Ieri 12 gennaio il CDM ha indicato come data del referendum sulla legge Nordio il 22 e 23 marzo prossimi. Questa decisione non tiene conto della raccolta di firme per il referendum richiesta da 15 cittadini attualmente in corso e che per legge ha tempo fino al 30 gennaio per raccogliere 500 mila firme determinando una serie di conseguenze se raggiunto il risultato (attualmente siamo a 370 mila firme cioè al 74%), e, comunque, la necessità solo dopo l’ammissione anche di questo ricorso di indicare la data del referendum.
Il CDM ha utilizzato una lettura della legge ordinaria ( art. 15 della l.352\1970 ) che risulta in contraddizione con il testo della norma della Costituzione ( art. 138 ) che parla del termine di tre mesi dalla promulgazione della legge costituzionale per poter proporre il referendum.
“Un'alterazione non da poco dell'assetto formale e sostanziale dato dall'art.138 Cost.al referendum come strumento essenziale di partecipazione democratica” così scrive oggi il Professor Massimo Villone sul Fatto Quotidiano.
Ma il CDM ha fretta, teme che il tempo consenta ai cittadini di informarsi sui contenuti della legge Nordio e, come in altri casi analoghi, decida di votare NO.
Facendo così offende, ignorandone la volontà, tutti quelli che hanno già firmato per l referendum e tutti quelli che firmeranno fino al 30 gennaio. Più in generale offende l’idea stessa di partecipazione democratica alla vita del paese.
I 15 cittadini utilizzeranno le risposte offerte dalla legge per opporsi a questa decisione.
Tutti noi possiamo fare qualcosa per dire al governo che non si possono offendere i cittadini ignorandone la volontà. Firmando la richiesta di referendum.
Oggi più di prima la firma è importante Questo è il Link per firmare on line
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400034



