anche i magistrati, sanzionati dal Consiglio superiore della magistratura.

Il governo mette in pericolo la democrazia fondata sulla separazione dei poteri. Da molto tempo il Governo si è impadronito del potere legislativo del Parlamento. Infatti questa stessa legge sulla giustizia è stata voluta dal Governo che ha obbligato il Parlamento a votarla ben quattro volte senza neanche un emendamento. Ora il Governo divide in due la magistratura e per dominarla meglio si garantisce il controllo sulle questioni disciplinari. Stai attento: non solo non vuole il controllo costituzionale sul proprio operato ma al contrario impone la sua presa sull’organo posto dalla legge anche al controllo sul Governo e il Parlamento.

Il governo si fermerà qui? Niente affatto. Se vincerà il Sì al referendum ha già annunciato che imporrà la sua soluzione finale: il premierato. Vale a dire il potere senza limiti e senza controllo del capo del governo, che farà eleggere i suoi sottoposti e dominerà incontrastato. Dalla democrazia parlamentare si passerà a un sistema basato sul dominio di un capo (o di una capa).

Caro concittadino, già da tempo sei costretto a votare nelle elezioni politiche senza alcuna possibilità di scegliere i tuoi rappresentanti a causa di una legge che trasforma una minoranza in maggioranza. Se non voterai e non sconfiggerai la cosiddetta riforma della giustizia, scoprirai in breve tempo di essere diventato un suddito costretto a subire un potere che non potrai più controllare. Perciò se non ti persuade questo testo cerca di informarti meglio con i tuoi mezzi, ma soprattutto decidi di votare. Spero che per la tua libertà decida di votare NO!

Mentre ti informi e rifletti, ti invito comunque a firmare la richiesta di referendum che in 10 giorni ha già raggiunto quasi 180.000 firme

Puoi firmare al seguente link:

https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400034

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