L’etica e l’onore

di Pippo Quattrocchi - 12/01/2009
Una storia di “altri tempi” e di “altri paesi”. Per motivi etici Françoise Fressoz e Marie-Eve Malouines, due giornaliste francesi hanno avuto la forza morale di rinunciare all’ambita onorificenza della “Légion d’honneur ”.
In questi giorni, mentre gli echi del rinnovato olocausto dei Palestinesi di Gaza e della ennesima “strage degli innocenti” riecheggiano sui mass media, generando tristezza e dolore nel popolo della pace, una notizia, appresa dalla stampa transalpina, è riuscita a dare una boccata d’ossigeno a quanti considerano l’etica non soltanto una teoria filosofica o un ragionamento teoretico, ma un progetto di comportamento, uno stile vita.

 

Due giornaliste francesi, Françoise Fressoz e Marie-Eve Malouines, rispettivamente capo del servizio Europa-Francia di “Le Monde” e del servizio politico di “France Info”, il 5 gennaio scorso hanno rifiutato la famosa onorificenza della “Légion d’honneur”, ricevuta,  qualche giorno prima.

Entrambi hanno affermato di essere rimaste sorprese da questo evento non intravedendo, nel loro iter professionale, “veramente nulla” che possa giustificare il conferimento della prestigiosa decorazione, per questo motivo hanno sentito l’obbligo di non accettarla. 

Françcoise Fressoz ha altresì dichiarato: Io penso inoltre che, per esercitare liberamente la sua funzione,  un giornalista politico debba restare fuori dalle onorificenze”.

 “In altri termini come si fà a conservare la propria indipendenza, un bene che tende a farsi sempre più raro, se si è debitori di qualcosa al potere? Le due giornaliste hanno rifiutato questa forma di fedeltà, di connivenza, una linea di condotta che dovrebbe essere la regola per ciascun giornalista degno di questo nome” (da BLOG CITOYEN T7 del 5.01.09).

Le due giornaliste hanno avuto la forza ed il coraggio di rinunciare alla più alta e più ambita onorificenza della loro patria per delle ragioni deontologiche!!!

Una storia di “altri tempi” e di “altri paesi”, un storia che da noi difficilmente si sarebbe verificata, perché nel nostro paese l’etica è soltanto una parola, per altro sconosciuta alla maggioranza dei suoi abitanti e, nella prassi, totalmente assente in tutti i livelli della vita politica, economica e sociale, mentre i “giornalisti degni di questo nome” sono diventati sempre più rari, sostituiti da parolai, venditori di saponette,  magliari da fiera paesana, individui la cui deontologia consente di prostituirsi al datore di lavoro, di mistificare la Verità, di costruire e diffondere infami campagne denigratorie contro chi non si genuflette davanti all’icona del loro padrone.

Mesdames les journalistes il vostro gesto, che ha consolidato l’etica della vostra professione e dato onore alle vostre persone, possa essere d’esempio anche in questa povera Italia!

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