"PUNTO DE REUNION": I NOSTRI PASSI PER LA PACE *

di Disarma, Pino Arlacchi, Elena Basile, Domenico Gallo, Raniero La Valle, Francesco Sylos Labini, Alessandro Volpi - 21/04/2026
Insieme a chi lotta in ogni angolo della terra, intendiamo sostenere i popoli che rivendicano il diritto alla pace e a una vita degna.

Perché tante donne e uomini dei movimenti pacifisti, associazioni e singoli attivisti si riuniscono per discutere la drammatica situazione in cui il mondo sta precipitando? 

Perché "Disarma" continua a moltiplicare iniziative in tutto il territorio?

Prima di tutto, per un compito di verità. 

 Da oltre quattro anni infuria la guerra in Ucraina tra morti e macerie. 

Dal 2023, Israele perpetra il genocidio della popolazione di Gaza nell'impunità universale, grazie al supporto militare degli Usa e all'appoggio della maggioranza dei governi europei, tra cui il. nostro: il più servile. 

Mentre Israele prosgue le violenze in Cisgiordania, Libano e Yemen, la Siria è stata devastata e divisa. 

In questo contesto di sopraffazione, la presidenza Trump aggiunge caos al sangue: con fare da gangster, il capo della Casa Bianca minaccia stati sovrani promette la capitolazione di Cuba e invade il Venezuela.

Bombarda l'Iran insieme a Israele, massacrando civili e distruggendo centri di cultura e luoghi di culto. 

 Il mondo intero sembra impazzito.

La casa brucia.

Perché? 

Noi crediamo che solo l'analisi storica e onesta del fatti possa aiutarci a capire.

Per trovare una strada razionale verso la pace è necessario rovesciare il falso racconto dei media e continuare a sfidare la propaganda bellicista e mistificatoria che da anni occupa i grandi mezzi di informazione.

 IL TRAMONTO DELL' UNIPOLARISMO E L'ASCESA DEL SUD GLOBALE

 Stiamo vivendo uno dei passaggi d'epoca più radicali della storia moderna: la fine dei cinque secoli di colonialismo europeo e americano. 

Oggi la Cina impedisce agli Stati Uniti il progetto di dominio unipolare, contrastandoli sul piano tecnologico e geopolitico. 

Insieme a Russia, Brasile, India, Sudafrica e Iran, Pechino reclama un nuovo ordine internazionale multipolare, contando su una quota demografica enorme, giovane e proiettata verso il futuro, a fronte di un Occidente in 

inarrestabile declino anche sul piano morale.

 Mentre il Sud globale avanza con forza, l'egemonia statunitense vacilla sotto il peso del fallimento della guerra per procura in Ucraina. 

Questo conflitto non ha solo trascinato la NATO in una strategia criminale, ma ha inflitto colpi durissimi alla tenuta stessa dell'Europa. 

Gli Stati Uniti, soffocati da un debito pubblico fuori controllo e alimentato da spese militari folli, assistono oggi all'erosione del dominio del dollaro per mano dei BRICS.

Incapace di accettare i nuovi equilibri mondiali e arroccata nel rifiuto del realismo diplomatico, Washington reagisce con la violenza cieca di un impero decadente, finendo per accelerare la propria crisi e per trascinare il nostro Continente nel medesimo baratro. 

 Questo declino si riflette in un unico filo conduttore che lega i teatri dell'Ucraina, di Gaza, dell'Iran e del Venezuela: la lotta per il controllo delle risorse energetiche fossili e il tentativo disperato di contenere l'ascesa della Cina. 

Siamo di fronte a una vera e propria guerra di retroguardia, paradossale e distruttiva: se da un lato petrolio e gas rappresentano la causa primaria del cambiamento climatico che minaccia il pianeta, dall'altro la transizione energetica vede la Cina in netto vantaggio grazie alla sua leadership mondiale nelle tecnologie rinnovabili.

