COP 28 : SUCCESSO O FALLIMENTO ? E LA SINISTRA COSA FA ?

di Umbeto Franchi - 21/12/2023
Le scelte scaturite dal COP28 , non hanno niente di programmazione anticapitalista molto radicale che sarebbe oggettivamente indispensabile per arrestare la catastrofe climatica
Nell'ultimo rapporto degli scienziati del IPCC, approvato da 195 Paesi diffuso un due anni fa, si evidenziava, (come è stato ripreso in molti interventi anche nel COP 28 ) come oggi le concentrazioni di Co2 è paragonabile a quelle di 3/5 milioni di anni fa quando la temperatura era di 2/3 °C più calda ed il livello del mare 10/20 metri più alto di quello di oggi.
 
Prima della pandemia, le concentrazioni atmosferiche di Co2 erano le più elevate da due milioni di anni, mentre quella  di gas serra (biossido di azoto e metano) erano le più elevate degli ultimi 800.000 anni;
 
Negli ultimi 50 anni la temperatura sulla terra è cresciuta ad una velocità maggiore a quella avvenuta ne 2000 anni precedenti e l'aumento medio dei mari è cresciuto di 20 centimetri ad una velocità mai vista negli ultimi 3000 anni .... ed anche durante i lockdown causati della pandemia con la riduzione globale del 7% di anidride carbonica, non ci sono stati effetti apprezzabili sulla temperatura della terra che è continuata a salire.
 
Oggi le concentrazioni del Gas serra hanno raggiunto il nuovo record del 50% superiori a quelle dell'era preindustriale
 
Insomma un codice rosso per l'Umanità... che dovrebbe da subito convertire l'economia i senso ambientalista, far sradicare tutti i combustibili fossili , carbone, nonché fare cessare la deforestazione del nostro Pianeta, provando a fermare il riscaldamento globale ad un più 1,5 gradi, altrimenti si avvierà il punto di non ritorno dove non sarà più possibile fermare l'aumento della temperatura mettendo in pericolo la vita stessa sul pianeta Terra.
 
In questo contesto, la conferenza sul clima di Dubai ha emesso un documento finale dove per la prima volta si parla di emissioni zero , con "l'invito" a transitare fuori dal fossile, entro il 2050 ma è pieno di scappatoie e lontanissimo dall'essere risolutivo, per questi motivi:
 
  • In esso, si parla di allontanamento dal fossile e non di abbandono del medesimo;
  • si sostiene che in futuro le nuove tecnologie potrebbero catturare e stoccare il Co2 e mantenere la produzione di petrolio;
  • c'è l'obbiettivo del triplicare le energie rinnovabili e raddoppiarne la sua efficienza entro il 2030 , ma scompare la rapida chiusura del carbone;
  • non vi sono obbiettivi intermedi verificabili e da raggiungere, si demanda il tutto al 2050 , sapendo che in 26 anni la temperatura potrebbe aumentare oltre 1,5 gradi;
  • il fondo per i risarcimenti dei danni climatici ai Paesi del SUD del Mondo e quasi del tutto sottofinanziato ;
  • si parla di possibilità di combustibili di transizione che vanno dal gas , all'idrogeno ed al nucleare di nuova generazione:
  • non esiste un finanziamento dei Paesi avanzati Nordici verso l'Africa, Asia e America Latina;
  • infine nessuno delle grandi potenze globali, a partire dagli USA e dalla Cina ha come priorità il cambiamento del modello economico dominante e la transizione dal carbone, mentre chi vive di combustibili fossili vede nella transizione il suo nemico  esistenziale .
 
Ora i molteplici effetti del cambiamento climatico sono davanti ai nostri occhi. La natura non lineare di questo processo fa sì che le proiezioni future  siano incerte, ma non vi è dubbio che il modello economico dominante sia una delle principali cause.
 
In Italia i soldi del PNRR, anziché essere finalizzati verso una accelerazione della transizione ecologica , vengono usati per continuare con il consumo forsennato del suolo, con la costruzione di nuove strade tra cui il progetto "Assi Viari di Lucca" ed il progetto del Ponte sullo stretto di Messina"
 
 
 
Dall'emergenza al disastro senza ritorno, c'è solo un passo, tutto può collassare e gli eventi sono evidenti climatici sono evidenti !
 
 
 
 
 
Forse  il collasso ambientale e  della civiltà che conosciamo avrà luogo in un futuro assai prossimo, ed  ormai è troppo tardi per intervenire.
 
 
 
Sappiamo che lo sviluppo distorto che è andato avanti nel nostro Paese e che causano disastri ambientali ad ogni acquazzone, non dipendo solo dalle scelte fatte dalla destra sempre compiacente con il padronato , incurante della qualità dello sviluppo... ma ciò è avvenuto anche dove ha amministrato la sinistra, come dimostrano i disastri alluvionali avvenuti in Emilia Romagna il primo maggio del 2023 ed quella avvenuta a Campi Bisenzio in Toscana il 2 novembre del 2023, dove da sempre hanno amministrato le sinistre.
 
Serve allora una rottura radicale anche all'interno della sinistra ... va superata la vecchia concezione che basta liberare le forze produttive materiali dagli ostacoli capitalisti per consentire l'emancipazione umana attraverso il <<dominio della natura>> e che invece ha portato ad uno sviluppo distorto senza limiti.
 
È certo che in Marx,  le formule politiche  sono  ancorate  ad  un naturalismo sincero e un’analisi che descrive il carattere distruttivo del capitalismo. Ne Il Capitale, Marx  scriveva  che l’unica libertà possibile è che l’uomo sociale, i produttori associati, gestiscano razionalmente il loro scambio di materia con la natura e lo facciano nelle condizioni più decorose, le più coerenti con la sua natura umana.  Esiste quindi una “ecologia marxiana”.
 
 L’analisi deve andare più a fondo. È necessario, senza anacronismi ma senza compiacenza, eliminare le concezioni che ingombravano il marxismo con le scorie produttiviste.
 
 Questo “lavoro” oggi è tutto da sviluppare, ma   ha acquistato un’importanza considerevole, per la semplice ragione che una risposta socialista non produttivista è l’unica alternativa alla catastrofe ecologica che sta crescendo di fronte ai nostri occhi, come dimostra anche la sciagurata scelta di continuare a distruggere la montagna attraverso una escavazione del marmo di Carrara  incontrollata .
 
Serve  un progetto regolato dallo Stato  basato su un’economia mista rilocalizzata e permeata da un’ideologia della cura e della prudenza.
 
Il Mondo , ed anche la “sinistra critica”, si trovano  di fronte a questo  dilemma... e le scelte scaturite dal COP28 , non hanno niente  di  programmazione anticapitalista molto radicale che sarebbe oggettivamente indispensabile per arrestare la catastrofe climatica, da un lato, ma non è  emerso nemmeno  il livello di coscienza necessario a mettere in secondo piano il profitto scegliendo   di salvare   i bisogni della natura , nel documento finale   c’è ancora  un abisso, che segna il suo fallimento.
 
 
 

Umberto Franchi

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