Inaccettabile la decisione del governo sulla data del referendum

di La presidenza del CDC - 13/01/2026
Il CDC sostiene i ricorsi dei promotori della raccolta delle firme

Il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (CDC), come già dichiarato dal Comitato della società civile per il No nel referendum costituzionale, considera di estrema gravità la decisione del 12 gennaio del Consiglio dei ministri di indicare il 22 e 23 marzo prossimi come data per la consultazione referendaria sulla legge Nordio.

Si tratta di una evidente forzatura dell’art.138 della Costituzione e della legge 352/1970, poiché volutamente ignora la scadenza del 30 gennaio per la raccolta delle firme promossa da 15 cittadini lo scorso 19 dicembre.

Per la prima volta, in difformità con il comportamento di osservanza della Costituzione tenuto dai governi che l’hanno preceduto nelle 4 occasioni di referendum costituzionale svoltesi nel Paese, il governo Meloni viola un diritto fondamentale dei cittadini, la partecipazione democratica attraverso un istituto di democrazia diretta quale è il referendum costituzionale. Violazione che è ancora più grave se si considera che nemmeno il Parlamento ha potuto discutere e modificare il testo di legge presentato dalla Presidente del Consiglio e dal Ministro della Giustizia.

Consideriamo inaccettabile e illegittima la decisione assunta dal Consiglio dei ministri e sosteniamo la scelta dei 15 cittadini promotori della raccolta delle firme - che in pochi giorni ha raggiunto più del 75% delle firme necessarie - di presentare ricorso nelle sedi giurisdizionali previste dalla legge contro il provvedimento amministrativo, richiedendone l’immediata sospensione.

La presidenza del CDC

 

Roma 13 gennaio 2025

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