Lo scontro globale si dunque cristallizzato nella collisione tra un modello fossile ormai instabile e declinante, e uno emergente, basato sul l'elettrificazione e sulla sostenibilità, che sta riscrivendo i rapporti di forza del XXI secolo. 

 IL FALLIMENTO E IL SERVAGGIO DELL'EUROPA 

 In questi anni le contraddizioni dell'Unione Europea sono esplose. 

Il bilancio trentennale è fallimentare: lo sviluppo, orientato dall'ordoliberismo tedesco e dalle lobby, è stato mode. 

Paesi come l'Italia hanno subito deindustrializzazione e impoverimento sociale. 

La rincorsa tecnologica a USA e Cina è fallita, il welfare arretra e le 

disuguaglianze esplodono. 

Seguendo Washington, l'Europa si è privata dell'energia russa a basso costo. 

 La democrazia interna attraversa una regressione profonda, con una crisi della rappresentanza drammatica che allontana sempre più i cittadini.

Mentre i media manipolano l'opinione pubblica, la politica estera europea è stata consegnata agli Stati Uniti. 

Mai l'Europa aveva toccato un fondo di così umiliante servaggio, da cui ora intende uscire con un folle programma di riarmo che giustifica inventando a tavolino la fantomatica minaccia di un'invasione russa. 

Per coprire i propri fallimenti, i nostri governanti raccontano bugie.

Questa è la verità, fuori dalle menzogne della propaganda.

 LE PROSPETTIVE E IL NOSTRO IMPEGNO 

 "Disarma" nasce dalla volontà di chi non si arrende all'impotenza e alla paura. 

La nostra forza risiede in una rete di realtà territoriali e intellettuali capace di un atto di rottura: il coraggio di far corrispondere le parole alle cose. 

È il coraggio della verità, senza il quale il coraggio della Pace non avrebbe gambe per camminare nel mondo reale. 

 Proprio questa ricerca della verità ci impone di guardare con realismo al panorama istituzionale.

Sebbene sostenere che tutte le forze parlamentari siano identiche significherebbe cedere alla rassegnazione, dobbiamo riconoscere che l'opposizione al riarmo è stata finora insufficiente.

In un'epoca che torna a evocare lo spettro dell'atomica, la guerra non è più un tema tra i tanti, ma l'elemento sovraordinatore di ogni scelta politica.

Per questo la pace deve essere la nostra bussola. 

 Le elezioni del prossimo anno rappresentano dunque l'occasione cruciale per rimettere questi temi al centro del dibattito e per unire le forze verso un obiettivo imprescindibile: sconfiggere un ceto politico europeo servile e mandare a casa il governo Meloni - espressione massima di tale servilismo - restituendo finalmente al Paese una politica estera di pace. 

 La strada non è resuscitare la Guerra Fredda sotto l'ala dell'America che minaccia di abbandonare la NATO.

l'Europa e l'Italia devono aprire un dialogo immediato con i BRICS, a partire dalla Cina e dalla Russia, nazione europea sanzionata solo per assecondare gli interessi di Washington.

Parallelamente, la transizione verso le rinnovabili deve diventare priorità per garantire  indipendenza energetica e controllo dei costi, come dimostra l'esempio della Spagna. 

 Come gruppo che si batte per il multilateralismo, vogliamo dare continuità a PUNTO DE REUNION come spazio di "assembramento" di idee e proposte e lavorare con le numerose realtà impegnate nel nostro terreno.

Non possiamo limitarci al dissenso: dobbiamo portare le nostre idee nel Parlamento, dando loro la forza di leggi che cambino i rapporti di forza nel Paese. 

È questa la strada per contribuire alla prospettiva globale di cambiare l'ordine capitalistico, rivelatosi nemico della pace e minaccia alla biosfera. 

Insieme a chi lotta in ogni angolo della terra, intendiamo sostenere i popoli che rivendicano il diritto alla pace e a una vita degna.

 *Documento sottoscritto da: 

Disarma, Pino Arlacchi, Elena Basile, Domenico Gallo, Raniero La Valle, Francesco Sylos Labini, Alessandro Volpi

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