LA NUOVA SPECULAZIONE CON L’ACQUA, IL GREEN ECONOMY ED IL COSA FARE

di Umberto Franchi - 12/05/2022
Le imprese multinazionali, vogliono trasformare l’acqua ed anche tutto il patrimonio naturale del pianeta Terra in merce, con il fine di monopolizzare e fare i massimi profitti

Nel dicembre del 2020 , il fondo di investimento speculativo mondiale  “Black Rock” ha quotato in borsa l’acqua “bene comune”  ed a circa un anno di distanza , la borsa di  New York , ha aperto la “NAC”  (Natural Asset Companies) , con lo scopo di aprire attivi finanziari gestiti da imprese private , al fine di monetizzare gran parte della natura del nostro Pianeta, comprando beni statali del demanio ed  ad uso pubblico dei cittadini .

Questo fatto, in una non lontano prospettiva, comporterà anche il mettere nelle mani dei soliti capitalisti e speculatori finanziari , anche l’acqua esistente, in gran parti del Mondo.
Il nostro Pianeta è abitato da 7 miliardi e settecentocinquanta milioni  di persone e la metà della popolazione non dispone dei servizi igienici di base , mentre ben 2,3 miliardi di persone non hanno nemmeno l’accesso vitale al consumo di acqua potabile . Ma il motivo dell’operazione “NAC” non è quello di risolvere i problemi della sete nel Mondo, bensì quello  di assicurare alle imprese private l’acqua a prezzi speculativi ed al fine di fare profitti...  e non certo per garantire ai popoli l’acqua potabile .

In sostanza le imprese multinazionali, vogliono trasformare l’acqua ed anche tutto il patrimonio naturale del pianeta Terra in merce, con il fine di monopolizzare e fare i massimi profitti.

Questa logica la ritroviamo anche nella “ green economy” dei governi capitalisti compreso il governo di Draghi, che vogliono guidare la transizione ecologica ambientale all’interno delle compatibilità del sistema e di conversione delle aziende, tenendo conto dei costi e delle compatibilità di conversione  delle imprese.

Quello che invece manca del tutto , è il ruolo dello Stato, con un progetto pubblico dello Stato da sottoporre ad una discussione partecipativa dal basso , assieme alle forze sociali ed ai movimenti  ecologisti.. ma soprattutto coinvolgendo il movimento operaio sul tema del cosa produrre per cosa, ed il come.... in quanto la riconversione produttiva  nelle aziende può avvenire solo se viene guidata da chi lavora in un contesto di garanzia occupazionale , abolizione del lavoro precario, diritti salariali e  qualità delle prestazioni di lavoro anche attraverso la riduzione degli orari a parità di salario .  

Così mentre a livello mondiale, gli speculatori si pongono l’obiettivo di quotare l’acqua in borsa, il nostro governo, in totale violazione dei risultati del referendum popolare del 2011, spinge per la privatizzazione dell’acqua e di tutti i servizi pubblici locali. Siamo alla complicità palese con gli speculatori.

Anche l’ultimo disegno di legge sulla concorrenza  ed il mercato, varato dal governo di Draghi nel 2021, (art. VI)  pone una serie di vincoli  tali da portare alla completa privatizzazione dei servizi pubblici locali, a partire dall’acqua.

Bisogna capire che la logica del profitto va combattuta , facendo esattamente il contrario di ciò che in Italia avviene da più di 30 anni, dove il capitalismo  globale ha privatizzato e trasformato tutto in merci... al solo a fine di incrementare i profitti trasformando i cittadini in sudditi obbedienti o in “letargo” .

Infine credo che anche l’amministrazione comunale può aver un ruolo rilevante a secondo di come i “ beni comuni” vengono gestiti  e per quali finalità uscendo dalla pura logica del profitto.

A mio parere il programma elettorale di “Ambiente e giustizia sociale ”per il governo del Comune di Lucca, è l’unico che si pone con forza una alternativa a tutte le problematiche ambientali, uso pubblico e gestione dell’acqua,  e qualità dello sviluppo  , con  la necessità di invertire la situazione ed aprire la strada ad un rapporto equilibrato  con le esigenze della  natura e gli interessi dei cittadini.

Umberto Franchi

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