25 novembre giornata contro la violenza sulle donne

di Redazione di LiberaCittadinanza - Liberacittadinanza.it - 24/11/2021
Libera Cittadinanza si associa alle iniziative che fioriscono in gran parte d’Italia

La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, nata per volere dell’ONU nel 1999, si celebra ogni anno il 25 novembre e dovrebbe servire a mantenere desta l’attenzione mondiale sulla violenza di genere che è purtroppo ancora una realtà diffusa e che va combattuta senza distrazioni, ma i dati che continuano ad arrivarci ci testimoniano che la strada da percorrere è ancora lunga. 

Dalle cronache di questi ultimi mesi, praticamente ogni giorno registriamo casi di femminicidio su tutto il territorio nazionale. Un bilancio atroce, anche a causa delle costrizioni anti-Covid, ma anche con l’avanzare della destra misogina, omofoba e razzista e dei gruppi eversivi e violenti dei negazionisti e dei suprematisti, che si infiltrano ovunque, perfino fra i novax, scatenando guerriglie ovunque, spaccando vetrine, aggredendo giornalisti e inermi cittadini e certamente snaturando una protesta che poteva anche essere legittima, anche se non condivisibile.

In questo clima di violenza diffusa aumentano anche i numeri che riguardano davvero troppe donne uccise dai loro uomini: mariti, amanti, fidanzati, ex o in carica, ma anche padri, fratelli, figli… donne che subiscono in silenzio, o anche si ribellano e per questo vengono uccise, senza che le istituzioni e le forze di polizia possano tutelarle. Donne che sono comunque sempre sole davanti alla propria condizione di dolore e di violenza. Mancano leggi più rigide, punizioni più severe, ma soprattutto delle strutture che accolgano e proteggano le donne minacciate.

Non solo le donne vanno protette e difese, ma anche si deve vigilare su una mentalità retrograda e discriminatoria, che come un’onda nera inquina la nostra società e le coscienze di uomini violenti e vigliacchi. Il fatto è che questo paese va rieducato al principio del rispetto reciproco e non solo verso le donne.

E la rieducazione deve cominciare in famiglia, dalle mamme di figli maschi, che troppo spesso educano i loro figli in modo sbagliato, inculcando diffidenza e disprezzo nei confronti delle altre donne, o trattando in modo discriminatorio le figlie femmine rispetto ai figli maschi.

Siamo noi che li portiamo in grembo, che li mettiamo al mondo, che li cresciamo, che li amiamo e li educhiamo: facciamone degli uomini gentili e rispettosi di tutte le donne.

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Redazione Liberacittadinanza

 

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